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Da qualche giorno il nuovo singolo dell’aquilano Giulio Adriano “La canzone dell’anima”

Pubblicato da Redazione
giovedì, 06 Aprile 2017 - 08:31
in Musica e Spettacolo
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L’AQUILA – Giulio Adriano è un ventunenne cantautore aquilano, maestro di violino e apprendista filosofo. Un personaggio eclettico che non ha timore di proporre il suo stile a rischio di infrangere i canoni del sound commerciale. Ci racconta di se e del suo ultimo singolo, “La canzone dell’anima”

Ti sei da poco diplomato maestro di violino, studi quindi da musicista da parecchi anni ma ti proponi al pubblico come cantautore. Come mai questa scelta?
Avevo circa 14 anni quando ho scoperto il canto e mi sono avvicinato alla musica leggera e alla sua immediatezza. Da piccolo cantavo in un coro ed ero cosciente di essere intonato ma solo dopo il 2009 ho iniziato a pensare seriamente di esplorare anche la via del canto.

Qual è stato il percorso di formazione che ti ha portato all’incisione dei tuoi primi due singoli?
Ho frequentato dei maestri aquilani per affinare le mie tecniche vocali ma la vera svolta è arrivata quando ho conosciuto lo studio romano di Fabrizio Palma e da lì è nato il progetto musicale che mi vede protagonista.  

Un progetto che ha dato vita ai primi singoli: “Attimi” e “La canzone dell’anima”. Quali riscontri stai ricevendo dal pubblico?
Per essere un’artista “sconosciuto” sta andando molto bene, anche se è un piccolo passo verso un’infinita meta. Aumentano i passaggi nelle radio locali e nazionali e qualche consenso comincia ad arrivare anche dai social. Aspettiamo ora la pubblicazione del video de “La canzone dell’anima”, prevista per il 7 aprile.

Ci puoi dare qualche anticipazione sul testo de “La canzone dell’anima”?
Tratto un tema attuale, quello della violenza terroristica. Gli attentati ripetuti e violenti sono visti da me come una specie di nuova guerra santa che l’oriente attua verso l’occidente. C’è sempre la presunzione di mettersi dietro Dio per commettere atti in nome di un qualcuno che esiste aldilà della nostra concezione.

Entrambe le canzoni sono scritte e musicate da te?
Non ho mai pensato ad un ruolo di interprete puro, ho sempre voluto dare anima e corpo ai testi perché è troppo forte la voglia di comunicare quello che ho dentro e trovare riscontro nel pubblico. Io credo che la cosa più importante non sia l’interpretazione ma il contenuto della canzone. Pensiamo ai testi profondi di Guccini cantati in una forma che non è certo sinonimo di “bel canto” eppure non perdono nulla della loro forza.

Hai nominato Guccini, ma quali sono gli altri tuoi punti di riferimento sia artistici sia letterari?
Io mi sto laureando in filosofia e leggo molto. Le mie influenze vengono da più parti: dalla poesia, dalla storia, dalla letteratura. Sono sempre stato affascinato dalla scrittura di Hermann Hesse e dal pensiero di Henri Bergson, ma ho letto anche Pasolini e condiviso parecchie parti della sua critica. A livello artistico uno per tutti cito De André.

Nei tuoi pezzi il suono del violino entra prepotentemente, pensi che questo possa essere anche in futuro un tratto distintivo delle tue canzoni?
Al momento la mia conoscenza della musica e i miei studi incidono fortemente nei miei progetti ma non escludo di poter sperimentare altre forme musicali. Il violino di certo mi accompagnerà sempre e al momento rappresenta una nota caratterizzante dei miei pezzi che li rende unici e personali.

Andiamo alla voce. Il tuo timbro è molto particolare, hai un tono sostenuto quasi da opera. Rispetto ai giovani cantanti oggi sulla cresta dell’onda, non credi di rischiare un po’ troppo a livello stilistico?
Io non credo di star rischiando troppo. Credo di stare costruendo una mia personalità che spero trovi il favore del pubblico. Nel bene e nel male chi ascolta Giulio Adriano non può fare a meno di riconoscere un’identità definita e questo è il mio scopo.

Però lo standard musicale di oggi sembra tutto proiettato al “piacere a tutti i costi”. I talent selezionano gli artisti in base alla maggiore possibilità di vendere o di piacere alla massa. Che pensi al riguardo? Parteciperesti a uno di questi programmi?
Il talent è una vetrina e oggi credo sia il modo migliore per farsi conoscere. Diciamo che a me non piace la modalità di questi programmi ma riconosco che per far conoscere la tua musica è quasi necessario. Credo, inoltre, che qualche artista, nonostante i talent, sia riuscito a mantenere la propria identità quindi non è una possibilità che escludo.

Hai tentato il percorso per arrivare a Sanremo, com’è andata?
Purtroppo il brano presentato non è andato avanti ma il prossimo anno voglio riprovare.  Rimane il lavoro enorme fatto. Sanremo presuppone una preparazione dedicata tra video, cartoline digitali, confezione del brano nel modo giusto, tutte esperienze inedite che mi hanno permesso di crescere.

Quali sono i tuoi progetti futuri? Pensi a un primo album?
Voglio continuare a produrre in previsione di un album che spero vada in porto nel 2018. Un album è importante per un cantante, significa mettere insieme varie canzoni e cominciare a costruire un repertorio.

Quali canali consigli di visitare a chi volesse scoprire la tua musica?
Consiglio di visitare il mio sito web, www.giulioadriano.it, dove racconto la mia storia artistica e pubblico le nuove canzoni. Per quanto riguarda i social, invito tutti ad andare sulla mia pagina facebook, “Giulio Adriano Official”, per seguire la mia avventura musicale e lasciare pareri e reazioni. Una buona vetrina delle mie composizioni, inoltre, potrete trovarla sulla pagina web della casa discografica “Melody Studio Recording” (http://www.scuolacantomusicarecitazione.com/studio-recording).

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