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Manovra bocciata, cosa succede ora

Pubblicato da Redazione
mercoledì, 24 Ottobre 2018 - 07:57
in Politica
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L’AQUILA – La manovra non cambia, almeno per ora, era stata in sintesi lunedì scorso la risposta dell’Italia all’Unione europea. E ieri, come previsto, la Commissione europea, braccio esecutivo dell’Ue che controlla e approva i bilanci delle zone dell’euro, ha bocciato il Documento programmatico di Bilancio e chiesto di presentarne uno nuovo. D’altra parte nella lettera inviata la scorsa settimana, Bruxelles parlava di una “deviazione senza precedenti nella storia del Patto di Stabilità e Crescita”.

Nell’ordine del giorno di ieri si leggeva che a Strasburgo si sarebbe discusso dell’opinione “nel quadro dell’articolo 7 del regolamento Ue 473 del 2013, che stabilisce le disposizioni comuni per il seguito e la valutazione dei progetti di bilancio e per la correzione dei deficit eccessivi negli Stati membri della zona euro”. Il regolamento citato al punto 11 dell’ordine del giorno è appunto quello che prevede la possibilità per la Commissione di chiedere a un Paese membro un nuovo Documento programmatico di bilancio entro due settimane dalla trasmissione del medesimo all’esecutivo europeo, nel caso in cui questo preveda una “inosservanza particolarmente grave” degli obblighi previsti ai sensi del patto di stabilità. Ciò che ha fatto ieri.

La mossa era prevedibile dopo lo scambio di lettere tra l’esecutivo europeo e il Tesoro italiano. Ancora ieri mattina il premier Conte, affermando che “non c’è un piano B” e ricordando che nel bilancio c’è “un tetto al deficit”, in un’intervista a Bloomberg ha ribadito che la sostanza della manovra non cambia, “per me sarebbe difficile, non potrei accettarlo”. “Dovete considerare – ha aggiunto – che non siamo giocatori d’azzardo che scommettono sul futuro dei propri figli alla roulette”. La crescita economica “è la migliore strada possibile per uscire dalla trappola del debito”. “Alla Ue – ha detto dal canto suo il vicepremier Salvini – risponderemo cortesemente. Io andrei ad incontrare anche oggi Juncker, per spiegargli come l’Italia crescerà, ma nessuno toglierà un euro da questa manovra”. “Non è una lotta Italia-Europa, sono problemi che in Europa ha l’Italia, la Polonia, l’Austria, la Romania e l’Ungheria”, ha sottolineato Salvini aggiungendo: “Solo il Parlamento italiano potrà migliorarla, ma noi non torniamo indietro”.

A questo punto l’Italia ha a disposizione tre settimane per trovare un accordo su come ridurre il deficit (in sostanza, l’Italia dovrebbe presentare nuovamente un progetto di bilancio modificato). Fino a ora questa opzione, cioè il respingimento da parte di Bruxelles di una manovra nazionale, non è mai stata usata. Se il governo italiano decidesse di non adattare la Finanziaria alle regole europee, potrebbe essere intrapresa contro l’Italia un’azione punitiva. Potrebbe arrivare cioè la procedura per debito eccessivo. La procedura per i disavanzi eccessivi (Pde) è regolata dall’articolo 126 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Essa sostiene il braccio correttivo del Patto di stabilità e crescita (Psc) dell’Ue.

I paesi dell’Ue devono dimostrare una solida finanza pubblica e soddisfare due criteri: il loro disavanzo di bilancio non deve superare il 3% del prodotto interno lordo (Pil); il debito pubblico (debito del governo e degli enti pubblici) non deve superare il 60% del Pil. (ADNKRONOS)

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