L’AQUILA – “Il Tribunale per i diritti del Malato, rete di Cittadinanzattiva insieme al referente dell’UNASAM Abruzzo e l’Associzione 180 Amici L’Aquila in data odierna hanno inviato una richiesta urgente di intervento al Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Abruzzo, Avv. Monia Scalera, in quanto dagli organi di stampa si apprende di una situazione che sta generando vicende caratterizzate da aggressioni a scapito del personale sanitario del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura del nosocomio aquilano.
Leggiamo – riposta una nota – che nel reparto ospedaliero è ricoverato un uomo agli arresti domiciliari dal Novembre 2024 per decisione del giudice e che questi avrebbe dovuto essere trasferito in REMS.
Non siamo a conoscenza di atti e/o fatti che hanno determinato tale situazione, ma di certo siamo fortemente perplessi e preoccupati per la salute di questo uomo.
Il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura è reparto deputato a trattamenti psichiatrici specifici e urgenti con l’obiettivo di stabilizzare clinicamente l’utente in seguito a un severo scompenso psicologico e mediamente dura una decina di giorni in caso di Trattamento Sanitario Obbligatorio dopo i primi 7 giorni può essere rinnovabile più volte su proposta dei sanitari.
Il progetto obiettivo per la Tutela della salute mentale prevede una organizzazione complessa dei Dipartimenti di Salute Mentale e gli SPDC sono solo una parte di essi e l’obiettivo è la deistituzionalizzazione e formulazione di piani terapeutici-riabilitativi personalizzati che vede la compartecipazione di più soggetti.
La condizione di salute mentale di una persona detenuta in un ambiente ospedaliero chiuso per oltre sei mesi è certamente messa a serio e severo pericolo se poi è anche un soggetto con vulnerabilità psichiatrica, l’epilogo non può che essere severo.
Abbiamo chiesto quindi un intervento immediato al Garante per verificare la situazione di detenzione e intervenire perché tale condizione possa evolvere in modo da garantire il rispetto della dignità della persona.
Inoltre c’è da sottolineare che in una situazione di questo tipo non solo non è certo che venga garantito il diritto alla cura, ma si starebbe sottoponendo i sanitari che operano nel reparto ad una situazione di forte disagio, togliendo un posto letto prezioso al territorio”.
“Cogliamo l’occasione – terminano il Tribunale per i diritti del Malato, il referente dell’UNASAM Abruzzo e l’Associzione 180 Amici L’Aquila – per esprimere la nostra vicinanza al personale sanitario coinvolto nella vicenda dello scorso 8 Marzo e a tutti coloro che operano con diligenza e professionalità per il benessere di tutti gli utenti!”.










