L’AQUILA – “Abbiamo preparato la XIV edizione del Festival Internazionale di Musica Pietre che cantano, che quest’anno vedrà tanti appuntamenti dal 7 al 24 Agosto – dichiara il Direttore Artistico Luisa Prayer – con un occhio attento ad alcune eccezionali occasioni che la stagione presente, a ben guardare ricca di spunti e situazioni interessantissime, ci offre, sia a livello generale, che nel nostro ambito più particolare. Abbiamo cercato di coglierle e svilupparle a modo nostro, e cioè con l’intenzione di mettere in risalto corrispondenze tematiche e culturali, con riferimento al nostro paesaggio culturale. Abbiamo scelto di evidenziare queste opportunità articolando il programma in due cicli, il ciclo “Abruzzo primitivo, Abruzzo del mito” e il ciclo ”Verdi”, cercando anche di stabilire tra i due qualche punto di contatto.”
” Il 2013, come sanno gli appassionati di musica, è un anno cruciale: tra le tante ricorrenze, una principale, duecento anni fa, emblematicamente nello stesso 1813, nascevano quelli che sarebbero stati i giganti dell’opera romantica, Giuseppe Verdi e Richard Wagner, esponenti di due civiltà teatrali e musicali che si fronteggiavano, scatenando la passione di opposte fazioni di musicisti, critici ed intellettuali, vasto pubblico. Cogliamo con coraggio (e direi sprezzo del pericolo), se pensiamo alle nostre esigue risorse, l’occasione celebrativa, con la dedica a Verdi di quattro appuntamenti del programma, ma senza dimenticare l’alter wagneriano e anche l’altra occasione annniversaria, che ci riguarda ben più direttamente: i 150 anni della nascita di Gabriele D’Annunzio, che da Wagner fu affascinato ed esaltato ad imprese culturali superomistiche.”
“La ricorrenza dannunziana si poneva però anche autonomamente come occasione tematica fortissima per noi, qui, dall’ Abruzzo. Tanto più perché, al di fuori dei luoghi dannunziani, la celebrazione dell’anniversario del grande intellettuale abruzzese, poeta, scrittore, ma infine anche “Vate”, ha messo a nudo, nella sua dimensione alquanto circoscritta, tutte le problematiche ancora connesse al giudizio critico. D’Annunzio è stato magnifico cantore del paesaggio e del popolo d’Abruzzo: accolto giovanissimo dal pittore Francesco Paolo Michetti, a Francavilla al Mare, in quello che sarebbe stato un Cenacolo di sperimentazione artistica di grande attualità, soprattutto nel compiersi di un rapporto vero tra le diverse arti, restituì alcune tra le sue cose migliori proprio nelle pagine dedicate ad una terra sentita da lui, e dagli artisti del Cenacolo, tra cui il compositore Francesco Paolo Tosti, come fonte primigenia di ispirazione. Una ispirazione rivelatrice delle connessioni più pregnanti tra natura, mito, tradizioni, e arte.”
” Il nostro ciclo “Abruzzo primitivo, Abruzzo del mito”, parte proprio da qui, dalla lettura dannunziana, per andare a ritroso verso quelle fonti: il paesaggio incontaminato e “mitico” delle terre vergini della montagna abruzzese, la cultura popolare, radicata in tradizioni antiche, in quel medioevo che creò nell’arte, e, vedremo insieme, nella musica, archetipi linguistici fondanti di un identità culturale. In questo discorso ci siamo trovati a percorrere un cammino già auspicato dal programma comunitario IPA ADRIATICO, che con il Progetto Archeo.S, che vedrete partner di due appuntamenti del nostro programma, ha incluso l’Abruzzo nei siti archeologici e artistici di interesse europeo.”
“Ma quest’anno avevamo un’altra importante occasione cui corrispondere – conclude la Prayr – : la presenza al Monastero di S. Spirito della mostra “La Sapienza risplende. Madonne d’Abruzzo tra Medioevo e Rinascimento” della Soprintendenza Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici dell’Abruzzo, che presenta opere preziose di un’arte che ritrae, nei volti mariani, la grazia ingenua di figure vere e semplici, sublimandole nei riferimenti colti ad una iconografia che è in relazione con le scuole di pittura del tempo, dalla Toscana all’Oriente bizantino. Ultimato da poche settimane il restauro della Chiesa del Monastero, era questa un’occasione splendida per festeggiarne la restituzione completa, auspicio per il recupero e la valorizzazione di tutto un tessuto artistico che fa dell’Abruzzo aquilano un bene di tutti.”










