L’AQUILA – Ennesima stroncatura per il management della ASL della Provincia dell’Aquila.
“Non bastassero le lunghissime liste d’attesa, con le cittadine e i cittadini della nostra provincia costretti a farsi curare altrove o addirittura a rinunciare alle cure; non bastassero i disagi patiti dai pazienti per i mancati investimenti in tecnologie e, soprattutto, per le condizioni in cui vengono costretti ad operare medici e personale infermieristico, gravemente sotto organico; non bastasse la deliberata volontà di cancellare la sanità territoriale, a partire dalla assurda decisione di insediare la Casa di comunità dentro l’Ospedale; non bastassero le condizioni fatiscenti delle strutture sanitarie e, a fronte di tutto ciò, il disastroso stato economico dell’azienda che presenta un buco di bilancio da far tremare i polsi; non bastasse la volontà di mandare a casa 150 precari storici, da oltre vent’anni a servizio dell’azienda, oggi scopriamo che il Collegio sindacale ha bocciato, senza appello, il bilancio di esercizio 2024 della ASL 1 che, viene messo nero su bianco, “non fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria, del risultato economico e dei flussi di cassa” dell’azienda. Più chiaro di così.”
Lo dichiarano Stefano Albano, segretario provinciale PD L’Aquila, e Nello Avellani, segretario comunale PD L’Aquila, sulla bocciatura del bilancio d’esercizio ASL 2024.
“Addirittura – aggiungono Albano ed Avellani -, non ci sarebbero garanzie sulla continuità aziendale, definita dal collegio “un presupposto cardine per la predisposizione del bilancio”.
Giusto domani, sabato 31 maggio, scade l’incarico – già prorogato – del manager della ASL 1 Ferdinando Romano: la destra al governo della Regione, che ha sfasciato la sanità generando un debito che, per le quattro ASL, sfiora i 200 milioni di euro e costretta, per questo, ad aumentare le tasse alle cittadine e ai cittadini a fronte di servizi sempre più scadenti, parrebbe orientata ad una conferma.”
“Ebbene – attaccano Albano e Avellani, a fronte di questa ultima – pesantissima – stroncatura non capiamo davvero su che presupposti Romano, e i vertici della ASL provinciale, meritino una conferma: se avessero un minimo di dignità, dovrebbero chiedere scusa e andare subito a casa. Se non saranno loro a farlo, ci auguriamo davvero che Marsilio e Verì riconoscano i disastri che hanno combinato in questi anni con le loro nomine sciagurate, tutte dettate da interessi partitici romani, e procedano con la nomina di un’altra governance.”
“Abbiamo bisogno di un manager fuori da logiche politiche, di una figura con riconosciute competenze, autorevole e credibile, che abbia sensibilità istituzionale, capacità relazionali e che esprima un chiaro, e inequivocabile, impegno verso la sanità pubblica. Non c’è più tempo da perdere.” – concludono.










