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Femminicidio; nuove aggravanti e rete case rifugio, ecco le norme.

Pubblicato da Redazione
venerdì, 11 Ottobre 2013 - 14:42
in Cronaca
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ROMA: –  Nuove aggravanti e nuove misure a tutela delle vittime di maltrattamenti e violenza domestica. Il ddl sul femminicidio, che oggi e’ diventato legge con il voto del Senato, non punta solo sulla repressione, ma prevede anche risorse per finanziare un piano d’azione antiviolenza, una rete di case-rifugio e l’estensione del gratuito patrocinio. Il permesso di soggiorno potra’ essere poi rilasciato anche alle donne straniere che subiscono violenza.
Queste le norme del dl relative alla parte riguardante la tutela delle donne.
Questi i punti principali del testo, nella parte relativa alla tutela delle donne.
– Relazione affettiva. E’ il nuovo parametro su cui tarare aggravanti e misure di prevenzione. Rilevante sotto il profilo penale e’ da ora in poi la relazione tra due persone a prescindere da convivenza o vincolo matrimoniale (attuale o pregresso).
– Nuove aggravanti. Il codice si arricchisce di una nuova aggravante comune applicabile al maltrattamento in famiglia e a tutti i reati di violenza fisica commessi in danno o in presenza di minorenni o in danno di donne incinte.
Quanto all’aggravante allo stalking commesso dal coniuge, viene meno la condizione che vi sia separazione legale o divorzio. Aggravanti specifiche, inoltre, sono previste nel caso di violenza sessuale contro donne in gravidanza o commessa dal coniuge (anche separato o divorziato) o da chi sia o sia stato legato da relazione affettiva.
– Querela a ‘doppio binario’. Il dilemma revocabilita’/irrevocabilita’ della querela nel reato di stalking e’ sciolto fissando una soglia di rischio: se si e’ in presenza di gravi minacce ripetute, ad esempio con armi, la querela diventa irrevocabile. Resta revocabile invece negli altri casi, ma la remissione puo’ essere fatta solo in sede processuale davanti all’autorita’ giudiziaria, e cio’ al fine di garantire (non certo di comprimere) la libera determinazione e consapevolezza della vittima.
– Ammonimento. Il questore in presenza di percosse o lesioni (considerati ‘reati sentinella’) puo’ ammonire il responsabile aggiungendo anche la sospensione della patente da parte del prefetto. Si estende cioe’ alla violenza domestica una misura preventiva gia’ prevista per lo stalking.
Non sono ammesse segnalazioni anonime, ma e’ garantita la segretezza delle generalita’ del segnalante. L’ammonito deve essere informato dal questore sui centri di recupero e servizi sociali disponibili sul territorio.
– Arresto obbligatorio. In caso di flagranza, l’arresto sara’ obbligatorio anche nei reati di maltrattamenti in famiglia e stalking.
– Allontanamento urgente da casa. Al di fuori dell’arresto obbligatorio, la polizia giudiziaria se autorizzata dal pm e se ricorre la flagranza di gravi reati (tra cui lesioni gravi, minaccia aggravata e violenze) puo’ applicare la misura dell’ allontanamento con urgenza dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.
– Braccialetto elettronico e intercettazioni. Chi e’ allontanato dalla casa familiare potra’ essere controllato attraverso il braccialetto elettronico o altri strumenti elettronici. Nel caso di atti persecutori, inoltre, sara’ possibile ricorrere alle intercettazioni telefoniche.
– Obblighi di informazione. A tutela della persona offesa scatta in sede processuale una serie di obblighi di comunicazione in linea con la direttiva europea sulla protezione delle vittime di reato. La persona offesa, ad esempio, dovra’ essere informata della facolta’ di nomina di un difensore e di tutto cio’ che attiene alla applicazione o modifica di misure cautelari o coercitive nei confronti dell’imputato in reati di violenza alla persona.
– Immigrate. In analogia a quanto gia’ accade in attuazione di direttive europee per le vittime di tratta, il permesso di soggiorno potra’ essere rilasciato anche alle donne straniere che subiscono violenza, lesioni, percosse, maltrattamenti in ambito domestico. Sara’ sempre pero’ necessario un parere dell’autorita’ giudiziaria. I maltrattanti (anche in caso di condanna non definitiva) potranno essere espulsi.
– Gratuito patrocinio. A prescindere dal reddito, le vittime di stalking, maltrattamenti in famiglia e mutilazioni genitali femminili potranno essere ammesse al gratuito patrocinio.
– Processi piu’ rapidi. Nella trattazione dei processi priorita’ assoluta ai reati di maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale, atti sessuali con minori, corruzione di minori e violenza sessuale di gruppo. Si accelerano anche le indagini preliminari, che non potranno mai superare la durata di un anno per i reati di stalking e maltrattamenti in famiglia.
– Piano antiviolenza. Sul tavolo 10 milioni di euro per azioni di prevenzione, educazione e formazione. Il Piano, elaborato dal ministro per le Pari opportunita’, dovra’ tra l’altro promuovere il recupero dei maltrattanti e sensibilizzare i media ad adottare codici di autoregolamentazione per una informazione che rispetti le donne. Ogni anno sara’ presentata una relazione in Parlamento.
– Case-rifugio. Finanziamenti in arrivo anche per i centri antiviolenza e le case-rifugio. Nel 2013 10 milioni di euro, 7 nel 2014 e altri 10 all’anno a partire dal 2015.
La legge prevede anche nuove disposizioni che intervengono sui reati di rapina e furto. Sul primo, in particolare, sono previste due nuove aggravanti speciali nei casi di cosiddetta “minorata difesa”, quando cioe’ la rapina e’ in danno di ultrasessantacinquenni o “in luogo tale da ostacolare la difesa”. Pena aggravata (da uno a sei anni) per chi ruba rame o materiale “da impianti e infrastrutture destinate all’erogazione di servizi pubblici”.
Pene piu’ severe (da due a sei anni) anche nel caso di frode informatica attraverso il furto o l’indebito utilizzo dell’identita’ digitale.

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