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Pietre che cantano: canti e danze dei riti devoziali all’Aquila tra Medioevo e Rinascimento

Pubblicato da Redazione
lunedì, 12 Agosto 2013 - 09:46
in Musica e Spettacolo
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L’AQUILA: – “Devote passioni – Canti e danze nelle feste religiose aquilane tra Medioevo e Rinascimento” è uno degli appuntamenti di maggior rilievo e prestigio del cartellone della XIV Edizione del Festival Internazionale di musica Pietre che cantano ed avrà luogo Martedì 13 Agosto 2013 presso il Monastero di Santo Spirito di Ocre, in provincia dell’Aquila.
Inserito nel ciclo “Abruzzo primitivo, Abruzzo del mito”, una delle due sezioni in cui il festival si articola quest’anno, il programma “Devote Passioni” è stato realizzato grazie al finanziamento del Programma comunitario IPA Adriatico 2007-2013 – progetto Archeo.S (Lead Beneficiary il Teatro pubblico Pugliese): la serata sarà infatti aperta da un saluto dell’avvocato Paola di Salvatore, Autorità di Gestione del suddetto programma.
La serata offre al pubblico un significativo programma musicale, perfettamente corrispondente alle preziose opere d’arte esposte nella Mostra “La Sapienza risplende – Madonne d’Abruzzo tra Medioevo e Rinascimento”, allestita dalla Soprintendenza BSAE nella Chiesa del Monastero di Santo Spirito, riaperta al pubblico grazie ai recenti interventi di recupero e di restauro degli affreschi medievali che la ornano.
Il Direttore artistico del festival, Luisa Prayer, ha invitato per l’occasione uno specialista di questo repertorio, il musicologo aquilano Francesco Zimei, a realizzare un progetto che evidenziasse la vitalità e vivacità dell’espressione medievale e proto-rinascimentale abruzzese. L’esecuzione dei brani in programma, affidata all’Ensemble Micrologus, uno dei complessi più prestigiosi in campo internazionale nell’interpretazione storicamente informata del repertorio medievale italiano, sarà introdotta da una conferenza di Francesco Zimei, che illustrerà il contesto storico-sociale e le peculiarità espressive del programma facendo anche ricorso alla proiezione di immagini degli strumenti musicali suonati durante l’esecuzione, tutti documentati dalla coeva pittura locale: tra questi il raro e misterioso “buttafuoco”, che proprio nei pagamenti dei musicisti venuti a suonare al Perdono riceve nel 1526 la sua prima attestazione assoluta.
Il Programma: Lo studioso Francesco Zimei così illustra il programma: “’Devote passioni’ promuove la riscoperta – spesso in prima esecuzione moderna – di repertori vocali e strumentali in uso nelle feste religiose aquilane tra Medioevo e Rinascimento. Le tradizioni spirituali della Città, inaugurate in modo emblematico e singolare dall’istituzione del Perdono di Celestino V (1294), trovano un preciso indirizzo musicale proprio nel testo della bolla indulgenziale, dove si invita la comunità dei fedeli a intonare inni e cantici: specialmente di quest’ultimi – le laude – le fonti locali tramandano non meno di duecento testi, talvolta recuperati con le melodie che li rivestivano, spesso basate su canzoni a ballo di grande successo popolare, che in occasione del Perdono si tendeva anzi a danzare, come documenta uno statuto cittadino del 1434. La speciale prescrizione celestiniana, fatta propria dalle confraternite aquilane, conobbe una nuova fioritura con la predicazione dei francescani osservanti, che dal pulpito o in occasione dei loro spettacoli edificanti furono soliti cantare e far cantare laude”.
Secondo una prassi consolidata, nelle laude il testo devozionale veniva spesso intonato su musiche molto note, generalmente di ambito profano, che tutti conoscevano e potevano facilmente intonare e danzare. Nel celebrare il dualismo sacro/profano, profondamente intrinseco alla cultura del periodo, il programma “Devote passioni” permetterà insomma di conoscere quali erano i gusti musicali nell’Aquila dei secoli d’oro e quali i brani familiari agli artisti che ne modellarono l’aspetto.
Oltre che canzoni e danze di autori anonimi, di particolare richiamo è l’esecuzione di opere composte o arrangiate da grandi protagonisti della spiritualità aquilana come S. Giovanni da Capestrano (1386/1456) e Alessandro de Ritiis (1434/1497), celebre cronista cittadino e primo padre guardiano del convento di San Bernardino.
Per l’esecuzione, l’Ensemble Micrologus, suonerà strumenti che riproducono filologicamente gli originali dell’epoca. Abbiamo Goffredo Degli Esposti: flauto e tamburo, organo portativo, zampogna, buttafuoco; Luca Dellacasa: canto e organo portativo; Peppe Frana: liuto; Gabriele Russo: viella, ribeca; Enea Sorini: canto, percussioni.
- Immagine di Saturnino Gatti.I Protagonisti: Il musicologo Francesco Zimei dedica gran parte dei suoi studi alla produzione italiana fra il Due e il Quattrocento, specialmente di ambito profano e devozionale. Fondatore e presidente emerito dell’Istituto Abruzzese di Storia Musicale, autore di monografie e articoli scientifici, saggi ed edizioni critiche, attualmente dirige tre collane della Libreria Musicale Italiana ed è membro del collegio di direzione della rivista Humanistica e di vari altri comitati artistici e scientifici.
L’Ensemble Micrologus è stato fondato nel 1984 dai musicisti umbri Patrizia Bovi, Goffredo Degli Esposti, Gabriele Russo, insieme con Adolfo Broegg (1961-2006), con lo scopo di contribuire alla riscoperta e all’interpretazione della musica medievale, basandosi sulla ricerca delle fonti, sulle indagini storiche, paleografiche, organologiche ed iconografiche. Per questo utilizza strumenti musicali che sono fedeli ricostruzioni di quelli dell’epoca, realizzati, con i suggerimenti dei musicisti, da costruttori specializzati.
La Mostra: La serata sarà aperta dalla dottoressa Marta Vittorini della Soprintendenza BSAE che presenterà la mostra “La sapienza risplende – Madonne d’Abruzzo tra Medioevo e Rinascimento” allestita nei locali della Chiesa del Monastero di Santo Spirito di Ocre dalla responsabile della Soprintendenza BSAE, Lucia Arbace.
La mostra propone una ventina di opere fra dipinti su tavola e sculture lignee, databili tra la fine del XII e gli esordi del XVI secolo, in gran parte salvate dai vigili del fuoco dal Museo Nazionale d’Abruzzo dopo il terremoto dell’aprile 2009. Le opere esposte emozionano il pubblico per la loro maestosa solennità delle iconografie mariane che nel Rinascimento assumono accenti più emotivi e rappresentano una devozione mariana di eccezionale levatura, che affonda le sue radici millenarie nell’amorevole madre terra. Questi capolavori ben rivelano come l’Abruzzo sia stato un crocevia di culture e un centro di elaborazione di spinte culturali aggiornate, grazie ai frequenti contatti con i territori d’oltralpe e l’Oriente bizantino, sulle rotte dei pellegrini e dei commerci lungo la Via degli Abruzzi e per le vie del mare.
Il Programma IPA Adriatico: L’appuntamento “Devote passioni – Canti e danze nelle feste religiose aquilane tra Medioevo e Rinascimento” è stato finanziato dal Programma comunitario IPA Adriatico 2007-2013 – progetto Archeo.S (Lead Beneficiary il Teatro pubblico Pugliese).
L’IPA Adriatico unisce otto paesi del transfrontaliero Adriatico e ha, tra le sue priorità, la valorizzazione delle risorse naturali e culturali dei siti scelti per la realizzazione del programma. L’avvocato Paola di Salvatore, Autorità di Gestione dell’intero progetto, che proprio a L’Aquila ha la sua sede, dichiara: “Il Festival Internazionale di musica Pietre che cantano è rientrato nel programma comunitario, per essere riuscito a coniugare l’originalità e la qualità della proposta culturale con un luogo magico e rappresentativo dell’identità locale, inserendosi perfettamente nell’orizzonte tracciato dalle Priorità fissate dalla Commissione Europea come elemento di sviluppo e di valorizzazione di un territorio”.

INGRESSO LIBERO

Info: +39. 392.1770150 info@pietrechecantano.it
Ufficio
Stampa Festival internazionale di Musica “Pietre che cantano”
Elisa Cerasoli  +39 389 1509739  ufficiostampa@pietrechecantano.it

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