L’AQUILA: – “Con l’auspicio di fare chiarezza in maniera definitiva, promettendo di non tornare più sull’argomento, i sottoscritti consiglieri comunali rendono espliciti alla popolazione aquilana i motivi che hanno determinato la loro scelta elettorale per i consiglieri provinciali”. Lo scrivono in una nota i consiglieri comunali Pierluigi Mancini (Api) e Giuliano Di Nicola (Idv).
“Va addebitata al PD – spiegano – la responsabilità di un metodo di scelta imposto, nonostante la tanto sbandierata partecipazione e condivisione. Il voto in dissenso alle decisioni prese nelle segrete stanze ha il netto significato che non si possono impunemente scavalcare gli ‘eletti dal popolo’. Sono stati sconfitti autorevoli esponenti del PD aquilano, la corrente giovanilista e la corrente meno giovanilista del PD. Parlare di voto ‘marsicano‘ da parte di taluni esponenti, dimostra in modo plastico la miopia di fare una gretta, medioevale politica di campanile. Sicuramente in epoca di globalizzazione, di Europa, di macroregione, non fa certo bene né all’aquilanità, né alla marsicanità, la mera rivendicazione campanilistica. E forse, è meglio e più efficace se a difendere le ragioni di un capoluogo di regione possa essere un giovane e preparato sindaco della provincia, che come primo atto della sua consiliatura provinciale presenterà una mozione che riconosca a L’Aquila il ruolo di città metropolitana come previsto per altri capoluoghi di provincia”.
“Ciò detto – terminano Mancini e Di Nicola – non torneremo più sull’argomento perché cosa fatta, capo ha”.










