L’AQUILA – “La battaglia politica che abbiamo iniziato per dare voce alla cittadinanza e ai territori in merito alla realizzazione di un impianto di trattamento fanghi nella zona ovest della città è proseguita nella conferenza dei capigruppo di lunedì scorso, da noi richiesta per tutte le criticità riportate dai cittadini in particolare quelli delle frazioni di Sassa e Preturo: impossibile tacere davanti alle legittime preoccupazioni e ripercussioni che avrebbero le loro vite e i loro investimenti.”
Lo denunciano i Consiglieri comunali dell’Aquila Paolo Romano (L’Aquila Nuova) e Simona Giannangeli (L’Aquila Coraggiosa).
“Ricordiamo che si tratta di un progetto di un’impresa privata, sicuramente impattante, depositato in Regione Abruzzo a fine luglio e già comunicato a Comune e Provincia per i pareri di conseguenza – scrivono i consiglieri -. Il progetto prevede la nascita di un impianto di trattamento fanghi su un’area di 9.300 mq che cuberà fino a ventimila tonnellate annue di materiale; sarebbe il primo impianto del genere in Abruzzo che attrarrà fanghi anche dalle altre regioni del centro Italia, soprattutto dalla regione Lazio, una delle maggiori produttrici d’Italia.
La conferenza dei capigruppo ha ascoltato i primi attori istituzionali e il comitato sorto per la tutela della zona ovest e già programmato un ulteriore incontro, questa volta in commissione Territorio, con tutti gli altri attori che devono essere ancora sentiti: ARTA, ASL, Regione Abruzzo, GSA, Ersi, Soprintendenza e anche la società promotrice dell’impianto che avrà tutto il diritto di poter dire la sua in una sede istituzionale e non a mezzo stampa.”
“Nella conferenza dei capigruppo è stato già depositato un documento che ci vede come primi firmatari e che speriamo possa accogliere la condivisione e le firme di tutti gli altri consiglieri comunali: una mozione, al pari di quanto già stato approvato nel consiglio direttivo dell’Aduc di Preturo il 2 settembre scorso, che darà modo alla politica cittadina di prendere una posizione chiara, netta e concreta su una localizzazione che non si presterebbe affatto a questo tipo di impianto. Serve la responsabilità della politica che a ogni livello deve prendersi l’onere di spiegare al cittadino quale sarà il futuro di quell’area e della vita di chi la occupa” – aggiungono.
“La conferenza dei capigruppo, inoltre, porta a casa anche un altro importante risultato, quello di aver visionato il parere ben circostanziato del Settore ambiente del Comune che vuole il progetto valutato attraverso la commissione di valutazione Impatto Ambientale e non con una procedura semplificata – concludono Romano e Giannangeli.










