ROMA – di Nando Giammarini – Ancora una volta la splendida e prestigiosa sala del Carroccio , in Campidoglio, è stata teatro di uno spettacolare evento culturale. La presentazione del Libro “Roma città aperta” di Caterina Capalbo.
Il film di Rossellini riporta alla memoria uno dei periodi più bui che la storia della capitale d’Italia ricorda: l’occupazione nazista. Una speciale serata di letteratura, cultura cinema con tante storie riflessioni racconti anche dal nipote di Rossellini, Alessandro. La presentazione in una sala di tale prestigio istituzionale e’ stata possibile grazie all’impegno e alla determinazione di Dario Nanni consigliere comunale di lungo corso. Da ben quattro legislature. Egli è il presidente della Commissione Giubileo 2025. Ad onor del vero dobbiamo registrare un impegno straordinario del consigliere abruzzese di origine marsicane, che tanto si sta adoperando per costruire un asse con L’Aquila in vista degli oltre 30 milioni di pellegrini che arriveranno e che Nanni ne vuole istradare una parte su L’Aquila per fargli conoscere ed apprezzare le nostre bellezze storiche, artistiche e di fede. In questo contesto identifichiamo in Dario un amico, oserei dire un fratello, che ha rappresentato in qualità di delegato del Sindaco di Roma Capitale, la città eterna alla 730ma Perdonanza celestiniana riconosciuta dall’Unesco nel 2019 Patrimonio Innaturale Culturale dell’Umanità. Tutti gli riconosciamo un impegno straordinario a 360° per tutelare e difendere la nostra amata terra abruzzese.
La cerimonia di presentazione si è svolta regolarmente, iniziando puntualmente alle 18.00 ed ha visto la partecipazione, di Francesca Gianna nella sua veste di giornalista e bravissima moderatrice, di Dario Nanni, consigliere comunale e presidente della commissione Giubileo 2025, che ha dichiarato: “questo è un evento volto a comprendere meglio il contesto storico in cui è nato il film che ha fatto la storia del cinema italiano e internazionale riportando luce dove stava facendo buio e facendo luce su alcuni aspetti poco conosciuti di questo meraviglioso capolavoro. Uno per tutti il riferimento ai circa 500 giovani sulle montagne di Tagliacozzo che rimanda al periodo che lo stesso regista ha trascorso nella Marsica. Sono gli anni in cui Roberto Rossellini, dopo il bombardamento del quartiere romano di San Lorenzo del 1943 matura una nuova visione politica attraverso il contatto con la rete di partigiani che protegge e aiuta i soldati alleati in fuga dal campo di prigionia di Sulmona, e l’incontro con Luchino Visconti”.
Di estrema chiarezza l’intervento dell’ autrice, Caterina Capalbo, scrittrice e storica dell’arte che nella sua esposizione, aiutata dalle immagini proiettate, ha mostrato con l’ausilio delle foto, una realtà di guerra che anela alla pace. Le immagini del bombardamento di S. Lorenzo, anche della basilica poi ricostruita dagli americani, hanno davvero mostrato la faccia peggiore della pazzia della mente umana. Lei ha anche raccontato del sacerdote, don Pietro Morosini fucilato dai nazisti a Forte Bravetta. E’ stata poi la volta di Alessandro Rossellini nipote del famoso regista che ha detto che il messaggio è di stretta attualità in questo periodo storico ed ha preso in esame alcune altre situazioni d’interesse generale ed il messaggio di pace e di libertà nel mondo. Ha concluso la bella cerimonia l’intervento del Sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio affascinato dalla bellezza della presentazione e della sala del Carroccio.










