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Archeologia: scavo a Canistro per riscoprire resti chiesa S.Vito

Pubblicato da Redazione
martedì, 23 Dicembre 2014 - 15:48
in Cronaca
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L’AQUILA: – Risorgono a Canistro superiore i resti della chiesa di San Vito. La Soprintendenza dei beni archeologici dell’Abruzzo, tramite la responsabile dell’area, l’archeologa Amalia Faustoferri, ha autorizzato uno scavo archeologico per la loro valorizzazione. Alcuni anziani residenti hanno segnalato all’amministrazione comunale la presenza in un’area della parte superiore del paese, di alcuni ruderi ricoperti da diversi metri cubi di terra, che secondo loro sarebbero potuti essere quelli della chiesa che risale a un’epoca compresa tra l’anno Mille e il Millecento. “Abbiamo raccolto la sollecitazione degli anziani e abbiamo portato sul posto l’architetto Raffaello Di Domenico”, spiega il vicesindaco Paolo Di Pietro. “La prima ispezione c’e’ stata la prima settimana di novembre. L’architetto ha accertato la presenza dei ruderi e ha provveduto a un primo rilievo fotografico”. “Il vicesindaco Di Pietro mi ha consegnato la documentazione topografica e ho potuto cosi’ eseguire i controlli catastali di titolarita’ dell’area all’Agenzia delle entrate di Avezzano” va avanti l’architetto Di Domenico, “l’area e’ individuata al catasto Terreni di Canistro, Foglio 9, particella 2, zona agricola A2 del Prg vigente e risulta sottoposta a vincolo archeologico dal Piano regionale paesistico”. Il 14 novembre il progettista ha poi consegnato una perizia tecnica al Comune di Canistro, chiarendo l’importanza storica di San Vito, indicando l’opportunita’ di uno scavo archeologico e la valorizzazione dell’area. “Dato il grande valore culturale della zona” va avanti il sindaco Antonio Di Paolo, “ho subito chiesto alla Soprintendenza ai beni archeologici d’Abruzzo, la possibilita’ di iniziare uno scavo. Per controlli e verifiche sul posto e’ arrivata la responsabile di zona, Amalia Faustoferri”. Lo scorso cinque dicembre la Soprintendenza archeologica ha autorizzato un intervento di scavo curato da un esperto laureato in archeologia e cosi’ il sindaco di Canistro ha ratificato un intervento di valorizzazione dell’area della chiesa medioevale di San Vito, incaricando l’archeologo avezzanese, Carmine Malandra. Sabato 20 dicembre, date le buone condizioni climatiche, si e’ aperta la prima fase di intervento. “La chiesa risulta documentata nella prima meta’ del XII secolo”, sottolinea l’architetto Di Domenico, “pertanto la sua costruzione e’ precedente, presumibilmente dell’XI secolo, ovvero mille anni fa. E’ stato messo nell’area un cartello indicante l’intervento archeologico e si e’ recintata la zona di intervento con una rete di emergenza da cantiere. Durante lo scavo e’ stato scoperto un muro che, dato il suo spessore, la tessitura muraria e la malta cementizia rivela essere un muro perimetrale, ancora dotato di solidita’. Il livello pavimentale dell’edificio di culto e’ piu’ in alto rispetto all’adiacente via della Serra, ribassata per un livellamento di cui ormai si e’ persa memoria. La presenza di un basamento calcareo mostra la posizione dell’altare posto di fianco rispetto all’attuale snodo viario. Altre pozioni di mura restano da liberare nelle prossime giornate di scavo che, date le festivita’ natalizie sono state sospese. Terminate le operazioni di scavo e di acquisizione di dati storici, con il contributo del dottor Malandra eseguiro’ un rilievo architettonico per un successivo intervento di tutela e valorizzazione dei ruderi di San Vito”. “I danni subiti dal Comune di Canistro, la perdita di molti residenti sotto le macerie del sisma del 1915 e la successiva discesa a valle di parte dei suoi abitanti, costituendo cosi’ un’altra porzione del Comune, hanno determinato la scomparsa del genius loci con il suo inestimabile valore, da cui discendono la conoscenza, il rispetto e l’amore per il luogo natio” conclude l’architetto, “grazie a questo scavo ci potrebbe essere una positiva inversione di tendenza, merito anche della sensibilita’ della giunta Di Paolo”. “L’area del ritrovamento” conclude il sindaco Di Paolo, “sara’ valorizzata in modo da diventare un luogo meta del turismo religioso. Data l’importanza della scoperta, appena conclusi gli scavi, valuteremo di installare nel sito un monumento/ricordo per i 100 anni del sisma, Canistro ebbe infatti numerose vittime”. I cittadini di Canistro e i visitatori entro la prossima estate potranno visitare in sicurezza i ruderi, conoscerne la storia, arricchirsi culturalmente del passato legato a quel luogo, al suo particolare crocevia, alle sue rare fonti d’acqua, all’antica dogana, posta sul monte ad ovest.

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