L’AQUILA – di Raffaele Alloggia – Nella notte tra il 2 e il 3 giugno scorsi, la nave da crociera MSC Orchestra durante il suo itinerario nel Mar Mediterraneo, è rimasta alla deriva tra l’isola di Capraia e la Corsica, vivendo un episodio drammatico. Mentre si trovava in navigazione verso Genova, appena dopo la mezzanotte un incendio è scoppiato nella sala macchine della nave causando ingenti danni, mettendo a rischio la sicurezza a bordo.
La nave è rimasta alla deriva spostandosi verso nordovest mossa dalle correnti, in attesa dell’arrivo di un rimorchiatore dal porto di Livorno, che la trainasse fino al porto di Genova, dove arriverà alle 19 anziché alle 8 della mattina.
L’intera e delicata situazione è stata gestita con grande professionalità dall’equipaggio, che ha evitato conseguenze ben più gravi. L’episodio ha messo in luce l’importanza della preparazione e della formazione dell’equipaggio nella gestione di situazioni di emergenza, nonché la necessità di mantenere elevati standard di sicurezza nelle operazioni marittime.
MSC Orchestra è una nave da crociera, varata nel 2007. Con una stazza lorda di 93.300 tonnellate e una capacità di circa 3.200 passeggeri, è una delle navi più grandi della flotta MSC.
MSC Crociere, sull’incidente, ha avviato un’indagine per determinare le cause dell’incendio e per implementare eventualmente, ulteriori misure di sicurezza.
A bordo si trovavano migliaia di ospiti, tra cui una ventina di cittadini del comprensorio Aquilano, che hanno vissuto momenti di apprensione durante l’incidente.
Nel gruppo, ci siamo ritrovati in quella crociera, quasi tutte coppie che avevamo compiuto il 50° di matrimonio, un traguardo oggi sempre più raro.
La crociera, una meta agognata da tempo, che avrebbe dovuto fare tappa a Genova, Marsiglia Barcellona, Ibiza, Cagliari e poi a Civitavecchia da dove eravamo partiti, invece tutto si è affranto nelle acque tra Capraia e la Corsica e poi al porto di Genova dove si sperava di riparare il danno e ripartire!
All’una circa tra il 2 e 3 giugno, è scattato l’allarme in codice nelle cabine, la nostra cabina era al 9° piano, ma tanta era la stanchezza, che abbiamo sentito soltanto un forte frastuono, come se fosse in un sogno, mentre altri sono usciti nei corridoi in pigiama con il salvagente a portata di mano, era buio e nel corridoio, è rimasto fino al mattino inoltrato l’odore agre del fumo che saliva dalla sala macchine, molte le persone che per paura sono salite per le scale fino al 13° piano dove ci sono le piscine e grandi spazi a cielo aperto.
Alle ore 6 circa, io e mia moglie ci siamo svegliati e dal balcone della nostra cabina abbiamo notato che la nave era ferma e non molto distante si vedeva il faro della costa Corsica, in effetti un messaggio nel mio cellulare, alle ore 00,34 mi dava il benvenuto in Francia.
La nave crociera, alla deriva, spinta dalle correnti si dirigeva verso la Corsica, (la mente è tornata subito a Schettino) l’arrivo del rimorchiatore dalla vicina Toscana, la riportava nella giusta rotta trainando la nave a velocità ridotta fino al porto di Genova
Il comandante della nave Pietro Esposito, dopo averci assicurato che la situazione era sotto controllo, ci ha invitati a mantenere la calma e ogni due ore ci aggiornava sull’evolversi della situazione.
Nella stessa giornata tutti gli ospiti sono stati messi in condizione da contattare le famiglie dandoci la massima assistenza, incluso la promessa dei rimborsi che saranno adeguati al disagio subito.
Fortunati sono stati gli ospiti che si erano imbarcati a Genova e che quindi hanno potuto concludere la crociera. Nei successivi aggiornamenti il Capitano annunciava l’annullamento delle altre tappe della crociera, iniziando così, secondo un rigido protocollo, l’evacuazione dei circa 3.000 ospiti provenienti da ogni parte del mondo. Per chi come noi, si era imbarcato a Civitavecchia, è stato predisposto il draghetto della GNV Fantastic, che alle ore 11,30 di venerdì è arrivato a destinazione.
Anche questa volta abbiamo potuto raccontare questa avventura, grazie alla professionalità dell’equipaggio a bordo e al loro Capitano Pietro Esposito, al quale avrei voluto complimentarmi personalmente, ma parlando con un suo collaboratore mi ha riferito che, “per il momento non vuole ricevere neanche i suoi collaboratori”!










