
L’AQUILA: – di Nando Giammarini – Grande eco ha suscitato nella Comunità aquilana e nel Paese la sentenza che, praticamente azzerando quella di primo grado, ha assolto sei dei sette componenti della Commissione grande rischi. Unico condannato a due anni , cui è stata sospesa la pena, è Bernardo De Bernardis ex vice capo della Protezione Civile. Un secondo terremoto ed una sconfitta della giustizia e della scienza accolta al suon di “VERGOGNA” dai cittadini presenti. Premesso che la sentenza va rispettata, ma si può dissentire apertamente, vorrei sapere cosa gira e nella testa e nelle coscienze di quei giudici che scagionando quasi tutti gli imputati si sono assunta una tale gravissima responsabilità. E vorrei sapere cosa pensano della sentenza quei genitori come il grande giornalista aquilano Giustino Parisse, l’avvocato Cora, il dott Cinque e tutti gli altri genitori che nella maledetta notte del sei aprile hanno perso le loro speranze e le ragioni di vita. Questa sentenza, a detta di molti, riapre ferite mai cicatrizzate e la diretta di Radio anch’ Io la mattina dello scorso 11 novembre ne è stata una limpida conferma. Tra commozione e lacrime amare, dopo l’emissione della sentenza , si è ricordata anche la telefonata tra Guido Bertolaso, allora a capo della Protezione civile e l’ex assessore della Giunta regionale guidata dal presidente Chiodi. Padroni, fidi servitori sudditi insieme pronti ad eseguire alla lettera il dettato di tanti capi, senza umanità e senza cuore. Si uccidono anche così i cittadini obliando le coscienze, mettendo a tacere la memoria ed invertendo l’anelito di giustizia e verità facendo apparire come diritti assurdi e pervicaci torti in attesa di sapere con esattezza le motivazioni della sentenza. Le vittime innocenti del terremoto ed i loro parenti non reclamano vendetta ma esigono giustizia. In questo contesto è d’obbligo inserire anche tutti quegli scandali perperati ai danni dei poveri terremotati come la truffa degli isolatori sismici, le case costruite in fretta e furia una grande beffa fatta passare come il miracolo berlusconiano in Abruzzo realizzate con materiale scadente ed errori di costruzione tanto che ad appena sei anni dalla realizzazione stanno venendo giù a pezzi, tutti quei sciacalli che la notte del 6 aprile mentre la gente lottava tra la vita e la morte sotto le macerie se la ridevano al caldo del proprio letto. La senatrice aquilana del Pd, Stefania Pezzopane ha ribadito a chiare note la propria contrarietà all’assoluzione pur rispettando la sentenza parlando di una ferita indescrivibile. Ed il consigliere regionale , Pierpaolo Pietrucci, dello stesso schieramento politico ha aggiunto: ”Perplessità e sgomento: decido di usare queste parole . Ma se dovessi elaborare una lista di sostantivi per definire quanto ha deciso oggi la Corte d’Appello sulla Grandi Rischi dovrei fare un grande sforzo per contenere nei limiti dell’accettabile e del civile, quanto andrebbe invece detto a gran voce”. Una dura reazione ha avuto la prof. Anna Lucia Bonanni, docente di scuola superiore presente alla lettura della sentenza con i suoi studenti. ”I ragazzi vivono in una città distrutta. Leggiamo tutti i giorni notizie di corruzione e sciacallaggio su questa città e oggi abbiamo assistito a questa sentenza. Io non so come potranno crescere in questa città, in questo Paese. Lo Stato non esiste più, non è più in grado di garantire nulla ai propri cittadini. La giustizia è dei padroni” . Intanto per contrastare l’assurda sentenza un gruppo di familiari delle vittime ha indetto per giovedì 13 novembre alle 18 .30 alla Villa Comunale una manifestazione con Sit in. Il 23 novembre a piazza Duomo, alle ore 16.00. ce ne sarà un’altra dal titolo:”Corteo tutti in piazza”. L’AQUILA VIVE”










