
L’AQUILA – Il Movimento Inquilini Assegnatari d’Abruzzo si batte sin dall’immediato post terremoto del 6 aprile 2009 per la “riparazione, ricostruzione e messa in sicurezza sismica” degli edifici e delle abitazioni di Edilizia Residenziale Pubblica di proprietà delle ATER e del Comune dell’Aquila.
Il 15 agosto 2009, con Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3803 vennero assegnati 150 milioni di euro per la ricostruzione “leggera e pesante” del patrimonio abitativo pubblico danneggiato e reso inagibile dal terremoto del 6 aprile 2009.
Con successiva Ordinanza n. 3805 del 15 settembre 2009, la somma venne suddivisa in due quote distinte, la prima di 107 milioni di euro assegnata per gli interventi sulle abitazioni di proprietà delle 5 ATER della Regione Abruzzo, e la seconda di 43 milioni di euro assegnata per la contestuale riparazione e ricostruzione degli alloggi di proprietà del Comune dell’Aquila e degli altri comuni del cratere.
Sulla base dei piani presentati dai “soggetti attuatori” ed approvati dal Commissario delegato per la ricostruzione e Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, con specifici provvedimenti il CIPE ha deliberato il trasferimento effettivo delle somme richieste dal Commissario medesimo, sulla base dei rendiconti di spesa dei soggetti attuatori medesimi.
Con la cessazione dello “stato di emergenza”, il 31 agosto 2012, tutte le residue disponibilità della contabilità speciale 5281 intestata al Commissario Delegato sono state versate alla Regione, ai Comuni, alle Province e agli enti attuatori interessati, in relazione alle attribuzioni di loro competenza.
In conseguenza del fatto che i “soggetti attuatori”, nonostante le somme disponibili, non hanno dato concreto avvio alla “ricostruzione pesante” degli oltre 1.053 alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica classificati E – inagibili, e in particolare, a seguito di una “fortissima e tenace” denuncia pubblica, sollecitazioni e iniziative quotidiane messe in atto dal Mia Casa d’Abruzzo nei confronti delle massime Istituzioni regionali e nazionali, “finalmente” il 20 febbraio 2015, il CIPE con Delibera n. 25 “ricostituisce” le somme non spese giacenti sulla contabilità speciale 5281 destinate al pagamento delle anticipazioni pregresse, e, con un atto ad hoc, “rifinalizza” l’importo complessivo di 86.306.996,85 euro, assegnando due distinti finanziamenti per la ricostruzione della Edilizia Residenziale Pubblica danneggiata dal sisma del 6 aprile 2009 in base a quanto previsto dalla Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3803/2009:
– il PRIMO di 54.373.154 euro per interventi di ricostruzione o riparazione degli immobili di proprietà’ dell’ATER ripartiti in: 27.263.695,79 euro a favore dell’ATER dell’Aquila; 13.150.000,00 euro a favore dell’ATER di Chieti; 9.759.890,00 euro a favore dell’ATER di Pescara; 3.344.568,42 euro a favore dell’ATER di Teramo; 855.000,00 euro a favore dell’ATER di Lanciano;
– il SECONDO di 26.715.000 euro a favore del Comune di L’Aquila per interventi di riparazione o ricostruzione delle abitazioni pubbliche di proprietà’ del Comune medesimo.
A questo punto, la domanda che il Mia Casa d’Abruzzo e le 1.053 famiglie delle Case Popolari e Comunali ancora sfollate si fanno a voce alta e alla luce del sole rivolgono al Presidente della Regione Luciano D’Alfonso e alle altre Istituzioni pubbliche regionali e nazionali di governo e di controllo amministrativo e di legalità, non può essere che la seguente:
se è stato pubblicato l’elenco dei fabbricati ATER e del Comune dell’Aquila da demolire e ricostruire, con la spesa impegnata e le rispettive date di fine dei lavori previsti al massimo per fine anno 2020; se ad effettuare i bandi di gara per l’assegnazione dei lavori sono i “soggetti attuatori” della ricostruzione pubblica, e quindi la Regione Abruzzo, il Provveditorato alle Opere Pubbliche, l’ATER e il Comune dell’Aquila; se tutti i piani di ricostruzione ed i progetti necessari sono stati realizzati, presentanti, valutati e approvati; se tutto il procedimento è stato fatto a regola d’arte e nel rispetto delle leggi: PERCHE’ PROPRIO LA RICOSTRUZIONE DELLA EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA, AD OTTO ANNI DAL 6 APRILE 2009, E’ ANCORA FERMA e le abitazioni abbandonate al degrado e all’incuria del tempo?
Per il Mia Casa d’Abruzzo
Pio Rapagnà










