L’AQUILA – di Nando Giammarini – Bullismo: una pratica aberrante e distruttiva che deve essere sconfitta, con decisione e coraggio, dalla società e dalla Comunità scolastica: senza esitazione alcuna.
Non esistono, ne esisteranno mai, delle parole atte a rimarginare il grande dolore dei genitori, dei parenti tutti e della alla Comunità di Senigallia dove un ragazzo di soli 15 anni, poco più che un ragazzino, Leonardo C. studente in un istituto locale, si è suicidato con la pistola del padre vigile urbano.
Il sindaco della cittadina marchigiana, Massimo Olivetti, ha parlato “di una tragedia per l’intera Comunità, una triste vicenda che ci lascia sgomenti”.
Alla base del doloroso gesto sembra ci sia l’ombra del bullismo – tanto che la procura di Ancona sta procedendo per istigazione al suicidio. Ma le ipotesi sono ancora tutte da verificare. Ho sempre raccontato episodi di bullismo come una pratica deleteria che più volte ho descritto come un’azione ingiusta, arrogante e distruttiva, una forma di prevaricazione e di violenza psicofisica nei confronti dei ragazzi più sensibili. Quindi più fragili e vulnerabili che a volte, come in questo caso, porta a delle estreme conseguenze.
Sono delle ferite profonde inferte nella mente e nell’animo che in una situazione adolescenziale, come in questo caso, hanno avuto un effetto dirompente ed irrimediabile. Non riesco proprio a comprendere come in una realtà educante e di cultura come la scuole possano verificarsi simili episodi.
Un’adolescente che ci lascia per sempre in seguito a morte violenta riconducibile al maledetto bullismo è una sconfitta per l’intera umanità e dovrà pesare, in eterno, nella coscienza di coloro che lo hanno vessato, umiliato, deriso fino a fargli perdere il lume della ragione.
Il corpo di quel mite fanciullo di appena 15 anni è stato ritrovato nella tarda mattinata del 14 ottobre, nel campagne di Montignano in tenimento del comune di Senigallia in provincia di Ancona.
E’ convinzione comune – ma le indagini sono avvolte dal più stretto riserbo quindi è d’obbligo aspettarne l’esito, anche in funzione della denuncia della madre che sembra abbia esposto querela alla locale stazione dei Carabinieri – che si sia trattato di uno sciagurato episodio di bullismo.
Secondo alcune fonti di stampa pare che lei abbia anche detto: ”Leonardo intendeva cambiare scuola, già dopo poche settimane essere arrivato all’alberghiero da un altro istituto”.
Nella denuncia ai carabinieri ci sono già i nomi di due ragazzi e la descrizione di un terzo. “Con tutti quelli insulti me lo hanno distrutto”. Se ne parli, perché non capiti ad altri, sono invece le poche parole che il padre ha affidato alla legale di fiducia Pia Perricci.
Alcuni studenti sono già stati interrogati dai carabinieri; qualcuno di loro avrebbe confermato il bullismo subìto dal 15enne di Montignano. La procura di Ancona, competente per territorio, che indaga per istigazione al suicidio, cerca risposte anche dallo smartphone e dagli altri dispositivi informatici del ragazzo. Verranno passati al setaccio i messaggi e le conversazioni social per capire se e come stanno realmente le cose.
Il dirigente scolastico dell’Istituto ha detto di non aver avuto mai notizia di episodi di bullismo ed il ministro Valditara, che ha inviato gli ispettori ministeriali nella scuola ha affermato: ”Se i racconti della mamma dovessero essere confermati ci troveremmo di fronte ad una situazione gravissima e inaccettabile”.
L’ angoscia e la tristezza della scuola è stata espressa da una docente, che ha preferito rimane anonima, con queste parole: ”Abbiamo fallito tutti, spero che questa morte non non sia vana e spinga i ragazzi in difficoltà ad aprirsi a noi”.
Io ribadisco, a chiare note, la mia totale e ferma contrarietà a qualsiasi gesto di prevaricazione contro chiunque e sono fermamente convinto che il bullismo si sconfigge con un impegno comune della scuola dal dirigente all’ultimo collaboratore scolastico facendo ricorso anche alle forze dell’ordine se necessario. Alla famiglia del povero ragazzo suicida la mia vicinanza, da uomo, da padre, ancor prima che da giornalista.










