L’AQUILA – “Da mesi chiediamo che torni a riunirsi il tavolo di concertazione che, fino al 2019, con il centrosinistra al governo della Regione, veniva convocato regolarmente alla presenza di associazioni datoriali e di categoria, sindacati, sindaci del territorio, parlamentari e consiglieri regionali per misurare lo stato d’attuazione del programma ‘Restart’, il perno intorno a cui ruota il complesso degli interventi previsti a valere sul 4% dei fondi per la ricostruzione destinati allo sviluppo socioeconomico del cratere 2009.
Su questa misura pensata e ottenuta caparbiamente dal centrosinistra all’indomani del sisma, che può ancora rappresentare, nei prossimi anni, un’occasione irripetibile per rilanciare il territorio cogliendo le nuove sfide di questi tempi, in combinato con le risorse del Pnrr e col fondo complementare destinato alle aree sisma 2009 e 2016, il sindaco Biondi sta provando a far calare una cappa di silenzio.
Lo dimostra il nervosismo, eccessivo e fuori luogo, con cui il primo cittadino, nei giorni scorsi, ha risposto sprezzante – e inanellando una serie di imprecisioni sconcertanti – ad alcune associazioni di categoria che hanno osato avanzare delle proposte concrete per sbloccare le risorse che, oramai, sono ferme da anni.
È questa la verità: da anni, oramai, si attende che vengano assegnati circa 47 milioni di euro a valere sul programma ‘Restart 1’, il 4% dei fondi per la ricostruzione stanziati dall’allora governo Renzi con la legge di stabilità 2015, pari a 196 milioni, cui si aggiunsero i residui del Decreto-legge 43/2013 per 24 milioni circa. Non solo. Vanno ancora programmati gli interventi a valere sul programma ‘Restart 2’, il 4% dei fondi per la ricostruzione stanziati dal governo Conte con la legge di stabilità 2020: sono passati quasi quattro anni, ma non è ancora chiaro come si vogliano investire 110 milioni di euro che, sommati ai 47 ancora fermi, rappresenterebbero una leva di sviluppo formidabile per il cratere 2009″.
Così in una nota del Partito Democratico dell’Aquila.
“La risposta di Biondi alle associazioni di categoria, cui va il nostro pieno sostegno, è inaccettabile nel metodo e nel merito”, l’affondo del segretario del PD L’Aquila Nello Avellani; “nel metodo, perché il sindaco pro tempore deve smetterla di sentirsi il podestà della città, rivolgendosi con livore e toni violenti a chiunque provi a mettere in evidenza criticità proponendo soluzioni partecipate. Come si trattasse di una lesa maestà. Nel merito, perché le associazioni hanno pienamente ragione: i ritardi sono sotto gli occhi di tutti, ed è la legge, non il Pd, che impone un progetto strategico per la programmazione dei 110 milioni a valere sugli stanziamenti del governo Conte. Per definire un programma condiviso e partecipato, come fu all’epoca del primo programma ‘Restart’, Biondi e Marsilio debbono convocare il tavolo di concertazione. Non pensassero di fare da soli, in qualche stanza chiusa: il territorio, ed i sindaci del cratere in particolare, con i sindacati e le associazioni di categoria, debbono essere protagonisti di questa programmazione che, lo ribadiamo ancora, è una straordinaria occasione di sviluppo. L’ultima rimasta”.
“Ad aprile 2019 – ha messo in evidenza Stefano Albano, capogruppo del Pd in Consiglio comunale – le risorse disponibili sul programma ‘Restart 1’ risultavano, per la maggior parte, già assegnate. In poco più di 3 anni, il governo regionale di centrosinistra aveva approvato 25 interventi per una somma stimata di 230 milioni di euro. Da allora, il governo regionale di centrodestra ha approvato solo 6 interventi, per un totale di 40 milioni circa. I numeri parlano chiaro”.
Sono numeri messi, nero su bianco, dagli uffici comunali, a seguito di una interrogazione del maggio 2023 che portava la prima firma proprio di Albano: “In questo ultimo anno e mezzo, non si sono fatti passi avanti. Restano congelati 47 milioni di euro che avrebbero potuto rappresentare una boccata d’ossigeno per lo sviluppo socioeconomico del cratere, in particolare dopo la batosta del covid, e non sono stati ancora programmati i 110 milioni di euro a disposizione da più di 3 anni”.
A valle di quella interrogazione, era stato presentato un ordine del giorno che impegnava il sindaco a riunire il tavolo di concertazione: “richiesta bocciata dal centrodestra – ricorda Albano – per dire della volontà di condivisione manifestata da questa Giunta comunale”.
D’altra parte, gli interventi evocati da Biondi nella sua replica alle associazioni di categoria, facendo confusione, tra l’altro, tra fondi Restart e fondi del Pnrr, dimostrano la confusione del sindaco e della sua giunta: “sulla pista ciclabile dell’Aterno, l’inerzia dell’amministrazione comunale – soggetto attuatore – ha fatto sì che si perdessero gli 11 milioni, a valere sui fondi Fas, che erano stati aggiunti all’intervento programmato da Restart per completare l’opera; sul Collegio di merito, stendiamo un velo pietoso: ad oggi, non si è mosso un passo ma, intanto, le spese previste sono lievitate, in modo ingiustificato, per oltre 2 milioni di euro. E potremmo andare avanti. Oggi, Biondi dice che si sta procedendo con il finanziamento dei Pit, i piani integrati territoriali presentati dai comuni del cratere: ne siamo felici, visto che, fino a qualche tempo fa, il sindaco dell’Aquila pretendeva venissero garantite risorse per la sola progettazione. Prendiamo atto del cambio di rotta, e auspichiamo che si faccia in fretta, visto che, al momento, sono stati finanziati solo 3 progetti su 8”.
Serve una operazione “verità e rilancio” ha proseguito la consigliera comunale Stefania Pezzopane: “verità, perché Biondi continua a rivendicare il merito di risultati che sono stati raggiunti, però, grazie al lavoro della classe dirigente del centrosinistra all’indomani del sisma scaricando, invece, le responsabilità, tutte sue, per ciò che non è stato in grado di realizzare. Il meccanismo del 4% dei fondi per la ricostruzione da destinare allo sviluppo socioeconomico è stata una straordinaria intuizione del Pd, una misura fondamentale che non è stata più applicata in altri territori colpiti da sisma e che abbiamo pensato e conquistato con caparbietà e lungimiranza. Biondi dovrebbe ringraziare il Pd, e non scaricare sul centrosinistra la sua incapacità di dare seguito alle misure che ha ereditato. Verità dicevo, e rilancio: non ci fermeremo fino a quando non verrà riconvocato in forma stabile il tavolo di concertazione, affinché si possa disegnare, insieme, con il territorio e le sue articolazioni, un nuovo grande progetto che segni un cambio di passo più che mai necessario, se è vero che oggi, nonostante il flusso di denaro straordinario per il cratere 2009, i giovani scappano per cercare opportunità altrove, continuiamo a perdere posti di lavoro e l’economia è stagnante”.
In questo senso, il consigliere Stefano Palumbo ha chiesto che si possa fare finalmente chiarezza “sull’impatto che queste risorse hanno avuto sul territorio, in termini di posti di lavoro creati, di opportunità di sviluppo e di crescita socioeconomica del cratere. Parliamo, tra fondi Restar e fondi Pnrr e complementari, di quasi mezzo miliardo di euro: non si può pensare di usarli come bancomat elettorale, ma vanno analizzate le misure messe in campo, quelle che hanno funzionato e quelle che non hanno funzionato, per correggere il tiro e definire interventi che possano dare davvero le risposte attese dal territorio”.










