L’AQUILA: – Non può che rallegrare il risveglio delle coscienze che, negli ultimi giorni, ha portato diversi esponenti politici ad aderire al “no alle biomasse”. Auspico soltanto che l’appoggio di questi politici, amministratori della Provincia e del Comune, non voglia essere solo strumentale in vista del prossimo appuntamento elettorale.
Il dubbio può sorgere visto che si tratta di assessori e consiglieri che sono in carica già da alcuni anni, sicuramente da quando i territori di Paganica e Bagno insorsero contro l’impianto.
In particolare l’assessore Moroni (che apprendiamo solo oggi, dalla stampa, essere contrario) parla di un suo impegno al riguardo nell’ultimo anno e mezzo, ricordando un ordine del giorno votato in Consiglio comunale che impegnava l’amministrazione a fare quanto possibile per evitare che questo progetto vedesse la luce. Una cosa è certa. Se, come dice, impegno c’è stato, ci saranno verbali e atti che lo testimoniano e sarebbe cosa opportuna, ai sensi del dovere di trasparenza, renderli pubblici.
Aggiungo inoltre che qualche mese fa, in un incontro a Paganica, il responsabile della filiera di approvvigionamento dell’impianto a biomasse ha espressamente parlato di un accordo, raggiunto con il Comune dell’Aquila, per utilizzare il verde derivante dalle potature pubbliche. Ma come, l’assessore, seppure tardivamente, dice a parole di essere contrario all’impianto e stringe a accordi con chi sarà deputato a fornire il combustibile allo stesso?
Sono molti gli interrogativi ei dubbi nati intorno a questa vicenda e dovranno essere tutti chiariti poiché, per capire se siamo ancora in tempo a scongiurare la realizzazione dell’impianto, ci sarà bisogno della massima limpidezza nel ripercorrere tutti i passaggi che hanno portato fin qui.
Nel frattempo l’unica reale iniziativa, presa per tempo e sulla quale i cittadini ancora possono sperare, è quella del ricorso al Tar, che verrà discusso nel mese di novembre.
Il consigliere comunale
Daniele Ferella










