ROMA: – Fino a mercoledì Matteo Renzi lavorerà sul programma. Da giovedì la stretta sulla squadra di governo. Il premier incaricato ha scelto di prendersi più tempo ma intende comunque chiudere la partita entro la settimana. Come conferma anche il ministro Graziano Delrio che rassicura i cronisti: “Il lavoro procede bene, siamo tranquilli”.
Intanto, mentre in un’assemblea congiunta dei gruppi M5s di Camera e Senato si rischia la rissa per decidere se presentarsi o meno da Renzi, da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio arriva un no alle “consultazioni farsa”. Tuttavia, scrivono sul blog in un post a doppia firma, “ci sembra corretto che su questa decisione si pronuncino gli iscritti attraverso la Rete”. I due cofondatori del M5S lanciano percò un sondaggio: “Il sistema di votazione – spiegano – sarà attivo oggi martedì 18 febbraio dalle ore 15:30 alle ore 22:00. Il tuo voto è importante! Partecipa!”.
Le consultazioni della giornata. Questa mattina, mentre in piazza del Popolo protestavano artigiani e commercianti, Renzi ha incontrato i partiti più piccoli: Centro democratico, Maie e l’Api, la minoranza linguistica della val d’Aosta, Psi-Pli, Fratelli d’Italia, Gal, Popolari per l’Italia-Udc. Nessuna sorpresa, chi sostiene l’attuale governo sosterrà anche il futuro. L’unica novità è l’apertura di Gal (Grandi Autonomie), che comprende 10 senatori disponibili anche a votare la fiducia qualora il programma di Renzi risulti convincente. Mentre Fratelli d’Italia, rappresentato dal trio Meloni-La Russa-Crosetto, sceglie la strada dell’opposizione responsabile, rivendicando la reintroduzione delle preferenze nella nuova legge elettorale.
In serata, alle 19, è attesa la consultazione con Alfano tante volte rinviato. Non a caso, perché sono tanti nodi irrisolti con Ncd. Innanzitutto i posti nel governo, con il Nuovo centrodestra che punta a conservare tre ministeri, a partire dal Viminale. E poi la legge elettorale, con gli alfaniani intenzionati a rallentare il percorso dell’Italicum, introducendo importanti modifiche, soprattutto sulle soglie di sbarramento.
Poi, domattina alle 10, Renzi incontrerà la delegazione di Forza Italia, guidata da Silvio Berlusconi. A mezzogiorno quella del Pd.
Nel pomeriggio, negativo l’esito delle consultazioni tra il premier incaricato e la Lega Nord. Il segretario Matteo Salvini ha ammesso di non trovarsi d’accordo su nulla. E nel ribadire il suo no al nuovo governo, si è detto pronto alla “guerra totale” se “il governo Renzi porterà a Roma competenze e soldi”. Mentre è convinto l’appoggio di Scelta Civica, che punta a una partecipazione attiva all’esecutivo, come ha chiarito Stefania Giannini, probabile nuovo ministro dell’Istruzione.
Prime indiscrezioni sul programma. Dalle consultazioni, finora, oltre al quadro di una maggioranza che si sta componendo senza scossoni, alcune indiscrezioni sul programma. A partire dalle riforme, che Renzi vorrebbe partissero a spron battuto in un pacchetto unico, comprensivo di legge elettorale, riforma del Senato e del titolo V, con l’idea che si sta accarezzando di un vincolo temporale per la riforma del voto. E poi il rapporto con l’Europa, nella ricerca di un equilibrio tra tenuta dei conti pubblici e allargamento dei criteri con cui sono valutati gli investimenti. E ancora lavoro, fisco e pubblica amministrazione.
Totoministri. Naturalmente le caselle del totoministri continuano a essere messe a punto, in queste ore. E resta irrisolto il nodo del ministero dell’Economia. Dopo il caso Barca – che ha scatenato anche l’attacco di Grillo sul suo blog con un fotomontaggio dal titolo “Il ventriloquo di Renzi #DeBenedettistaisereno” – restano in pista soprattutto tre nomi: Lucrezia Reichlin, Guido Tabellini e Carlo Padoan. Saccomanni ammette di non essere stato contattato per entrare nel nuovo esecutivo ma aggiunge da Bruxelles: “Se mi chiamano, ci rifletterò”. Poi lancia un avvertimento a Renzi: “Se l’Italia supera il 3% di rapporto deficit/Pil, ne pagherà le conseguenze”.
Senato: lavori Aula sospesi, attive solo commissioni. Intanto i lavori dell’Aula del Senato sono sospesi fino a domani. La Conferenza dei capigruppo, secondo quanto rende noto Vincenzo Santangelo (M5S), ha accolto così le richieste di M5S e Lega che volevano una sospensione dei lavori per la crisi di governo. Il voto finale sul Dl carceri è fissato domani alle 14. Restano operative invece le commissioni.
(repubblica.it)










