
MONTEREALE (AQ): – di Nando Giammarini – La gente di montagna, in particolar modo dell’Alto Aterno, ha da sempre un grande rispetto per la fauna selvatica con cui è abituata a convivere. Ne conosce le abitudini e collabora, per quanto possibile, alla difesa e la salvaguardia delle specie protette. Visto che siamo nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga facciamo sovente degli incontri “notturni”con volpi, cinghiali, caprioli, istrici che attraversano le strade, come saette, nella fase di incontro visivo con le automobili. Ma le insidie per alcuni animali selvatici non sono dovute solo agli autoveicoli bensì anche ai cani randagi ed ai lupi che, specialmente durante l’inverno quando sono più affamati, rappresentano un serio pericolo per la fauna.
E’ vero che è una regola di vita poiché, da che mondo è mondo, l’animale più più grande arriva a sbranare quello più piccolo e ciò determina una sorta di equilibrio ecologico. Giusto lo scorso anno un gruppo di cacciatori,scrupolosi assertori delle norme che regolano il mondo venatorio ed animati da profondo amore per la natura, recuperarono lungo la S.S. 471 di Leonessa poco al di fuori dell’abitato di Ville di Fano un capriolo gravemente ferito e claudicante a causa di una ferita ad una zampa. Gli prestarono i primi soccorsi, contattarono gli agenti della Forestale che, agli ordini del maresciallo Biondi allora Comandante della stazione di Montereale, chiesero l’intervento di un veterinario della ASL e, dopo, averlo curato lo avviarono al Centro di Recupero della Fauna Selvatica a Popoli. Ad onor del vero bisogna anche ricordare che i cacciatori monterealesi, in un’ottica di solidarietà che non deve mai venir meno tra gli esseri umani, recentemente hanno donato un defibrillatore all’Associazione pubblica Assistenza di Montereale.
Lo scorso 27 dicembre un altro gesto, degno di ammirazione, di soccorso ad un animale in difficoltà. Due persone, Carmine e Remo passeggiando nei pressi di Lonaro, una contrada di Ville di Fano, si accorgono che dei cani randagi stanno braccando e mordendo un giovane capriolo. Iniziano ad urlare e riescono a mandarli via. Immediato l’intervento di un sanitario locale, il veterinario Gianlorenzo Antonelli, che presta le prime cure al povera bestiolina impaurita e dolorante. Intanto si era riunita una piccola folla, festante, soprattutto di bambini e curiosi. Accertato che l’animale era in buone condizioni fisiche, dopo essere stato rifocillato, è stato rimesso in libertà. I bambini tra la meraviglia e lo stupore di un simile spettacolo salutarono, la liberazione del giovane ungulato, che riprese a correre, con un prolungato applauso.










