L’AQUILA: – Per quanto concerne la riparazione e la ricostruzione degli immobili di Edilizia Residenziale Pubblica regionale sovvenzionata, l’ATER della Provincia di L’Aquila nel 2010 ha concluso l’iter ed avviato i lavori. Si è conclusa con esito positivo l’istruttoria dei Piani di intervento presentati dalle ATER di Teramo, Chieti, Pescara e Lanciano, consentendone l’approvazione da parte del Commissario Delegato per la ricostruzione ed il conseguente avvio dei lavori. Per la Edilizia Residenziale Pubblica sovvenzionata di proprietà comunale, è stata espletata l’istruttoria delle richieste di finanziamento trasmesse dal Comune di L’Aquila e dai Comuni colpiti dal sisma. Con il decreto commissariale n. 62 del 25 maggio 2011 sono stati ripartiti i fondi, dando priorità agli interventi volti al ripristino dell’agibilità, al fine di consentire il rapido rientro delle popolazioni che godono del contributo di autonoma sistemazione o dell’assistenza alberghiera;
L’Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3803 del 15 agosto 2009 assegna 150 milioni di euro per gli interventi sugli immobili delle ATER. Tale somma, con successiva Ordinanza n. 3805 del 15 settembre 2009, viene “rimodulata” in 107 Milioni di euro per gli interventi sull’edilizia ATER e 43 Milioni di euro per gli interventi sugli immobili di Edilizia Residenziale Pubblica Comunale.
Tali risorse, sulla base dei piani presentati dai “soggetti attuatori” ed approvati dal Commissario delegato per la ricostruzione, sono state così ripartite:
– Interventi previsti sull’Edilizia Residenziale Pubblica Regionale:
1. ATER di L’Aquila: euro 78.070.000,00 di cui euro 23.300.000,00 per edifici classificati A, B e C, ed euro 54.770.000,00 per edifici classificati E;
2. ATER di Teramo: euro 4.650.000,00;
3. ATER di Lanciano: euro 855.000,00;
4. ATER di Pescara: euro 9.759.890,00;
5. ATER di Chieti: euro 13.650.000,00;
– Interventi previsti sull’Edilizia Residenziale Pubblica Comunale:
1. Comune di L’Aquila: euro 37.000.000,00;
2. Comune di Caporciano: euro 200.000,00; 3. Comune di Scoppito: 800.000,00;
3. Comune di L’Aquila – Ex ONPI: euro 5.000.000,00;
Lo “stato di emergenza” dichiarato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 aprile 2009, già prorogato con i decreti 17 dicembre 2010 e 4 dicembre 2011, è cessato il 31 agosto 2012.
Il 30 settembre 2012 le residue disponibilità della contabilità speciale intestata al Commissario Delegato sono state versate ai Comuni, alle Province e agli enti attuatori interessati, in relazione alle attribuzioni di loro competenza, per le quote stabilite con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, su proposta del Ministro per la coesione territoriale.
Dalla data di cessazione dello stato di emergenza la ricostruzione e ogni intervento necessario per favorire e garantire il ritorno alle normali condizioni di vita nelle aree colpite dal sisma del 6 aprile sono gestiti sulla base del riparto di competenze previsto dagli articoli 114 e seguenti della Costituzione, in maniera da assicurare prioritariamente il “completo rientro a casa” degli aventi diritto.
La stato della ricostruzione degli alloggi di proprietà dell’ATER e del Comune dell’Aquila, alla data del 25 gennaio 2013, è il seguente:
– sono stati appaltati dall’ATER dell’Aquila lavori su 93 edifici classificati A-B e C con 664 alloggi ATER e 254 di proprietà di ex assegnatari;
– sono stati conclusi i lavori su 71 edifici con 390 alloggi ATER, 213 alloggi di ex assegnatari, e ci sono lavori in corso su 17 fabbricati;
– sono da appaltare lavori su 79 alloggi ATER e 31 di ex assegnatari.
Gli edifici classificati E sono 121, dei quali sono di competenza:
– 31 del Provveditorato, con 194 alloggi ATER e 79 di ex assegnatari;
– 22 dell’ATER con 283 alloggi ATER e n. 3 di ex assegnatari;
– 50 dei Condomini misti, con proprietà ATER di minoranza, con 130 alloggi ATER, 481 di ex assegnatari e 40 garages e negozi ATER;
– 1 fabbricato in zona San Bernardino, con 46 alloggi ATER;
– 1 fabbricato in Via Sallustio, con 12 alloggi ATER;
– 3 fabbricati in Via XX Settembre, 123, con 13 alloggi ATER, 41 di ex assegnatari, compresi nel “masterplan” dell’Area “a breve” individuata dal Comune dell’Aquila;
– 8 fabbricati in Valle Pretara, con 11 alloggi ATER e 25 di ex assegnatari.
– I progetti degli edifici classificati E riguardano 36 fabbricati di competenza del Provveditorato, e siti in Via San Sisto: 2 edifici validati e inviati al Provveditorato; 9 da demolire e 6 da riparare; Valle Pretara: 3 edifici da demolire e 5 in corso di validazione; 11 fabbricati in fase di progettazione iniziata solo dopo l’adozione da parte del Comune dell’Aquila del Piano di Ricostruzione.
– Per i 22 fabbricati classificati E di competenza dell’ATER: 7 da riparare sono stati verificati; 5 da demolire sono stati verificati e 10 sono in fase di validazione.
– Per i 50 fabbricati di competenza condominiale, sono stati consegnati all’ATER 30 progetti da validare e 20 progetti sono in fase di redazione. Sono in progettazione i 2 edifici di San Bernardino e di Via Sallustio. Per Valle Pretara 2 progetti sono in fase di valutazione e 6 progetti in fase di ultimazione. Per i 3 fabbricati di Via XX Settembre, il Masterplan è in approvazione presso il Comune di L’Aquila.
– Non è stata ancora avviata la ricostruzione pesante di importanti complessi abitativi ATER siti a Preturo, Via Amiternum, Santanza, San Francesco, San Sisto, Torrione, Collesapone, Collecapocroce, Paganica, Via Antica Arischia ed in altri Quartieri popolari, con edifici e abitazioni lasciati nel completo abbandono.
– Per le Case di proprietà comunale, è stata “semplicemente” espletata l’istruttoria delle richieste di finanziamento trasmesse dal Comune di L’Aquila. Non ci sono stati accordi tra Provveditorato e il Comune dell’Aquila per la riparazione, con adeguamento e ricostruzione “pesante: dei 100 alloggi del complesso di San Gregorio; dei 50 alloggi di Via Di Vincenzo; e degli altri 35 di Via Milonia, di Via degli Orsini e altre zone della città, edifici ancora abbandonati all’incuria e al degrado.
Intanto, in attesa della “ricostruzione”:
– tutti gli Inquilini devono pagare al Comune dell’Aquila un “canone di compartecipazione” per coprire le “enormi” spese di manutenzione, di gestione e di condominio dei Complessi C.A.S.E. e M.A.P.;
– i costi del Progetto CASE e MAP sono stati sproporzionati rispetto all’obiettivo da raggiungere, e le spese per la gestione, manutenzione e amministrazione dei complessi e dei singoli alloggi sono e saranno sempre di più “insostenibili” da parte delle famiglie ancora sfollate.
per il Mia Casa d’Abruzzo
Pio Rapagnà – ex Parlamentare










