L’AQUILA – Un libro che ripercorre gli avvenimenti del sisma 2009 dell’aquilano. Scritto da Umberto Braccili, “Noi non abbiamo colpe”, ha contributi del giornalista Giustino Parisse che ne ha curato anche la prefazione.
Il lavoro offre numerosi documenti e interviste, alcune inedite. Punto centrale del lavoro la settimana che va dalla riunione della Commissione Grandi Rischi alla drammatica notte del 6 aprile 2009 quando 309 persone morirono tra le macerie.
“La ricostruzione prova a dimostrare “dice Umberto Braccili” che non si può’ consegnare alla storia, attraverso le sentenze, un racconto che ha come unici punti solidi la frase del vice capo della protezione civile Bernardo De Bernardiniis, che per tranquillizzare la popolazione simbolicamente propose un buon bicchiere di Montepulciano e la sentenza in ambito civile che assolve la commissione Grandi Rischi e la protezione civile spiegando che la colpa fu solo di quegli universitari che invece di uscire dopo la penultima scossa rimasero a dormire. I giudici definiscono quei ragazzi, che cercavano il futuro all’università de L’Aquila, degli “incauti al 100%”.
Il libro analizza gli studi degli stessi scienziati dal 1995 al 6 aprile, documenti che definivano il capoluogo di Regione ad alto rischio per i 20 anni a venire”.
L’incontro, che si terrà alle 17.30 preso il centro culturale di Tempera, sarà aperto da Alfonso De Amicis.
Oltre all’autore e Giustino Parisse parteciperà Sergio Bianchi, presidente di Avus 2009, papà di Nicola, deceduto quella notte in via D’Annunzio a L’Aquila.
I proventi del libro andranno interamente alla Onlus Avus 2009 per il finanziamento, insieme a Univaq e Gssi, del premio per l’anno 2026, istituito dodici anni fa per la migliore tesi sulla prevenzione sismica tra gli universitari degli atenei italiani.
L’iniziativa è patrocinata da Asbuc Tempera, Centro Anziani Tempera, Associazione Tempera Onlus e Associazione Culturale ” Il Pungolo”.










