L’AQUILA – Con il grande successo del laboratorio di danza a Scoppito del coreografo e drammaturgo turco Bedirhan Dehmen e con l’avvio del nuovo laboratorio di argilla e ceramica, a Fossa fino al 3 agosto, della musicista e scultrice Yvonne Ekman, di origine anglo-svedese, è entrato nel vivo il progetto Arca (Arte Rigenerazioni Comunità Abitare).
Una iniziativa che con l’obiettivo di aprire porte di accesso alla parte creativa di sé e creare sul territorio aquilano un tessuto connettivo basato sull’arte, vedrà protagonisti 14 artisti da più Paesi del mondo fino al 1 dicembre , in 11 comuni del cratere sismico 2009 come Barisciano, comune capofila, le citate Fossa e Scoppito, ed ancora Acciano, Fontecchio, Ocre, Poggio Picenze, Sant’Eusanio Forconese, Tione Degli Abruzzi, Tornimparte e Villa Sant’Angelo.
Il tutto con attività specifiche per ciascuna comunità, coinvolgendo abitanti, associazioni e istituzioni culturali, attraverso incontri, laboratori, attività formative e performative, mostre ed eventi di presentazione e restituzione. Con iniziative a cura anche di prestigiose istituzioni partner come il Teatro stabile d’Abruzzo, il Munda, Il Maxxi L’Aquila e l’Università dell’Aquila.
Yvonne Ekman si è presentata al Comune di Fossa al fianco della direttrice artistica Silvia Di Gregorio, del vice sindaco di Fossa Giovanna Colagrande, della delegata USRC Piera Pitassi e del coreografo Bedirhan Dehmen.
Nata a Ginevra e diplomata a Londra, al Royal college of music, è stata concertista e titolare di una cattedra di violino presso il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma. Dall’inizio degli anni Sessanta ha iniziato ad occuparsi anche di scultura e di ceramica elaborando le caratteristiche plastiche dell’argilla. Negli ultimi anni ha sviluppato un interesse per la land art creando alcune installazioni e ha partecipato a numerose collettive tenendo varie personali in Italia e all’estero.
“L’Abruzzo già lo conoscevo un po’ – ha detto Yvonne Ekman -. ma qui a Fossa sono rimasta innanzitutto colpita dall’ordine, dalla cura del villaggio post-sismico con i suoi tanti piccoli giardini domestici, davanti queste piccole case. E ho già trovato non a caso tanta gentilezza e buona accoglienza”.
Entrando nel merito del laboratorio, che ha fatto il pieno di iscrizioni, e che si svolge proprio dentro uno dei map post-sismici, ha aggiunto Ekman: “Ci sono tante maniere per fare la ceramica a mano, oltre al tornio: da una palla di argilla possiamo fare tanti oggetti, ed è una sapienza, una abilità millenaria. Introdurrò alla tecnica del basso rilievo e del colombino. E ancora saranno realizzate sculture dando briglia sciolta alla creatività che è in ciascuno di noi. Purtroppo non credo che avremo il tempo per smaltare con i colori, ma questa argilla ha già un suo bellissimo colore. Quello che più conta è però far comprender che non si vive senza arte, senza creare, senza cercare e apprezzare le cose belle, e in questo risiede la capacità di provare gioia”.
L’incontro di Fossa è stata l’occasione per salutare, ma sarà solo un arrivederci, Bedirhan Dehmen, che ha appena concluso il suo laboratorio di danza sulla terrazza centropolifuzionale di Collettara di Scoppito ed ora tornerà nella sua Istanbul, dove è anche sociologo e docente universitario, per lavorare al suo nuovo spettacolo teatrale solista, intitolato Zühre, che significa “Stella del mattino”.
“Ho trascorso un periodo davvero speciale qui a Scoppito, ho condotto ben tre workshop, lavorando con bambini e ragazzi. Anche se i processi creativi sono stati brevi, sono stati significativi, le collaborazioni profonde e stimolanti, e i risultati che abbiamo ottenuto in così poco tempo mi hanno dato grande soddisfazione sia artistica che personale. L’Abruzzo mi sta a cuore, geograficamente, culturalmente e socialmente. Mi piacerebbe continuare questo percorso e costruire sulle basi che abbiamo gettato qui. Ho un’idea che potrebbe concretizzarsi l’anno prossimo”.
Conclude Bedirhan Dehmen, intervenendo sul senso profondo del progetto Arca: “nella vita attraversiamo molte esperienze, innumerevoli incontri. Di alcuni ne siamo consapevoli, altri li portiamo consapevolmente con noi, altri ancora rimangono fuori dalla nostra portata, al di là della nostra comprensione cosciente. Osserviamo costantemente, sia noi stessi che il mondo che ci circonda. Assistiamo a cose, siamo esposti a situazioni, e nasce il bisogno di reagire a tutto questo. Per quanto riguarda dunque l’aspetto comunitario dell’arte, apprezzo la possibilità di toccare le persone, di entrare in contatto con loro, di trovarmi in uno spazio di presenza condivisa, e di evocare in loro determinate sensazioni, sentimenti e, in misura minore, pensieri attraverso il mio lavoro. Questo tipo di risonanza è per me profondamente importante. In secondo luogo, credo che ogni individuo abbia un potenziale creativo dentro di sé e mi sta molto a cuore coltivarlo. Mi ha aiutato immensamente e ha trasformato la mia vita”.
Il progetto, con l’ ideazione e la direzione artistica di Silvia di Gregorio, è sostenuto dalla Bcc e ha il patrocinio dell’Ufficio speciale per la ricostruzione del cratere (Usrc), finanziato dal Programma Restart Priorità C. Partner sono oltre agli 11 Comuni, al Teatro stabile d’Abruzzo, al Munda, al Maxxi L’ Aquila, e all’Università dell’Aquila, anche The Current – center for contemporany art, associazione con sede nel Vermont negli Stati Uniti, la cooperativa AppStartOnlus e la Comunità 24 Luglio OdV.
Prossimo appuntamento di Arca sarà lunedì 4 agosto a Casentino, alle 18.30 in via Sebastiano di Cola, presso i giardini comunali, per un incontro a cura del Munda finalizzato a divulgare la conoscenza di alcune opere d’arte di Sebastiano di Cola da Casentino, custodite nel museo aquilano, ricollegandole al territorio di provenienza, anche in quanto depositarie di memorie collettive ed individuali. Saranno presenti il sindaco di Sant’Eusanio Forconese, Deborah Visconti, il titolare Usrc Raffaello Fico, la storica dell’arte del Munda Federica Antonini, lo storico dell’arte Elpidio Valeri e Innocenzo Cacchio, presidente dell’associazione Casuentum onlus.
A seguire, mercoledì 6 agosto alle 18 a Fossa, nella sala consiliare di via Roma 47, sempre a cura del Munda, l’ archeologa Ilaria Trafficante sarà protagonista dell’incontro dal titolo “Il culto della dea Feronia da Aveia (Fossa) ad Amiternum”, e con l’occasione verranno esposti anche i manufatti realizzati nel laboratorio con Yvonne Ekman.
Il progetto Arca è finanziato e reso possibile dal “Programma Restart Priorità C Progetto ARCA — Arte, Rigenerazioni, Comunità, Abitare anno 2025, D.L. 78/2015, c.m.i. legge 125/2015, Delibera CIPE 10.8.2016, n. 49 – GU n. 37 del 14.02.2017”.










