L’AQUILA: – In una nota l’ex parlamentare Pio Rapagna torna sul problema delle case ATER delle quali ancora non si conosce il destino. “Chiediamo – afferma Rapagnà – al Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche, all’ATER e al Comune di L’Aquila di dare avvio alla ricostruzione “pesante” della Edilizia Residenziale Pubblica classificata E, con particolare “attenzione strategica” alla necessità ed urgenza di dare priorità alla apertura dei cantieri relativi agli edifici più prossimi al centro storico e delle Frazioni di Preturo e Paganica.
Per la ricostruzione degli alloggi classificati E sono disponibili e immediatamente utilizzabili 54.770.000,00 di Euro per il patrimonio abitativo pubblico di proprietà dell’ATER e 32.000.000,00 di Euro per le cosiddette “Case parcheggio” di proprietà del Comune di L’Aquila, mentre 5 milioni di Euro sono stati già utilizzati dal Provveditorato alle Opere Pubbliche per il ripristino dell’edificio ex ONPI.
Gli edifici classificati E da ricostruire sono 121, dei quali 31 sono di competenza del Provveditorato alle Opere Pubbliche, comprendenti 194 alloggi ATER e 79 di proprietà di ex Assegnatari privati; 22 edifici sono di competenza dell’ATER, comprendenti 283 alloggi ATER e 3 di proprietà di ex-Assegnatari privati; 50 edifici sono di competenza dei Condomini misti pubblico-privato, con proprietà ATER di minoranza, comprendenti 130 alloggi ATER, 481 privati e 40 garages e negozi ATER.
Nei pressi del centro storico devono essere ricostruiti e messi in sicurezza: 1 fabbricato in zona San Bernardino, con 46 alloggi ATER; 1 fabbricato in Via Sallustio, con 12 alloggi ATER; 3 fabbricati in Via XX Settembre, 123, con 13 alloggi ATER, 41 privati; 8 fabbricati in Valle Pretara, con 11 alloggi ATER e 25 privati; 2 fabbricati nel Quartiere San Sisto; 22 Edifici nel Quartiere del Torrione-Collesapone e 15 complessi misti in Via Amiternum.
Il Comune di L’Aquila è proprietario di 100 alloggi del complesso di San Gregorio, 50 alloggi di Via Di Vincenzo e altri 35 di Via Milonia, Via degli Orsini e altre zone della città, mentre due edifici sono di proprietà della Provincia. Tutti queste abitazioni sono da ricostruire e rendere agibili in sicurezza, pur essendo, dopo 4 anni e 4 mesi ancora abbandonati all’incuria e al degrado.
Sollecitiamo il Provveditorato, l’ATER e il Comune di L’Aquila e ci aspettiamo da essi quali “soggetti attuatori” pubblici, sostenuti da tutte le Istituzioni preposte, l’inizio dei lavori in concomitanza con lo svolgimento della storica celebrazione della Perdonanza, quale segno di attenzione e incoraggiamento nei confronti delle migliaia di famiglie aquilane ancora sfollate e desiderose di “ritornare” a casa.”










