
ROMA – Sono quasi 20 mila le cessioni di animali a livello nazionale ad Enpa dall’inizio dell’anno, un dato ancora in fase di analisi che fotografa una realtà sempre più evidente: l’abbandono non avviene più solo in estate e per strada, ma passa sempre più spesso attraverso richieste formali di consegna alle associazioni. Le cessioni, ovvero le richieste con cui i cittadini si rivolgono all’Enpa dichiarando di non essere più in grado di tenere il proprio animale, rappresentano oggi una nuova e preoccupante forma di abbandono, socialmente più accettata ma con le stesse conseguenze per gli animali.
Nell’ultima settimana di novembre e nei primi giorni di dicembre, i rifugi dell’Ente Nazionale Protezione Animali hanno registrato un aumento degli ingressi legati esclusivamente a cessioni provenienti da cittadini che si sono rivolti direttamente all’associazione. Tra la fine di novembre e i giorni che precedono l’Immacolata, si è passati da una media di tre cessioni a settimana dello scorso anno a tre cessioni al giorno di quest’anno. Un incremento netto, che conferma come l’abbandono non abbia più una stagionalità, ma accompagni ormai tutto l’arco dell’anno.
«Cambiano le modalità, ma non la sostanza», spiega Carla Rocchi, presidente nazionale Enpa –Un animale ceduto vive lo stesso trauma di un animale abbandonato. Viene separato dal suo contesto, perde i riferimenti e si ritrova improvvisamente senza il calore della sua famiglia».
Nei canili e rifugi il bilancio resta fortemente negativo: a fronte di tre cani che entrano, solo uno viene adottato. Una situazione che si aggrava ulteriormente nel periodo che precede il Natale, quando aumentano anche le richieste di cuccioli da “regalare”.
Per questo, soprattutto durante le festività natalizie, Enpa ribadisce con forza il proprio messaggio: un animale è per sempre, non da Natale a Santo Stefano.
«L’adozione non può essere una scelta emotiva o legata a un momento dell’anno», spiega Giusy D’Angelo, vicepresidente nazionale Enpa. «Un cane o un gatto cambiano la quotidianità di una famiglia e richiedono tempo, impegno e responsabilità. Quando questa consapevolezza manca, il rischio è che l’animale venga riportato in rifugio».
Proprio alla luce di questi dati, durante le vacanze natalizie Enpa non dà in affido i cani, ma invita le famiglie che desiderano adottare a recarsi nei rifugi per svolgere attività di volontariato, avvicinarsi gradualmente al cane o al gatto che vorrebbero accogliere e, soprattutto, condividere tempo, relazione e attività con gli ospiti delle strutture.
«Il nostro obiettivo è avere rifugi vuoti – continua D’angelo – Ma questo è possibile solo se cresce la cultura dell’adozione consapevole. Non è la razza a fare la differenza: nei rifugi ci sono moltissimi cani di razza. Conta la compatibilità con lo stile di vita della famiglia». Enpa invita quindi a non comprare animali e a non regalarli a Natale, ma a scegliere un percorso responsabile, basato sulla conoscenza e sul tempo condiviso.
Perché per un animale non esistono “forme gentili” di abbandono: esiste solo la responsabilità di una scelta che deve durare per sempre.










