L’AQUILA – di Fulgo Graziosi – Nel periodo in cui iniziai la collaborazione con “Il Tempo”, ero giovanissimo, mi venne assegnato il compito di frequentare le Cancellerie della Pretura, del Tribunale, gli Uffici della Questura, dei Carabinieri e le Segreterie dei Partiti. Lo scopo era quello di ricercare per primi le notizie per non farsi dare “buco” dai concorrenti.
Frequentare questi posti mi piaceva perché avevo la possibilità di incontrare professionisti, dai quali poter attingere notizie di prima mano. Si stabilirono contatti umani con molte persone. Ogni tanto, torno in Tribunale per assistere a qualche interessante dibattito. È una palestra culturale di tutto riguardo. Non si finisce mai di imparare qualcosa di nuovo.
Gli episodi più belli si verificarono nell’allora Pretura, cause meno importanti, ma fino a un certo punto. Vi furono dei Pretori, intraprendenti, che non esitarono a definire alcune leggi incostituzionali, chiedendone l’annullamento. Oggi l’assetto della Giustizia è cambiato dopo le ultime riforme, ma la sostanza è restata identica.
A tal proposito, racconto un recente caso giudiziario, molto interessante, del quale sono venuto a conoscenza tramite due amici che lavoravano in Tribunale fin dai tempi in cui frequentavo i loro Uffici. Un caso di particolare importanza.
Si tratta della vicenda di un cittadino aquilano, difeso dall’Avvocatessa Patrizia Vittorini, finito con due sentenze che hanno accolto definitivamente le sue tesi. Ho avuto, però, bisogno di conoscere l’origine del contendere. Ho così contattato l’Avv.ssa Vittorini che, in due minuti, ha spiegato che un cittadino aquilano, destinatario di un contributo di sostituzione edilizia concesso con i benefici del fondo per la ricostruzione, aveva subito la condanna anche alla revoca del contributo erogato. La materia del contendere, quindi, poteva ritenersi debitamente chiusa. Questo è stato l’unanime giudizio dei presenti.
Invece, ha spiegato la Vittorini, l’Amministrazione Comunale, verso la fine dell’anno 2019, ha dato inizio ad una nuova azione giudiziaria per “l’annullamento e revoca del contributo concesso”, chiedendo la restituzione della somma percepita.
Naturalmente, ha spiegato l’Avv. Vittorini, la storia non finisce con questa azione perché, nel 2023, l’Amministrazione Comunale, forse ad integrazione della richiesta promossa nel 2019, senza attendere il pronunciamento del Tribunale, ha promosso una ulteriore azione giudiziaria chiedendo, con un certo accanimento e per l’ennesima volta l’immediata restituzione del finanziamento, ai sensi e per gli effetti dell’ex R.D. 639/1910. Una voce unica si è sollevata dai presenti: “da tutto ciò si evince che si sia verificato un evidente comportamento vessatorio dell’Amministrazione Comunale”.
Il Tribunale dell’Aquila, con molta chiarezza, ha posto fine all’odissea vissuta dal cittadino aquilano, accogliendo pienamente le tesi difensive dell’Avvocatessa Patrizia Vittorini, dichiarando insussistenti le richieste, condannando, inoltre, il Comune al pagamento delle spese processuali.
Sulla scorta di queste due esemplari sentenze giudiziarie, forse, l’Amministrazione Comunale assumerà un diverso comportamento nella istruttoria delle pratiche legali. Anche i cittadini, che dovessero trovarsi in queste situazioni, farebbero bene a prestare maggiore attenzione alle eventuali ingiunzioni di pagamento.










