
L’AQUILA – “Sulla questione della nomina del consulente esterno per gli acquisti di competenza del settore tecnico operata dalla Asl 1 con provvedimento n. 686 del 16.4.2020 ed alla risposta del direttore Testa, torno a ribadire non tanto la mia netta contrarietà (già esternata a sufficienza sulla stampa locale) quanto la palese illegittimità del provvedimento sotto l’aspetto, soprattutto della produzione di danno erariale”.
Così Il presidente dell’Unione comunale del Partito Democratico dell’Aquila, Carlo Benedetti.
“La questione – spiega – torna, infatti, di attualità dopo le gravi dichiarazioni della consigliera regionale Marianna Scoccia in ordine alla gestione della cosa pubblica da parte del Partito di Fratelli d’Italia in Abruzzo ed ai conseguenti rapporti con Roma. Al riguardo sottolineo come le consulenze esterne siano consentite negli Enti pubblici solo quando sia impossibile procedere altrimenti alla attività istituzionale e/o alla ‘mission’ dell’Ente per la non disponibilità all’interno della Azienda di figure dirigenziali comparabili”.
“L’attribuzione di incarichi – aggiunge Benedetti – è, infatti, soggetta al rispetto di scelte rigorose che evitino il più possibile lo sperpero della spesa pubblica e lo strumento per ampliare fittiziamente ruoli organici dell’Ente e compiti istituzionali. L’attività alla quale l’incaricato sarebbe stato preposto è certamente fra quelle svolte da sempre istituzionalmente dall’Ente.
A noi non sembra, al riguardo che la professionalità ricercata non sia reperibile all’interno della Azienda né che si sia data sufficiente ed appagante motivazione nel corpo della deliberazione che proprio sotto questo aspetto risulta generica ed insufficiente a giustificare l’illegittimo (secondo noi ) esborso di denaro pubblico per una attività di normale amministrazione svolta dall’Ente”.
“La giurisprudenza della Corte dei Conti – prosegue – è chiara ed univoca in proposito dalla nota Sentenza della Corte dei Conti della Lombardia n. 26 del 2012 a cui spesso anche la sezione della Corte dei Conti abruzzese fa riferimento. Invito, perciò, sulla base delle considerazioni svolte il Direttore della Asl 1 a ritirare in autotutela il provvedimento di conferimento di nomina indicato al fine di evitare il danno erariale prodotto a seguito dell’adozione di detto provvedimento. Sono stati tanti i provvedimenti di censura della Corte dei Conti per l’Abruzzo su vicende similari nella nostra Regione”.











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