
OPI – Lunedì 27 aprile, alle ore 11, la sala consiliare del Comune di Opi (AQ) ospiterà “Aree interne in cammino: quel mondo a parte che attrae”, il primo appuntamento del ciclo Aree fragili: futuro possibile promosso dal Comune dell’Aquila e organizzato dalla Fondazione Magna Carta. L’evento rientra nel cartellone ufficiale dell’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 e porta il confronto sul futuro delle aree interne nel cuore dell’Appennino e del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise.
Protagonista d’eccezione dell’incontro sarà il regista Riccardo Milani, autore del film Un mondo a parte, che ha portato nelle sale cinematografiche italiane una storia ambientata tra i paesaggi appenninici e lo spopolamento dei borghi montani. Milani dialogherà con Gaetano Quagliariello, presidente della Fondazione Magna Carta, per esplorare il ruolo della narrazione cinematografica e culturale come leva per invertire la rotta dello spopolamento e rilanciare le aree interne come destinazioni d’eccellenza. Modererà l’incontro Annamaria Parente, direttrice dell’osservatorio sulla crisi demografica della Fondazione Magna Carta. Il sindaco di Opi, Antonio Di Santo, farà gli onori di casa con un saluto introduttivo.
L’appuntamento si inserisce in un percorso di riflessione che la Fondazione Magna Carta porta avanti sui territori fragili del Paese: aree che, pur classificate come “fragili”, custodiscono un patrimonio naturale, culturale e identitario di straordinario valore. Al centro del dibattito, la domanda su come trasformare borghi e aree montane da luoghi dello spopolamento in comunità protagoniste, capaci di attrarre nuovi residenti, turisti e investimenti, valorizzando i cammini, la biodiversità e la narrazione mediatica come strumenti concreti di sviluppo.
“Portare il confronto a Opi, ma ce ne saranno tanti altri in tante altre realtà del nostro territorio, significa scegliere un luogo simbolico che, al centro del film di Milani, ha riacceso il dibattito sull’Italia profonda, presidio di identità. È nel nostro programma l’obiettivo di lavorare su un infrastrutturazione culturale solida e permanente che possa contribuire a una nuova narrazione delle aree fragili: non spazi da assistere, ma comunità da valorizzare, capaci di attrarre energie, idee e nuove opportunità di crescita”, ha dichiarato il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.
«L’incontro, che inaugura il ciclo “Aree fragili, futuro possibile”, nasce dalla convinzione che questi territori, per usare una metafora, sembra che abbiano vissuto a lungo sotto una campana di vetro: una condizione che, se da un lato ne ha limitato lo sviluppo, dall’altro ha consentito di preservarne autenticità e identità. Proprio questi elementi rappresentano oggi un patrimonio da valorizzare, non creando dei musei a cielo aperto ma puntando sul loro essere comunità vive nelle quali crescita e sviluppo possono armonizzarsi con relazioni di prossimità, coesione sociale e una migliore qualità della vita. Il confronto con Riccardo Milani ci offre l’occasione di leggere questa realtà attraverso uno sguardo originale e profondamente evocativo, capace di raggiungere un pubblico ampio e di alimentare quel dibattito serio e necessario sul futuro delle aree interne che il Paese non può più rinviare», ha aggiunto Gaetano Quagliariello, presidente di Fondazione Magna Carta.










