L’AQUILA – di Massimo Alesii – Missionario di Pace, Il Leone di Collemaggio, sono i titoli forti che il quotidiano abruzzese IL CENTRO ha voluto dedicare alla elezione al soglio pontificio di Papa Leone XIV.
Inizia così, dalle mie parti, sulla stampa regionale il nuovo Pontificato, un segno di condivisione, affetto e una evidente sottolineatura nella ricerca della continuità con il percorso tracciato da Papa Francesco.
Certo, se i segni sono stati nella storia compagni di viaggio del Verbo della Chiesa, a noi Aquilani ne sono arrivati diversi per questo Conclave e per la Elezione di Papa Robert e nell’anno della Speranza prendono senso anche nel vociare della rete che racconta, scompone, riscrive, commenta raccogliendo infiniti punti di vista individuali.
Qui da noi i simboli e in particolare quelli che richiamano alla nostra “modesta storia” di un antico Papa Celestino hanno un valore comunitario, ci fanno sentire ancorati a qualcosa che non è retaggio ma grande Storia dell’Umanità. E quei simboli a San Pietro e nella Sistina sono incredibilmente arrivati, segni di Pace e Umanità di una Chiesa che ha in corso una svolta che forse in quelle radici di un pensiero eremitico ma globale datato 1294 qui ha incontrato una antica ricetta di Comunità. Lo scopriremo nei passi di Papa Robert, nelle sue parole che lunedì prossimo dedicherà a noi Giornalisti e Comunicatori, affinché tramite i media passi di nuovo la corretta lettura del messaggio. Si fece Festa quella Perdonanza Celestiniana che in un solare giorno di Agosto del 1294 portò il mondo di allora a conoscere queste montagne e a un popolo di pastori di montagna fu probabilmente confermato quel motto popolare “Ognuno all’arte se. Le pecore a Ju lupe” a intendere che la Comunità come unione di competenze, passioni, individualità collaborative, intelligenze, diventa il gregge compatto che tiene a bada i lupi sempre pronti all’attacco in branco.
Si fece Festa e quella data rimase nella storia di una Comunità come il suggello di un dono che un Papa Eremita sceso da una Montagna, decise fosse riconciliazione e Perdono Universale. Nella notte del Medioevo qui, in Abruzzo, all’Aquila, si fece giorno per l’umanità che scoprì la Pace come regola possibile e divenne il tratto distintivo di una nuova Città che ha saputo sfidare le avversità della Storia e della Natura. Può sembrare retorica e forse lo è, ma a fin di bene, in questo mondo travolto dagli istinti, dalle percezioni, dalla carenza di riflessione, ascolto, raziocinio.
Nell’anno del Giubileo che Bonifacio trasse dalla luminosa visione di Celestino, stiamo assistendo ancora una volta al manifestarsi di una storia meravigliosa, che nell’assoluto contemporaneo dimostra radici antiche.
E’ anche questo un segno… chissà… speriamo e Buon Cammino!










