
ROMA: – I tecnici del Servizio Bilancio di Camera e Senato esprimono dubbi sulle stime del gettito derivante dalle rimodulazioni delle aliquote Iva a partire dal 2017 derivanti dalla sterilizzazione delle clausole di salvaguardia nel 2016: le previsioni contenute nella relazione tecnica della legge di stabilita’ sarebbero dunque sovrastimate. Gli esperti delle Camere osservano che “l’impatto finanziario delle rimodulazioni delle aliquote Iva prefigurate dalle disposizioni in esame si basa sulle stime operate nelle relazione tecnica associate ai provvedimenti originari. Si assume quindi che l’incremento di un punto percentuale dell’aliquota Iva ordinaria sia pari a 4,088 miliardi di euro e che tale dato sia costante nel tempo”. Secondo i tecnici, “analoghe considerazioni possono valere per la stima dell’incremento dell’aliquota Iva ridotta, in relazione alla quale dalla relazione tecnica si desume che un punto percentuale e’ valutato pari a 2,319 miliardi di euro. Da riscontri effettuati sulle banche dati disponibili – osservano – e’ risultato che nel corso del 2014, nel quale ha operato per l’intero anno l’incremento di un punto percentuale dell’Iva ordinaria – si e’ registrato un aumento del gettito dell’imposta di 2,189 miliardi di euro (+1,9%), che il Mef riferisce espressamente sia al predetto incremento dell’aliquota sia agli effetti del pagamento dei debiti della Pa. Anche se per la individuazione delle maggiori entrate imputabili all’aumento di un punto percentuale, occorre tener conto degli effetti sull’ultimo trimestre 2013, l’aumento Iva registrata nel 2014 si discosta in modo significativo dalla stima di un punto percentuale di Iva indicata dal governo (+ 4,088 miliardi di euro)”.
La quantificazione, proseguono i tecnici di Camera e Senato, “nella parte in cui assume il dato come costante nel tempo, non parrebbe tener conto dell’impatto che la significativa variazione delle aliquote Iva a regime (l’aliquota Iva ordinaria passa dal 22 al 25% e quella ridotta dal 10% al 13%) potrebbe determinare sulla domanda di acquisto dei beni per i quali l’imposta trova applicazione, e conseguentemente sul gettito atteso”. Infine i tecnici ricordando che, “secondo elaborazioni Istat, la manovra riguardera’ prezzi di beni e servizi relativi a quasi l’80% della spesa per consumi (i beni e servizi ad aliquota ordinaria pesano per il 51% sul paniere dei prezzi al consumo mentre quelli ad aliquota ridotta al 10% circa il 29%)”.










