L’AQUILA: – Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, “deve avere il coraggio di dis-mettersi non tanto o non solo perche’ responsabile di scelte che ad oggi non offrono prospettive o addirittura sono dannose, ma anche e soprattutto perche’ e’ semplicemente inadeguato”. Ad affermarlo e’ Alfonso Magliocco, coordinatore pro tempore di Forza Italia che aggiunge: “Sono cambiati in questi anni i riferimenti istituzionali ma uguali continuano ad essere le dinamiche conflittuali e gli addebiti che vengono mossi da Cialente. Nel tempo si sono susseguiti Berlusconi, Bertolaso, Chiodi, Barca, Trigilia, quali ‘controparte’ della citta’ ed ognuno di loro ha potuto rilevare il carattere di ‘sterile rivendicazionismo’ da parte del sindaco. Cialente accusa tutti, indifferentemente, di ‘scarsa’ attenzione per l’Aquila. Le sensibilita’ dei vari rappresentanti di governo sono diverse, la loro estrazione politica e’ distante, i loro caratteri spesso non omologabili eppure tutti, indistintamente, finiscono in rotta di collisione con il vecchio-nuovo sindaco di L’Aquila. Cialente, che ormai da’ segni espliciti di essere affetto dalla ‘sindrome di Giuda’ – prosegue Magliocco – denuncia sempre un traditore. L’escamotage dialettico gli consente il ruolo della vittima, dell’incompreso, di chi riceve dinieghi inspiegabili! E’ in realta’ prigioniero di un ruolo che lo sta facendo diventare (suo malgrado?) il carnefice di questa citta’!”. Per il coordinatore di Forza Italia “Non si possono alternativamente denunciare attacchi dei poteri forti, uno strisciante sistema corruttivo, la bulimia spartitoria della componente di maggioranza che lo sostiene al governo della citta’ e poi, quando le diverse denunce-previsioni diventano realta’…sentirsi tradito! Non e’ in discussione la sua ‘buona fede’. Cio’ che oggi non e’ piu’ sopportabile e’ lo ‘sterile rivendicazionismo’ alternato al pianto greco, la denuncia eclatante inframmezzata con la rassegnazione di chi e’ tentato ma…non se la sente! In certi momenti della vita – conclude Magliocco – e’ piu’ difficile smettere che continuare. La citta’ chiede una scelta difficile”.










