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Gruppo BPER, approvato il resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2015

Pubblicato da Redazione
giovedì, 12 Novembre 2015 - 10:25
in Economia
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MODENA: – Approvato il Resoconto intermedio di gestione del Gruppo BPER al 30 settembre 2015. Utile netto complessivo dei nove mesi pari a € 125,1 milioni (+65%) al netto degli oneri non ricorrenti relativi alla manovra del personale, ampiamente superiore agli obiettivi reddituali previsti Utile netto contabile pari a € 88,7 milioni (i dati di utile scontano i contributi annuali stimati al Fondo di risoluzione e al Fondo di garanzia per € 19,1 milioni, non presenti nel 2014). Commissioni nette in rilevante incremento nei nove mesi (+4,5%) grazie alla buona performance della componente relativa al risparmio gestito e bancassurance (+37%). Margine di interesse in contrazione del 5,5% nel periodo più che compensato dalla forte riduzione delle rettifiche nette su crediti (-26,8%) a conferma della graduale normalizzazione del costo del credito. Flussi in ingresso a sofferenze e ad inadempienze probabili in significativa riduzione rispetto ai primi nove mesi del 2014 (rispettivamente -34,4% e -39,9%). Coverage ratio sui crediti deteriorati al 42,1% (+145 bps da fine 2014) tra i migliori rispetto ai diretti competitors. Impieghi in lieve ripresa rispetto a giugno (+0,1%), primo incoraggiante segnale di inversione del trend dopo circa due anni di cali consecutivi, grazie al forte incremento della nuova produzione superiore al 50% nei nove mesi. Solida posizione patrimoniale in ulteriore miglioramento rispetto a giugno 2015 con un CET1 ratio pro-forma Fully Phased pari all’11,78% (12,04% Phased in) senza considerare gli effetti della validazione dei modelli interni e ampiamente superiore ai requisiti minimi. Leverage ratio Basilea 3 Fully Phased pari al 7,2% (7,5% Phased in) tra i migliori del sistema ed indici di liquidità LCR e NSFR ampiamente superiori al 100%.

Confronto dei principali aggregati economici dei primi nove mesi del 2015 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (anno su anno):

Utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte pari a € 125,7 milioni (-4,6%), che si attesta a € 179,9 milioni (+36,6%) al netto degli oneri non ricorrenti nel periodo

Redditività operativa (€ 1.595,4 milioni), in diminuzione del 4,9%:

margine di interesse in diminuzione del 5,5% principalmente a causa del più basso livello dei tassi di interesse e del differente contesto di mercato;

commissioni nette in significativo aumento del 4,5% grazie in particolare al contributo della componente relativa al risparmio gestito e “bancassurance”;

positivo apporto del risultato netto della finanza (€ 81,9 milioni) ancorchè in diminuzione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno;

Rettifiche nette su crediti in significativa diminuzione (-26,8%) evidenziando un costo del credito pari a 98 bps nel periodo (130 bps annualizzato);

Redditività operativa al netto delle rettifiche nette complessive in crescita del 6,1% sul 2014 a conferma della buona tenuta della marginalità complessiva alla luce del significativo miglioramento del costo del credito;

Costi della gestione ordinari in calo dello 0,7% (al netto delle spese per il personale non ricorrenti contabilizzate nel periodo), con una diminuzione sia delle spese per il personale ordinarie (-0,6%) sia delle altre spese amministrative (-1,6%);

Confronto dei principali aggregati economici del terzo trimestre con il secondo trimestre del 2015 (trimestre su trimestre):

Utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte pari a € 10,1 milioni (€ 36,7 milioni nel secondo trimestre), che si attesta a € 62,6 milioni (+62,8%) al netto degli oneri non ricorrenti nel periodo;

Redditività operativa (€ 513 milioni) in decremento del 2,7%:

margine di interesse in diminuzione del 2% evidenziando un leggero calo dello spread complessivo prevalentemente influenzato dalla pressione sul rendimento degli attivi commerciali pur in presenza del miglioramento del costo del funding;

commissioni nette in diminuzione dell’1,6% prevalentemente a causa della consueta stagionalità del periodo estivo;

risultato netto della finanza pari a € 20,4 milioni (€ 15,5 milioni nel secondo trimestre) favorito dalla stabilizzazione dei mercati finanziari nel trimestre;

Rettifiche nette su crediti in deciso calo (-15,4%). Il costo del credito si attesta a 29 bps nel trimestre in diminuzione rispetto al secondo trimestre 2015 (35 bps);

Redditività operativa al netto delle rettifiche nette complessive in crescita del 2,3% sul trimestre precedente (+8,5% rispetto al terzo trimestre del 2014);

Costi della gestione ordinaria in deciso calo (-7,1%) prevalentemente da attribuire alla consueta stagionalità del terzo trimestre dell’anno, evidenziando una diminuzione sia delle spese per il personale (-7,8%) sia delle altre spese amministrative (-7,4%);

Il Consiglio di Amministrazione della Banca popolare dell’Emilia Romagna ha esaminato ed approvato in data odierna i risultati individuali della Banca e consolidati di Gruppo al 30 settembre 2015.

Alessandro Vandelli, Amministratore delegato di BPER, al termine del Consiglio di Amministrazione commenta: “Considero molto positivo il risultato conseguito nei primi nove mesi dell’anno con un utile netto pari a 125 milioni di Euro, in crescita del 65% rispetto allo stesso periodo del 2014, se depurato dai rilevanti costi non ricorrenti (54 milioni di Euro) riferibili alla firma dell’accordo sindacale sul personale siglato lo scorso agosto. Questo risultato conferma che la strada intrapresa per il ritorno ad un soddisfacente e sostenibile livello di redditività è quella corretta. Uno degli aspetti più positivi da segnalare è il forte calo delle rettifiche nette su crediti, in linea con quanto previsto per il 2015, grazie sia al miglioramento del contesto economico sia alla decisa azione di ricomposizione del profilo di rischio del nostro portafoglio crediti. Registriamo infatti una sensibile diminuzione dei flussi di ingresso a crediti deteriorati mentre continuiamo ad aumentare il livello delle coperture ormai oltre il 42%, una delle percentuali più elevate tra i diretti competitors. Nell’ultimo trimestre registriamo inoltre segnali positivi, per la prima volta dopo oltre due anni di cali consecutivi, rilevando una seppur lieve inversione di tendenza del trend degli impieghi, accompagnata da una forte accelerazione nelle nuove erogazioni di credito a famiglie ed imprese con una percentuale che supera il 50% rispetto allo stesso periodo del 2014, mentre dal lato della raccolta continua il significativo sviluppo dell’attività relativa al risparmio gestito. Quest’ultimo aspetto, ha contribuito a sostenere il buon andamento delle commissioni nette che, unitamente al contenimento dei costi operativi ordinari, hanno consentito di influenzare positivamente il conto economico. Permangono ottimi sia la posizione di liquidità sia il profilo patrimoniale del Gruppo, quest’ultimo confermato da un CET1ratio pro-forma Fully Phased all’11,8%, ben al di sopra del minimo regolamentare; inoltre, il livello di leverage si attesta al 7,2% tra i migliori del sistema a conferma di prudenti ed equilibrate scelte gestionali. Nel positivo contesto appena delineato, procede a pieno ritmo l’attuazione delle azioni previste dal Piano industriale 2015-2017 a circa 10 mesi dalla sua presentazione al mercato. Tra le attività principali, ricordo la firma nel mese di agosto dell’accordo sindacale per l’incentivazione all’esodo e per il Fondo di solidarietà relativo al personale, la riorganizzazione della rete distributiva con la chiusura delle prime 30 filiali sulle 130 previste in arco Piano e la imminente costituzione della società consortile destinata alla gestione delle sofferenze del Gruppo bancario che sarà pienamente operativa all’inizio del 2016. La valutazione di questi primi mesi di lavoro non può che essere estremamente positiva ed in linea con gli obiettivi dichiarati, che mirano, in estrema sintesi, a ridisegnare il modello distributivo di Gruppo, a ridurre in modo strutturale la base costi e a gestire in modo mirato i crediti problematici, al fine di raggiungere un adeguato e sostenibile livello di redditività, consolidando la leadership nei territori di riferimento”. 

********************

Conto economico: dati principali

Il margine di interesse si attesta a € 924,5 milioni e risulta in diminuzione del 5,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, prevalentemente a causa del mutato contesto di mercato e dei tassi di interesse in cui la diminuzione dei volumi commerciali e le pressioni sul rendimento dell’attivo non sono stati sufficientemente controbilanciati dal pur sensibile calo del costo della raccolta. Il confronto con il trimestre precedente mostra una diminuzione più contenuta del margine di interesse pari al 2% in presenza di una sostanziale stabilità degli impieghi commerciali e di un limitato calo dello spread complessivo sul trimestre precedente (-4 bps).

Le commissioni nette, pari a € 537,7 milioni, risultano in crescita del 4,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (-1,6% trimestre su trimestre a causa della consueta stagionalità del periodo), principalmente come effetto combinato di un andamento molto positivo sulla componente commissionale relativa alla raccolta indiretta, con particolare riferimento al comparto del risparmio gestito e “bancassurance” (+37% anno su anno; -1,7% trimestre su trimestre) nonchè della diminuzione delle commissioni sull’attività commerciale tradizionale ancora condizionate dalla debole fase congiunturale.

Il risultato netto delle attività di negoziazione (compresi i dividendi pari a € 14,3 milioni) si attesta a € 96,2 milioni, in diminuzione del 35,2% rispetto allo stesso periodo del 2014. Hanno concorso al suddetto risultato utili netti realizzati per € 74,3 milioni, plusvalenze nette per € 0,9 milioni, la componente “Fair Value Option” sulle passività finanziarie positiva per € 0,4 milioni (era negativa per € 16,9 milioni al 30 settembre 2014). La riserva AFS relativa ai titoli governativi in portafoglio evidenzia plusvalenze per un valore (al netto delle imposte) di € 84,1 milioni (€ 97,9 milioni al 31 dicembre 2014) in sensibile aumento di oltre € 30 milioni rispetto a giugno 2015.

La redditività operativa risulta pari a € 1.595,4 milioni, in calo del 4,9% anno su anno (-2,7% trimestre su trimestre) evidenziando una diminuzione del margine di interesse (-5,5%), del risultato della finanza (-37%) e dei dividendi incassati (-21,9%), solo parzialmente controbilanciate dal positivo andamento delle commissioni nette (+4,5%) e dagli altri oneri/proventi di gestione (+3,7%).

I costi della gestione, al netto degli oneri straordinari per l’incentivazione all’esodo e per il Fondo di solidarietà contabilizzati nei primi nove mesi del 2015 (€ 54,3 milioni)xiv, risultano pari a € 918,9 milioni, in calo dello 0,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (-7,1% rispetto al trimestre precedente prevalentemente a causa dei consueti effetti stagionali)xv. In dettaglio, le spese per il personale ordinarie si attestano a € 574,3 milioni, in calo dello 0,6% anno su anno e del 7,8% rispetto al trimestre scorso (tale voce, inclusiva degli oneri straordinari sopra citati, si attesta a € 628,6 milioni nei nove mesi e a € 179,9 milioni nel terzo trimestre 2015), le altre spese amministrative ammontano a € 292,7 milioni (-1,6% anno su anno; -7,4% trimestre su trimestre;) e gli ammortamenti su attività materiali ed immateriali ammontano a € 51,9 milioni (+3,9% anno su anno; -2,4% trimestre su trimestre).

Le rettifiche nette su crediti e su altre attività si attestano a € 442,8 milioni, in diminuzione del 25% rispetto allo stesso periodo del 2014 (-14,4% trimestre su trimestre). Le rettifiche riferibili al comparto del credito risultano pari a € 424,9 milioni rispetto a € 580,1 dei primi nove mesi dello scorso anno (-26,8%): tale dato include un impairment straordinario relativo ad un’obbligazione bancaria subordinata allocata alla categoria “Loans e Receivables” per un importo pari a € 7,8 milioni (già svalutato nel secondo trimestre per € 6,7 milioni), escludendo il quale le rettifiche su crediti mostrerebbero un calo ancor più pronunciato anno su anno (-28,1%). Il costo del credito complessivo al 30 settembre 2015 risulta pari a 98 bps (130 bps annualizzato rispetto ai 185 bps nel 2014). Le rettifiche nette su altre attività ammontano a € 17,9 milioni (erano € 10,5 milioni nello stesso periodo dello scorso anno) in buona parte riferibili a titoli AFS (€ 16,5 milioni).

Gli accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri si attestano a € 52,2 milioni nel periodo in aumento rispetto a € 27,7 milioni dello stesso periodo del 2014, inclusivo degli accantonamenti di complessivi € 19,1 milioni effettuati per i contributi 2015, stimati con le informazioni ad oggi disponibili, al fondo di garanzia dei depositi “DGS” (Deposits Guarantee Schemes) previsto dalla Direttiva 2014/59/UE in vigore dal 3 luglio 2015 (€ 8,5 milioni) e al “Single Resolution Fund (“SRF”) previsto dalla Direttiva 2014/49/UE in vigore dal 1°gennaio 2015 (€ 10,6 milioni).

Il livello delle coperture dei crediti deteriorati si attesta al 42,1%, in aumento di 145 bps rispetto al 40,7% di fine 2014. In dettaglio, la copertura delle sofferenze risulta pari al 56,8%, in incremento rispetto al 56,6% di fine 2014. Inoltre, tenuto conto delle svalutazioni dirette su crediti in sofferenza (“write-off”) ancora in essere, pari a € 1,3 miliardi, la copertura delle sofferenze si attesta al 63,6%. La copertura delle inadempienze probabili risulta in significativa crescita al 20,7% rispetto al livello pro-forma di fine 2014 pari al 18,3% (+246 bps). Le coperture su prestiti scaduti risultano pari al 7,8%, in leggera diminuzione di 29 bps rispetto al 31 dicembre 2014.

L’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte (al netto della componente one-off sui costi del personale) risulta pari a € 179,9 milioni al 30 settembre 2015 (€ 131,8 milioni nel stesso periodo dello scorso anno). Le imposte sul reddito di periodo, al netto della compenente fiscale relativa agli oneri straordinari sopra menzionati, sono pari a € 54,9 milioni (€ 55,9 milioni al 30 settembre 2014), con un tax rate “su base ordinaria” pari al 30,5%. L’utile lordo, comprensivo delle sopra citate componenti straordinarie, si attesta a € 125,7 milioni, facendo registrare imposte per € 36,9 milioni, con un tax rate del 29,4%.

L’utile netto complessivo del periodo (al netto della componente one-off sui costi del personale) risulta in forte crescita e pari a € 125,1 milioni, rispetto ad un risultato positivo di € 75,8 milioni dello stesso periodo dello scorso anno (+65%), e comprende un utile di periodo di pertinenza di terzi pari a € 12,6 milioni (€ 14,7 milioni al 30 settembre 2014); l’utile netto di pertinenza della Capogruppo risulta pertanto pari a € 112,5 milioni (€ 61,1 milioni al 30 settembre 2014), in aumento dell’84,1% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno.

Stato patrimoniale: dati principali

La raccolta diretta da clientela (debiti verso clientela, titoli in circolazione e passività finanziarie valutate al fair value) si attesta a € 46,2 miliardi stabile rispetto alla fine del 2014, registrando un lieve incremento della componente relativa ai conti correnti e depositi liberi (+0,2 €/miliardi; +0,6%) e dei pronti contro termine (+0,8 €/miliardi; +79,9%) ed un contestuale decremento dei depositi vincolati (-0,7 €/miliardi; -24%) e della componente obbligazionaria (-0,1 €/miliardi; -1,6%); le obbligazioni sottoscritte dalla clientela retail risultano in calo di € 1,6 miliardi, pressochè integralmente sostituite da quelle collocate presso la clientela istituzionale in incremento di € 1,5 miliardi). La raccolta diretta è costituita in prevalenza dalla componente Retail & Private (81%) e il 64,8% è rappresentato da conti correnti e depositi liberi e vincolati a breve scadenza.

La raccolta indiretta da clientela, valorizzata ai prezzi di mercato, è pari a € 29,2 miliardi, in aumento del 3,6% da inizio anno. In particolare, la raccolta amministrata rimane sostanzialemente invariata nello stesso periodo (-0,3%) e la raccolta gestita risulta in crescita dell’8,2% da fine 2014 registrando una raccolta netta pari a € 1,4 miliardi nel periodo, in aumento del 48,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (€ 0,9 miliardi)xxii. Il portafoglio premi assicurativi, non compreso nella raccolta indiretta, ammonta a € 3,8 miliardi,evidenziando una notevole crescita da inizio anno (+24%), pressoché totalmente riferibile al ramo vita.

I crediti verso la clientela, al netto delle rettifiche di valore, sono pari a € 43,4 miliardi e, pur evidenziando un calo dell’1,1% rispetto a fine 2014, risultano in leggero incremento rispetto al dato di giugno 2015 (+0,1%) per la prima volta dopo oltre due anni di cali consecutivi; l’inversione di tendenza, che dovrà trovare conferma nei prossimi trimestri, è anche conseguenza di una certa vivacità dell’attività di prestito alla clientela che mostra dei buoni risultati della nuova produzione di impieghi nei nove mesi (+51,2% rispetto ai primi nove mesi del 2014), con un andamento particolarmente positivo nel segmento “privati” (+93,1%) e nel segmento “imprese” (+24,5%). Nell’ambito delle specifiche forme tecniche, si conferma il positivo andamento del comparto relativo ai mutui residenziali che registrano una crescita degli importi delle nuove erogazioni del 69,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

L’ammontare dei crediti deteriorati netti è di € 6,6 miliardi, in crescita dell’1% rispetto alla fine del 2014. Nel dettaglio, la componente di sofferenze è pari a € 3,0 miliardi (+5,2% da fine anno) con un livello di copertura del 56,8%, le inadempienze probabili nette sono pari a € 3,3 miliardi in deciso calo del 6,1% da fine 2014, con una copertura in crescita di 246 bps da fine 2014 al 20,7% e i crediti scaduti netti sono pari a € 0,3 miliardi (+67,8% dalla fine dello scorso anno) con una copertura pari al 7,8%. Tali voci presentano tutte, come già detto, buoni livelli di copertura evidenziando un coverage ratio complessivo del 42,1% rispetto al 40,7% della fine dello scorso anno (era 41,8% alla fine di giugno 2015).

La posizione interbancaria netta risulta negativa per € 4,4 miliardi rispetto a € 4,8 miliardi di fine 2014 ed è determinata dallo sbilancio tra i crediti verso banche di € 1,3 miliardi e i debiti della stessa natura pari a € 5,7 miliardi. L’ammontare complessivo del rifinanziamento con la Banca Centrale Europea risulta pari a € 3,2 miliardi, di cui € 1,2 miliardi riconducibili a finanziamenti a breve termine e € 2 miliardi all’operazione “TLTRO” (“Targeted Longer Term Refinancing Operations”). Gli strumenti finanziari, utilizzabili come collaterale per operazioni di rifinanziamento sul mercato, ammontano a € 11,4 miliardi al netto dell’haircut, di cui € 4,7 miliardi disponibili.

Le attività finanziarie ammontano complessivamente a € 11,8 miliardi, in incremento del 14,9% rispetto alla fine del 2014, e sono pari al 19,5% del totale attivo. I titoli di debito rappresentano il 90,7% del portafoglio complessivo ed ammontano a € 10,7 miliardi: di essi, € 6,9 miliardi sono riferiti a titoli governativi, in massima parte rappresentati da titoli di Stato italiani, mentre € 3,1 miliardi sono riferiti a banche ed enti sovranazionali.

A fronte delle attività disponibili per la vendita (AFS) pari a € 8,3 miliardi, sono complessivamente presenti riserve da valutazione positive per € 353,6 milioni, al netto della relativa componente fiscale, come risultanza della sommatoria di riserve positive riferite ai titoli di debito, titoli di capitale e OICR per un valore di € 373,8 milioni e di riserve negative per € 20,2 milioni. Inoltre, relativamente al portafoglio delle attività finanziarie detenute fino a scadenza (“HTM”) pari a € 2,5 miliardi, la differenza tra il fair value ed il valore di bilancio, al netto della relativa componente fiscale, risulta positiva (“riserva implicita netta”) per € 121,6 milioni.

I mezzi patrimoniali complessivi al 30 settembre 2015 ammontano a € 5,7 miliardi (+3,7% rispetto a fine 2014), con una quota di patrimonio di pertinenza di terzi pari ad € 0,6 miliardi. Il patrimonio netto consolidatodel Gruppo, che include il risultato del periodo, si attesta a € 5,1 miliardi, in incremento del 4,6% da fine 2014.

Capital ratios

I ratios patrimoniali, ancora determinati sulla base della metodologia standard per i requisiti sul rischio di credito e di mercato e calcolati anche pro-forma, si evidenziano come segue:

“Common Equity Tier 1 ratio (Phased in)” pari all’11,62% (11,51% al 30 giugno 2015 e 11,26% al 31 dicembre 2014). L’indice calcolato pro-forma si quantifica pari al 12,04% mentre in regime di piena applicazione (Fully Phased), è stimato pari all’11,78%;

“Tier 1 ratio (Phased in)” pari all’11,71% (11,55% al 30 giugno 2015 e 11,29% al 31 dicembre 2014);

“Own Funds ratio (Phased in)” pari al 13,10% (12,89% al 30 giugno 2015 e 12,24% al 31 dicembre 2014).

Principali dati di struttura al 30 settembre 2015

Il Gruppo è presente in diciotto regioni italiane con 1.244 sportelli bancari, in diminuzione di 29 sportelli nel periodo (erano 1.273 alla fine del 2014), oltre alla Sede in Lussemburgo di BPER (Europe) International s.a..

I dipendenti del Gruppo sono pari a 11.433 unità, in calo di 160 unità nei nove mesi (erano 11.593 a fine 2014).

********************

Prevedibile evoluzione della gestione

Nel corso dei primi nove mesi dell’anno, si sono ulteriormente consolidate le prospettive di graduale ripresa del ciclo economico nel nostro paese, accompagnate da un lento ma progressivo miglioramento del quadro congiunturale e delle attese di crescita del prodotto interno lordo. Nel corso del terzo trimestre, la dinamica degli impieghi alla clientela ha mostrato i primi segnali di ripresa dopo oltre due anni di cali ininterrotti; il trend dovrebbe proseguire anche nell’ultimo trimestre dell’anno, per poi consolidarsi ulteriormente nell’anno successivo grazie a fattori economici e di politica monetaria particolarmente favorevoli. Il livello ancora molto contenuto dei tassi di mercato e l’elevata competitività sull’attività tradizionale di finanziamento alla clientela continueranno ad esercitare pressione sul rendimento dell’attivo, anche se con intensità in graduale riduzione nei prossimi mesi; al contempo, le azioni di repricing del passivo, effettuate in particolare nella seconda parte dell’anno, consentiranno un ulteriore calo del costo della raccolta volto a contenere le tensioni sul margine. Un contributo positivo ai ricavi è atteso dalla componente commissionale che già nel corso dei primi nove mesi dell’anno ha fatto registrare una performance molto soddisfacente. Il forte rallentamento dei flussi di nuovi crediti problematici registrato nel corso del periodo dovrebbe continuare anche nell’ultima parte dell’anno. Inoltre, entro la fine dell’anno, dovrebbe perfezionarsi la cessione della quota partecipativa nell’Istituto Centrale Banche Popolari Italiane. Le prospettive di redditività per l’anno in corso sono attese in miglioramento rispetto al 2014.

********************

Si precisa che il Resoconto intermedio di gestione consolidato del Gruppo BPER al 30 settembre 2015 non è oggetto di verifica da parte della Società di revisione incaricata. Il documento sarà disponibile presso la Sede sociale, presso Borsa Italiana S.p.a. e sui siti internet della Banca e del Gruppo (www.bper.it e www.gruppobper.it) nei termini di legge.

Ad integrazione delle informazioni riportate, si allegano i prospetti su base consolidata di Stato patrimoniale e di Conto economico (in versione trimestralizzata ed anche riclassificata) al 30 settembre 2015, oltre ad un riepilogo dei principali indicatori.

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