
L’AQUILA – “La realtà che si sta vivendo e i contenuti dall’attuale normativa che regola le aperture dei centri estivi sul territorio nazionale in seguito all’emergenza Covid-19, è del tutto diversa da quanto è apparso oggi su alcuni organi di informazione locale con considerazioni disordinate e scollegate fra loro.
Viene infatti sollecitato il Comune dell’Aquila – afferma in una nota Francesco Cristiano Bignotti, assessore alle Politiche educative – all’immediata apertura dei centri estivi dimenticando però alcuni criteri di carattere generale e sostanziale: innanzitutto un’importante peculiarità prevista nella norma è che i centri estivi possano aprire soltanto a partire dal 15 giugno e non prima, mentre è lapalissiano che i centri estivi da sempre sul territorio sono gestiti ed organizzati da imprese private o da associazioni e non dall’amministrazione comunale.
Basterebbe già questo a spiegare l’infondatezza e la disarticolazione di quanto riportato su alcune testate circa i compiti che dovrebbe avere questa amministrazione nella apertura di tali spazi. Non si può inoltre non sottolineare ancora una volta che proprio a causa delle fumose e ‘particolari’ linee guida emanate dal Governo, di cui fa parte il partito politico di appartenenza di chi oggi critica l’operato di questo assessorato, tutti gli operatori del settore sono in grossa difficoltà nel far ripartire le attività considerando anche che le rette che dovrebbero sostenere gli utenti, proprio per compensare i maggiori oneri da sostenere o i minori introiti dovuti al minor numero di bambini ospitabili, andrebbero ad incrementare notevolmente, ricadendo sulle famiglie stesse”.
“Non possiamo neanche dimenticare – prosegue – che ad oggi non si sa cosa sarà delle attività educative dei bambini ricompresi nella fascia di età 0-3 anni, considerando che per ora si è solo delineato un quadro a tinte fosche per i bambini di età superiore ai 3 anni. Si parla anche di risorse stanziate dal Governo, ma sarebbe utile capirne la natura e l’entità, visto che anche qui ad oggi non c’è ancora nessuna evidenza di quante siano le somme destinate al Comune dell’Aquila e le modalità di spesa delle stesse. Proprio per questi motivi è importante comunicare con il territorio e con le persone, come si sta facendo da tempo, per capire come stanno realmente le cose, descriverle oggettivamente e capire quante siano le criticità e le difficoltà di un settore che sconta un abbandono considerevole visto che, arrivati ormai a giugno, non si è ancora in grado di dire alle famiglie italiane come e dove andranno a scuola i propri figli nel prossimo anno scolastico. E di certo non per colpa del Comune dell’Aquila”.
“Non da ultimo per importanza – termina Bignotti – appaiono anche confuse alcune nozioni circa le attività demandate agli assessori: da quando gli assessori fanno liquidazioni di contributi, predispongono e approvano avvisi o erogano assegni quali contributi? Se si vuole fare sterile ed inutile polemica si faccia pure, questa amministrazione però ha un modus operandi differente”.











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