L’AQUILA – di Nando Giammarini – La violenza contro le donne e le ragazze, che auguriamoci scompaia dalla faccia della terra, è attualmente una delle più diffuse, persistenti e devastanti, violazioni dei diritti umani al mondo.
Questa vergogna del globo terrestre rimane poi largamente impunita, a causa dell’omertà, la connivenza, lo stigma a cui in molte comunità viene associate. Essa fu istituita nel lontano 1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, per sensibilizzare tante coscienze, nel tentativo di porre fine oltre ad una violenza fisica e psicologica vera e propria, ad una dipendenza avvilente e distruttiva di tante donne, talvolta con bambini piccoli, che una volta cadute nel baratro, anche se riescono a salvarsi non saranno più le stesse. Una vera e propria emergenza sociale, una piaga. Una ricorrenza importante per quel che concerne l’affermazione dei diritti delle donne ed il rispetto che meritano in quanto esseri umani. In Italia e in tutto il mondo sono organizzati incontri, dibattiti e tutto quanto può servire per mantenere acceso il faro contro quella realtà, avvilente e distruttiva, che è ormai diventato una vero affronto contro l’universo femminile. Non è più possibile ne tollerabile, nei primi ventiquattro anni del terzo millennio, che vengano bistrattate, offese, violentate, uccise da uomini vili e senza cuore che dicono di amarle; in realtà si erigono a padroni esclusivi delle loro vite. Una vera e propria emergenza nazionale. Nella maggior parte dei casi queste efferate violenze vengono perpretate tra le mura domestiche, in famiglia. Nel luogo che dovrebbe rappresentare la certezza degli affetti, del rispetto, della sicurezza.
Anche quest’anno, 25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza di genere, è necessario scendere in piazza, manifestare e partecipare, in quanto sono 99 nel nostro paese le donne vittime di femminicidio solo nel 2024. I dati sono inconfutabli, in Italia il 31,7% delle donne dichiara di aver subito violenze di genere quasi una su tre. Tante le manifestazioni nel Paese e nel mondo.
Nel Nostro Abruzzo domani 26 novembre si terrà un incontro all’Aquila, a Palazzo Margherita, dalle 10.30. alle 12.30, che interessa gli studenti e la cittadinanza tutta con la partecipazione di importanti figure istituzionali e e professionisti che dialogheranno sul tema della violenza sulle donne. Si tratta di straordinaria opportunità per riflettere sulla delicata ed attuale problematica volta a sensibilizzare l’intera comunità cittadina.
In alto Aterno a Pizzoli si terranno una serie di iniziative: messaggi, simboli, incontri e arte per dire basta alla violenza sulle donne. Inoltre oggi 25 novembre l’Amministrazione comunale di Pizzoli illuminerà di rosso la facciata della sede comunale come segno di solidarietà nei confronti di tutte le donne vittime di violenza. Gli eventi promossi dal Comune sono organizzati in collaborazione con la Questura dell’Aquila, la Parrocchia di Santo Stefano e l’Istituto comprensivo Don Lorenzo Milani.
Dedico questo articolo alla memoria di Giulia Cecchettin – e di tutte le donne uccise dai loro uomini che dicevano di amarle – la giovane uccisa barbaramente dal suo fidanzato poi arrestato in Germania. In conclusione invito tutte le donne vittime di violenza a contattare, senza esitazione alcuna, il numero antiviolenza 1522 per chiedere aiuto in caso di difficoltà e far capire a tutti che il possesso, causa numero uno di tante storie di femminicidio, non è amore.










