L’AQUILA – di Nando Giammarini – Procedono a spron battuto le indagini per individuare gli autori del vile attentato, perche’ di questo si tratta,di domenica sera sulla Rieti-Terni in cui ha perso la vita il secondo autista del pullman, Raffaele Marianella di 65 anni. Prossimo alla pensione. Egli, romano di origini ma residente a Firenze, secondo le prime ricostruzioni, era seduto accanto al conducente del mezzo sull’autobus che stava stava lasciando la città per rientrare in Toscana dopo la partita di serie A2 tra Rieti ed Estra Pistoia, vinta dagli ospiti.
Siccome già in campo c’erano state delle “scaramucce” tra le tifoserie delle due squadre, spente sul nascere dalle forze dell’ordine che in seguito a quegli episodi, a scopo preventivo, avevano deciso di scortare il bus dei toscani fino al bivio di Contigliano. Terminata la scorta sono entrati in azione i teppisti ed il mezzo è stato colpito da pietre e altri oggetti lanciati da ignoti. Uno dei massi ha sfondato il parabrezza, centrando in pieno il secondo autista, che si trovava sul lato passeggero ed è morto sul colpo. Inutili i tentativi di soccorso da parte del personale del 118, arrivato subito sul posto.
Un altro masso ha incrinato, ma non sfondato, il vetro dalla parte del primo autista. Tre persone sono state fermate dalla polizia con l’accusa di omicidio volontario in concorso. Due di loro sembrerebbe siano conosciuti come legati all’estrema destra della cittadina laziale.
Le indagini dei pm di Rieti, coordinati dal procuratore Paolo Auriemma, affidate alla squadra mobile e alla Digos, si sono concentrate subito su un gruppo di ultras della Sebastiani Rieti, a cui appartengono anche i tre fermati, portati in carcere. Si tratta di Manuel Fortuna, Alessandro Barberini e Kevin Pellecchia. Un quarto sarebbe attivamente ricercato. Un simile episodio è assolutamente inaccettabile soprattutto alla luce del fatto che lo sport deve essere confronto, tolleranza rispetto, educazione, cultura, legalità. Tranne violenza e sopraffazione.
Secondo quanto si apprende dall’ANSA, si tratta di soggetti legati ai movimenti dell’estrema destra. I tre fermati sembrano essere ultras che apparterebbero alla “Curva Terminillo”. Dalle indagini proseguite per tutta la notte e la giornata di ieri sarebbero diverse le persone coinvolte nell’assalto al bus della Pistoia Basket 2000. In particolare i sospetti degli investigatori si sono diretti nei confronti di tre persone. Su loro sono poi emersi gravi indizi di colpevolezza riguardo l’omicidio dell’autista, cosa che ha portato all’emissione dei fermi. I tre ultrà fermati sono stati portati in carcere. Sono persone, mi preme ribadirlo, che nulla hanno a che fare con lo sport.
Il tifo per la squadra è solo un alibi per provocare danni, generare violenza, scatenare odio. Non oso pensare cosa sarebbe potuto accadere se invece del povero Marianella il mattone avesse colpito l ‘autista alla guida. Usiamo la parola giusta ed appropriata per coloro che si sono macchiati di un simile, gravissimo reato: delinquenti.










