L’AQUILA – [Se ne parlava già da qualche tempo tra gli amici ed i colleghi giornalisti. Ieri però l’impeccabile Stefano Dascoli ha affidato alla sua pagina Facebook il racconto della sua ‘storia’ che ci piace riportare integralmente.
Stefano così scrive:
Era il 13 aprile del 1999. Quel giorno mi svegliai prestissimo – dopo aver dormito pochissimo – per correre in edicola a comprare “Il Messaggero”. Lo sfogliai con frenesia fino ad arrivare alla pagina della cronaca aquilana. Era tutto vero.
Il mio primo articolo (nella foto) era lì, di taglio basso, così come lo avevo visto impaginato il giorno prima, prima di un brindisi beneaugurale e dell’immancabile (in quei tempi stupendi) pizza e mortadella in redazione. Un “pezzo” rigorosamente siglato, “S.D.” perché, mi disse allora Alessandro Orsini, «la firma bisogna guadagnarsela». Un articolo su un’iniziativa nella mia scuola, il liceo Scientifico “Bafile”: non a caso ci sono i nomi dei miei ex compagni (ovviamente non il mio).
L’allora capo e mio maestro, Angelo De Nicola, nell’accettare, alcuni giorni prima, la mia richiesta di collaborazione, mi disse semplicemente: «Nessuno ha mai detto “no” a me, io non lo dico a te. Ma portami le notizie». Le notizie. Cosa erano? La prima cosa che mi venne in mente fu che quell’iniziativa a scuola potesse valere un “pezzo”. Ci provai, andò bene. Ecco, questo è stato l’inizio di tutto.
Da allora sono trascorsi 26 anni. Con sole due parentesi importanti, a Sky Tg24 e a TeleAbruzzo. Fino ad ora.
Lascio “Il Messaggero” che ha rappresentato, per me, molto più di un giornale, molto più di un lavoro. E’ stato una scuola di vita, un percorso accademico, il primo pensiero della mattina, l’ultimo della sera. Il luogo fisico e mentale del confronto, della crescita, delle relazioni. Il punto di caduta di ogni gesto, esperienza, idea, progetto. Il “mezzo” per trasformare la vita in notizia. E potrei continuare così per molto.
Si chiude un pezzo fondamentale del mio cammino fin qui: una passione trasformata in lavoro, un lavoro che è rimasto sempre, innanzitutto, passione. Lascio con sofferenza, certo, ma con serenità. Ho dato tutto quello che avevo e ho avuto in cambio tutto. Prima di ogni cosa colleghi stupendi, che evito di citare uno ad uno per non fare torti. E poi un percorso in crescita, esaltante, con una quantità smisurata di soddisfazioni, qualche normale amarezza, alcune difficoltà.
Lascio perché comincia un nuovo, entusiasmante, capitolo. Dal 1 luglio sarà in forza al “Centro”, il giornale che ha fatto la storia di questa regione fin dal 1986, in un gruppo editoriale leader in Abruzzo. Rimarrò nella mia città, L’Aquila, per continuare, con serietà e passione, il racconto di questi anni decisivi. Lo faccio con spirito di servizio, con l’umiltà di chi approda in una redazione fatta di colleghi di esperienza e grande valore e giovani talenti, con l’entusiasmo degli inizi e la voglia di misurarmi con nuove, importanti e prestigiose responsabilità.
Un passo in avanti di cui vado orgoglioso. Ringrazio, per la fiducia, la stima e la considerazione la direzione, l’editore, i colleghi. Chi mi ha seguito finora – spero che lo faccia ancora – e chi, magari, vorrà farlo d’ora in poi.
“Adesso so che bisogna alzare le vele e prendere i venti del destino, dovunque spingano la barca”. (Edgar Lee Masters, George Gray in Antologia di Spoon River).
Da queste pagine auguriamo all’amico Stefano le migliori soddisfazioni perché “a volte i sogni si avverano… ma solo se uno è un sognatore.]
In bocca al lupo Stefano da tutta Radio L’Aquila 1 e da me personalmente per questa nuova tappa del tuo brillante percorso.










