L’AQUILA – “Siamo al paradosso: l’assessore sulla ruspa, l’irreprensibile Francesco De Santis che ha voluto emulare il suo leader Salvini per rispondere sprezzante alle cittadine e ai cittadini che chiedevano di non tagliare alberi sani per realizzare una rotatoria, travolto dalle polemiche non trova di meglio che dare dei “provocatori di professione” agli esponenti politici di centrosinistra.”
E’ quanto sui legge in una nota diffusa dal Partito Democratico dell’Aquila.
“Sì: l’assessore che si è fatto fotografare sulla ruspa che, di lì a qualche ora, avrebbe tagliato alberi sani, ha dato dei “provocatori” ai rappresentanti delle opposizioni che si sono battuti per evitare una scelta sciagurata, fuori dal tempo e dannosa per la città. E li ha invitati ad andare in ferie” – si legge -.
Ebbene, caro assessore De Santis: ci auguriamo che lei resti all’Aquila, invece, visto che è in ferie dal giorno della sua nomina, pur beneficiando del lauto stipendio da assessore versato dalle aquilane e dagli aquilani, anche da quelli che provoca salendo sulle ruspe e che, se avesse un briciolo di senso istituzionale, dovrebbe sentire il dovere di rappresentare, ascoltando le loro legittime prese di posizione.
Ma che cosa aspettarsi da chi, a mezzo stampa, ribadisce che il “parco Polsinelli è vivo e vegeto”? Basta affacciarsi dalle alte transenne fatte installare intorno al cantiere per vedere la distesa di alberi abbattuti.”
“D’altra parte – si legge ancora -, la mistificazione è la caratteristica principale dell’amministrazione Biondi, capace di alimentare – a suon di migliaia e migliaia di euro – una comunicazione propagandistica spregiudicata: De Santis è riuscito persino a dire che gli operai avevano tagliato gli alberi all’alba, di prima mattina, per non lavorare al caldo di luglio; peccato che gli stessi operai, dopo il taglio imposto alle prime ore del giorno per evitare proteste, abbiano continuato ad operare in cantiere per il resto della giornata.
L’obiettivo è chiaro, e la retorica stucchevole sempre la stessa: la “sinistra da salotto” a fronte di una destra che, al contrario, lavora alacremente per il bene della comunità. Stavolta, però, le immagini terribili del parco violentato non lasciano spazio a retorica o propaganda. E quella foto sulla ruspa resta uno schiaffo in faccia alle cittadine e ai cittadini che chiedevano, semplicemente, di partecipare alle scelte che riguardano la loro città.”
“Renda conto piuttosto – va giù duro il PD – , l’assessore sulla ruspa, del lavoro svolto in questi anni e per cui è profumatamente pagato dalle cittadine e dai cittadini: che fine ha fatto il piano regolatore generale che la Lega, con l’allora assessore Luigi D’Eramo, aveva promesso entro pochi mesi dall’insediamento della prima giunta Biondi, nel 2017? In quasi 9 anni di governo ininterrotto dell’urbanistica affidata alla Lega, il nuovo Prg è rimasto soltanto un annuncio, uno tra i tanti, e intanto la destra ha piegato la pianificazione del territorio agli appetiti dei privati, lasciando mano libera alla realizzazione di centri commerciali che stanno soffocando la città. Ci dica l’assessore sulla ruspa che ne è stato delle casette provvisorie realizzate nel post terremoto non rispettando il dettato della delibera 59. Ci dica l’assessore sulla ruspa che fine hanno fatto le risorse stanziate dal centrosinistra per il masterplan di riqualificazione di viale della Croce Rossa, che fine ha fatto il secondo stralcio dei lavori che avrebbero dovuto interessare Porta Leoni per realizzare due piani di parcheggi interrati.
Potremmo andare avanti a lungo: ci parli l’assessore di almeno un progetto strategico realizzato in questi anni, visto che blatera di “amministrazione capace di progettare e realizzare infrastrutture strategiche”. A cosa fa riferimento, esattamente?”
“Resti in ufficio l’assessore, dunque, scenda dalla ruspa e inizi finalmente a lavorare: altro che ferie, ci aspettiamo che, entro la fine della legislatura, riesca a produrre altro, oltre al taglio indiscriminato di alberi sani per ingolfare, ancor di più, il traffico alle porte della città, mettendo un’ipoteca definitiva su un’area, quella della Caserma Rossi, che poteva e doveva essere utilizzata per realizzare ben altri progetti.” – conclude la nota.










