
L’AQUILA: – L’obiettivo del gruppo terroristico smantellato dal Ros era quello di distruggere lo “Stato-fantoccio”. Lo si evince da un incontro avvenuto il 27 luglio scorso nell’abitazione di Rutilio Sermonti, 93 anni, indagato, l’anziano del sodalizio eversivo. Nato a Roma ma residente in Colli del Tronto (Ascoli Piceno), nella sua abitazione accoglie Mario Mercuri, Stefano Manni con la sua compagna Marina Pellati, Piero Mastrantonio, Monica Malandra (tutti raggiunti da provvedimenti cautelari), ed altre persone.
In quell’occasione Sermonti dice che “in Italia e’ in atto uno Stato-fantoccio, voluto da nemici della nazione, col favore degli sciagurati antifascisti, traditori per vocazione, oltre al fatto che la stragrande maggioranza degli italiani non conosce altro che quello”. “Diventa pertanto indispensabile – si legge nell’ordinanza – attuare l’azione di lotta contro lo Stato, definito Repubblica dell’Italia Unita, per il quale l’anziano si e’ prodigato nel formulare un dettagliato Statuto: “Noi che da legionari nel cuore, al male non opponiamo piagnistei ma il combattimento. E’ il momento, io grido, di battere sugli scudi. E’ il momento, perche’ il popolo e’ alla disperazione (e se la merita!). E’ il momento perche’ il baratro sta per inghiottire il mondo intero, a cominciare dagli stessi criminali. E’ il momento perche’ la Terra medesima ci ha intimato lo sfratto. La lotta per distruggere lo stato-fantoccio deve quindi divenire prioritaria e senza quartiere, con tutti i mezzi disponibili e tutti quelli escogitabili, salvo solo quelli incompatibili con la nostra intima natura…E non la si chiami, quella da noi bandita, guerra civile, perche’ per guerra civile s’intende quella tra due parti di una stessa Patria, e i nostri nemici, con l’autentica Patria italiana non hanno nulla a che fare e sono la squallida serva della plutocrazia mondiale, assassina e suicida sotto i nostri occhi”. Tali considerazioni sono state partecipate, ai presenti, anche tramite la distribuzione di materiale cartaceo, di tre documenti dal titolo: “Degli stati-fantoccio”, “Ancora sugli Stati-fantoccio”, “Repubblica dell’Italia Unita-Statuto”. Inoltre i tre documenti sono stati inviati a Piero Mastrantonio anche tramite mail da parte di Stefano Manni.
Sempre in un post intercettato il 28 settembre 2013 sulla profilo facebook, Stefano Manni, capo indiscusso del gruppo scrive: “Se non lo dico scoppio. Questo e’ il momento storicamente perfetto per carbonizzare Napolitano e la sua scorta. Da qui deve iniziare la liberazione d’Italia”. Il 29 ottobre sempre Manni posta la seguente frase: “D’ordine. Colpire tutte le sedi Equitalia con ordigni ad alto potenziale, quando i dipendenti sono dentro. Gia’ perche’ Equitalia non ha un corpo e un’anima, opera (ed uccide) per messo dei suoi dipendenti. Diffondere”. A seguire altro messaggio “indicativo dello spirito rivoluzionario e stragista”. “Credo – scrive sempre Manni su facebook – che voi non abbiate capito bene. Se i Maro’ dovessero essere condannati a morte si aprira’ una stagione di sangue che l’Italia non ha conosciuto neanche con i conflitti mondiali”.
Oltre a Napolitano obiettivo personalita’ Stato
“In relazione agli obiettivi da colpire, l’uso della terminologia usata nei ‘post’ repertati dal Ros – si legge nell’ordinanza – mostra un’interrotta attivita’ di proselitismo operata da Manni in cui lo stesso istiga i suoi amici ad una messa in atto di azioni eversive nei confronti di personalita’ dello Stato ed in particolar modo del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, del presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, del senatore a vita ed ex presidente del Consiglio dei ministri, Mauro Monti e dell’allora ministro per l’Integrazione, Cecile Kyenge. Lo scenario politico ed economico italiano – si legge sempre nell’ordinanza – e’ considerato dal Manni e dal suo circuito ideologico l’humus favorevole per sollecitare sentimenti di antisemitismo e xenofobia, affiancati da marcate forme di istigazione ed incitamento ad azioni estreme, indirizzate sia contro personalita’ politiche che contro la magistratura”. Il 26 settembre 2013 iManni ‘posta’ un’immagine di Enrico Letta, sovrastata da una didascalia dai toni chiaramente minacciosi: “Tu sai, e’ vero che sei stato condannato a morte?”. Il 24 settembre sempre Manni ‘posta’ l’immagine dell’attuale presidente della Camera, Laura Boldrini, con accanto frasi eloquenti lasciati da una serie di utenti: badile? vanga?, piccone?, Ardetela viva..la P38 e’ una illusione, la 44 Magnum e’ la risoluzione”. Riferendosi al presidente della Repubblica, Manni scrive: “Sei il mandante dell’omicidio di Paolo Borsellino”.










