
MONTEREALE (AQ) – di Nando Giammarini – Al taglio del nastro oggi pomeriggio alle 17.00 la grandiosa festa di S. Rocco a Cabbia di Montereale. Nel pieno rispetto di una tradizione risalente ai tempi che furono, anche quest’anno, la macchina organizzativa della festa del nostro Santo protettore è partita in quarta.
Codesta tradizione non si arrestò neanche nei tempi bui della guerra quando gli uomini erano al fronte e la organizzarono le donne. In Paese si respirava aria di ferie e di festa già un paio di settimane fa quando l’ormai familiare, consolidata ed affermata impresa di Silvano Mastrilli specializzata nell’installazione delle luminarie era intenta a predisporre la “via lattea”, una fantastica scia luminosa, lungo la SP 105 Monte Cabbia e quelle classiche nel centro storico del paese. Era il primo segno tangibile dell’arrivo della festa del Santo Protettore che, in suo nome, da sempre ha amalgamato ed affratellato il popolo Cabbiese.
Ancora una volta Cabbia con il suo carico di fede, di bontà e di speranza si appresta a festeggiare, in prossimità del ferragosto sotto un sole battente ed i migliori auspici, S. Rocco. Il tutto amplificato e reso ancor più incisivo dalla tanta gente che staziona in piazza o seduta sulle candide pietre della fonte a chiacchierare tranquillamente fino alle ore piccole.
Dall’inizio di questa settimana i festaroli – Ceci Lucia, Corrente Antonio, Di Giamberardino Lucrezia, Di Giamberardino Mario, Di Giamberardino Nino, Feliciani Ivan, Genga Nicola, Gennaro Gianna,Nardi Alessio e Palombini Alessandro – anima organizzativa e autorità paesane per tale festosa circostanza – lavorano a tempo pieno per arrivare puntuali e preparati all’apertura odierna. Sebbene i problemi, da affrontare e risolvere in brevissimo tempo, siano tanti gli organizzatori sanno di poter contare sulla collaborazione del paese, delle tante famiglie, in pratica una rete di collaboratori pronti ad intervenire all’occorrenza.
Nel paese adornato e tirato a festa risuoneranno le melodiose note dell’antico strumento caro alle genti di montagna:l’organetto mentre sfileranno ragazzi e ragazze in abiti tradizionali. La nostra festa oltre a rinnovare i grandi sentimenti di amicizia e solidarietà da cui scaturisce il sistema Comunità Cabbiese fa apprezzare, anche ai visitatori dei paesi limitrofi, stili e contenuti, altruismo e generosità, simboli e motivazioni. In pratica un viaggio emozionante nel tempo, nel costume, nella memoria per spiegare meglio ai nostri giovani – sperando che ne facciano tesoro e si preparino ad un ricambio generazionale – il significato, il valore e le origini della festa del Santo Protettore.
Nell’auspicare che questa festosa circostanza, rinomata ed annoverata nell’intera provincia dell’Aquila, possa diventare sempre più rappresentativa in tutto il territorio mi è gradita l’occasione per formulare i migliori auguri di buone feste a tutti.
Un saluto particolare, e la mia totale e completa vicinanza, va quei compaesani che in seguito a problemi di salute non potranno tornare a Cabbia per S. Rocco. A loro gli auguri più sentiti per una rapida e completa guarigione; anche se lontani con la mente ed il cuore saranno con noi. Analogo sentimento di vicinanza e solidarietà rivolgo ai parenti dei figli di Cabbia scomparsi quest’anno, alle vittime innocenti del terremoto. Li ricorderemo tutti, con affetto e commozione, il 17 agosto giorno della commemorazione dei Caduti. Ai volenterosi festaroli il ringraziamento di Cabbia per il loro impegno profuso nell’organizzazione della festa.










