L’AQUILA – di Nando Giammarini – Con l’Epifania si chiude ufficialmente il lungo ed affascinante periodo delle festività natalizie, un periodo ricco di tradizioni, magia, colori e momenti di condivisione.
Quest’anno, grazie al ponte dell’Epifania che ha abbracciato l’inizio di questa settimana, tanta gente ha avuto l’opportunità di godersi ancora un ultimo assaggio di festa fino a lunedì 6 gennaio compreso. Ma da ieri, 7 gennaio, tutto si è avviato gradualmente alla normalità: le scuole hanno riaperto, gli uffici hanno ripreso a pieno ritmo, non esistono più motivi per rimandare gli impegni quotidiani. La routine, ripartita alla grande, attende tutti.
Il Natale, nell’immaginario collettivo, è da sempre sinonimo di gioia, relax, divertimento e fascino. In esso è insita un’atmosfera unica, fatta di luci, regali e momenti in famiglia, con città illuminate a giorno da luci intermittenti ed alberi addobbati che sembrano protesi all’infinito. Insomma parliamo di un momento di pace e serenità interiore con le famiglie riunite per il cenone della vigilia. Il Capodanno segna un momento di festa intergenerazionale, tra brindisi, fuochi pirotecnici e buoni propositi.
Tuttavia non per tutti le festività sono un momento di serenità. Molte persone le affrontano con difficoltà e sofferenza, a causa di malattie, lutti o problemi economici di varia natura. Ed il mio pensiero vola alle tante famiglie, con bambini piccoli, che, hanno perso il lavoro e non sanno come sbarcare il lunario. Questo aspetto, spesso poco visibile, ci invita a riflettere sull’importanza della solidarietà e del sostegno reciproco anche nei momenti più gioiosi dell’anno. Tutti, ed io la mia modesta parte l’ho sempre fatta, dovrebbero impegnarsi per dare sostegno e conforto a coloro che non hanno nulla ed ai quali si nega, talvolta, anche la tranquillità del nulla avere.
Occorre creare una rete d’ inclusione sociale e solidarietà volta a sostenere chi vive in ingiuste situazioni di difficoltà. In questo, e lo dico con un pizzico d’orgoglio e con cognizione di causa, la nostra Associazione Rinnovamento APS di Cabbia di Montereale è maestra. Nel periodo festoso abbiamo realizzate in collaborazione con altri ragazzi, cui va il nostro sentito ringraziamento, iniziative che hanno visto brillare gli occhi dei bambini di diverse etnie con la consegna di giocattoli. Le festività natalizie sono anche il periodo dei cenoni, dei dolci e delle tavolate imbandite. Quest’anno, come riportano i dati del settore commerciale, il budget di spesa per pranzi e cene è aumentato, tangibile segno di una rinnovata voglia di tornare a festeggiare dopo anni difficili della pandemia da Covid-19.
Trascorsi i giorni delle feste giorni di eccessi anche gastronomici, ora bisogna pensare all’alimentazione che deve rientrare nella norma. Con l’inizio del nuovo anno, un po’ di esercizio fisico è un ottimo modo per smaltire le “troppe” calorie accumulate e ritrovare energia. Senza grandi cambiamenti, senza stravolgere la propria routine, ma anche una salutare passeggiata quotidiana possono fare la differenza. A Cabbia dopo il grande brindisi di fine anno, fatto soprattutto da comitive di giovani, segno di vitalità e speranza nel futuro, nei giorni successivi sono ripartiti tutti, tutti hanno ripreso il oro lavoro nelle loro città dove risiedono. I pochi “fedelissimi” rimasti hanno provveduto a ripristinare il decoro e la pulizia della piazza dove il fuoco del Bambino, nel pieno rispetto di un’antica tradizione ormai consolidata, è rimasto acceso ininterrottamente dal 24 dicembre al 2 gennaio. Il ritorno alla normalità dopo le festività non deve essere vissuto come una fine, ma come un nuovo inizio. Pensando alla prossima festa di S. Antonio che vedrà tanta gente tornare al nostro amato paesello.










