
L’AQUILA: – “La “non ricostruzione” della Edilizia Residenziale Pubblica dell’ATER e del Comune dell’Aquila, è un fatto “incomprensibile” sul piano razionale e, per questo, dopo otto anni dal terremoto, non si riesce più ad accettare e, sul piano politico e amministrativo, neanche a sopportare e giustificare.
Per questo, è da un po di tempo si cerca di “capire” che cosa è successo e perché “nessuno” ha mosso un dito o fatto un qualcosa di concreto per “risolvere e superare” i problemi e le difficoltà “burocratiche” di cui in molti parlano come se non lo avessero mai saputo.
E così, approfondendo la documentazione ufficiale, risultano le seguenti verità incontestabili:
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è vero che i soldi per la ricostruzione ci sono sempre stati e che, anche recentemente, sono stati bene “specificati” dalla Delibera CIPE n. 23 del 20 febbraio 2015;
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è vero che è stato pubblicato un primo elenco dei fabbricati ATER e del Comune dell’Aquila da demolire e ricostruire, comprendente le spese stabilite e le rispettive date di fine dei lavori;
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è vero che ad effettuare i bandi di gara per l’assegnazione dei lavori sono i “soggetti attuatori” che, coordinati dalla Regione Abruzzo, sono, sino a prova del contrario, il Provveditorato alle Opere Pubbliche, l’ATER e il Comune dell’Aquila;
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è sicuro che la “causa principale” del gravissimo ritardo nella ricostruzione, non sta nella “mancanza dei finanziamenti” ma nella “MANCANZA DEI MEZZI”, tecnici, progettuali e operativi, da parte dell’ATER, del Provveditorato alle Opere Pubbliche, del Comune dell’Aquila, delle loro “strutture professionali” di riferimento e nella “GRAVISSIMA INCAPACITA” di gestione e controllo delle procedure da parte della Regione Abruzzo.
Ecco perché, i soggetti pubblici ed i politici responsabili di tale “mancanza e insufficienza” dei mezzi tecnici e del personale, operativo e professionale, necessario, DEVONO PROVVEDERE A SANARE UNA TALE SITUAZIONE, senza pensare di potere continuare a “dare la colpa agli altri” e, anche, a “giocare” con le famiglie che, invece, sono ancora oggi sfollate e molto scoraggiate.
Nonostante le ripetute e quotidiane nuove scosse sismiche, che ogni giorno che passa aggrava la situazione degli edifici e degli alloggi non ancora ricostruiti e messi in una pur minima condizione di sicurezza, e nonostante gli “allarmi” che vengono lanciati dagli esperti e dai ricercatori, ancora non si riesce ad iniziare la “ricostruzione pesante” della Edilizia Residenziale Pubblica classificata E – inagibile di proprietà delle ATER, degli ex.Inquilin, del Comune dell’Aquila e degli altri Comuni dentro e fuori il vecchio e il nuovo “cratere sismico”.
A 2.904 giorni trascorsi dal terremoto del 6 aprile 2009, ci troviamo di fronte una realtà dei fatti, che nessuno può ignorare e smentire, di una “non ricostruzione pubblica” che sembra voluta e che non si riesce più a sopportare e la cui responsabilità è del Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche, dell’ATER e del Comune dell’Aquila, mentre la Regione sta a guardare senza intervenire, voltando le spalle alle richieste, alle attese e alle speranze di migliaia di famiglie, di Inquilini ed ex Inquilini, ancora sfollati.
Il Movimento Inquilini Assegnatari Mia Casa d’Abruzzo, sin dall’immediato post terremoto, si sta battendo strenuamente per la “riparazione, ricostruzione e messa in sicurezza sismica” degli edifici e delle abitazioni di Edilizia Residenziale Pubblica.
A questo punto, la domanda che il Mia Casa d’Abruzzo e le 1.053 famiglie delle Case Popolari e Comunali ancora sfollate rivolgono al Presidente della Regione Luciano D’Alfonso e alle altre Istituzioni pubbliche regionali e nazionali di governo e di controllo amministrativo e di legalità è la seguente: Caro Presidente, se è stato pubblicato l’elenco dei fabbricati ATER e del Comune dell’Aquila da demolire e ricostruire, con la spesa impegnata e le rispettive date di fine dei lavori previsti al massimo per fine anno 2020, PERCHE’ PROPRIO LA RICOSTRUZIONE DELLA EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA E’ ANCORA FERMA?”
E’ quanto si legge nella nota a firma di Pio Rapagnà per il Mia Casa d’Abruzzo.










