
L’AQUILA – di Dante Capaldi e Enrico Cavalli – In questi mesi, con vari interventi sui mass media, ci siamo permessi di indicare possibili soluzioni per la salvezza del calcio aquilano.
Con la stagione agonistica al via, il rimpallo di responsabilità fra la Figc nazionale e regionale, fa precipitare l’Asd Città di L’Aquila, in prima Categoria.
E’ il punto più basso per il club rossoblù, che fu il primo a dare risalto nazionale allo sport abruzzese, e, soprattutto, è un vulnus alla stessa riaggregazione aquilana, nel momento forse più delicato, del post sisma 2009.
Continuiamo a chiederci, perché non si applica l’articolo 52 del Noif, per l’inserimento del club rossoblù alla Eccellenza o in subordine alla Promozione abruzzese, la qualcosa assicurata al nostro primo cittadino, da parte della Figc?
Perché non vale il precedente pro rossoblù, della Us Sambenedettese e che fallita in C2 fu iscritta in Eccellenza marchigiana, nel 2008-09?
Perché i sodalizi abruzzesi rinunciano agli incassi che avrebbero incontrando l’Asd L’Aquila, e, di converso la Figc non si preoccupa di un depotenziato stadio ’I.Acconcia-Gran Sasso’?
Altre domande ci verrebbero (che tipo di relazionamenti fra gli attori del dilettantismo abruzzese, al day after del calcio aquilano?), ma vorremmo confidare, ancora, in uno scatto d’orgoglio del nuovo corso rossoblù, il cui futuro sportivo, potrebbe, infatti, chiarirsi alla Sezione speciale del Tar-Lazio.
Ove ciò non fosse, ritenendosi improponibile la supposta fusione dei rossoblù con la Asd San Gregorio in Promozione, per un discorso di dignità storica e sportiva, ci sentiamo di invitare la dirigenza dell’ Asd Città di L’Aquila a ‘declinare’ la prima Categoria, proseguendo a lavorare in simbiosi alla tifoseria più autentica, per una ipotesi di ripartenza credibile e duratura del club rossoblù.
Dott. Dante Capaldi, decano della stampa abruzzese, già ‘Stella d’argento Coni’, prof. Enrico Cavalli.










