L’AQUILA – “Saremo la prima città del centro-sud Italia a dotarci di radiofari per migliorare la mobilità dei ragazzi non vedenti nelle scuole”.
A darne notizia è il consigliere comunale Leonardo Scimia, capogruppo di Fratelli d’Italia al Comune dell’Aquila.
“Sono orgoglioso dell’impegno che stiamo portando avanti per rendere il nostro territorio più accessibile e inclusivo. In linea con il programma di mandato, stiamo affrontando con determinazione una sfida cruciale: costruire una città che non lasci indietro nessuno”.
Nel corso della seduta di approvazione del Bilancio, Scimia ha proposto un emendamento migliorativo e integrativo al Documento Unico di Programmazione (DUP) per il triennio 2025-2027 che prevede l’inserimento di radiofari all’interno delle scuole comunali.
“L’abbattimento delle barriere architettoniche non può e non deve limitarsi alla sola ricostruzione fisica degli edifici, ma deve includere tutte quelle soluzioni tecnologiche che possono realmente migliorare la qualità della vita di chi vive quotidianamente la scuola – prosegue Scimia – Dotare i nostri istituti di radiofari significa fare un passo concreto verso una nuova concezione di scuola in cui ogni persona possa sentirsi accolta e valorizzata. Questi strumenti serviranno a dare un supporto all’orientamento e alla mobilità attraverso segnali acustici e vocali per individuare la posizione di un punto specifico, offrendo così una notevole semplificazione a persone non vedenti e ipovedenti”.
“La scuola è il luogo dove crescono le nuove generazioni ed è nostro dovere assicurarci che sia sicura, funzionale e accessibile per tutti. Questo emendamento, che ho fortemente voluto, non è solo un atto politico, ma un gesto concreto per garantire a chi ha disabilità visive la possibilità di vivere la scuola come uno spazio realmente inclusivo, al pari di tutti gli altri.
L’impegno che mi ripropongo nel 2025 è di estendere questi strumenti a quanti più edifici pubblici.
Ringrazio il lavoro del sindaco Biondi, della giunta e dei colleghi consiglieri: solo con il contributo di tutti possiamo fare davvero la differenza, rendendo la nostra città un modello di inclusione e accoglienza”.










