L’AQUILA – Come ogni anno ormai da 16 anni, ogni inizio di anno scolastico si ripropone il problema delle scuole sicure.
Il Comitato Scuole Sicure dell’Aquila e la Commissione oltre il MUSP che da anni si battono per una sistemazione definitiva e sicura delle scuole tornano a tuonare contro l’Amministrazione comunale.
“Negli ultimi interventi del sindaco sulla ricostruzione delle scuole a L’Aquila – si legge in una nota diffusa dai due comitati – sembra ripetersi un modello ormai consolidato: grandi annunci, ma poche risposte concrete. Invece di spiegare perché, dopo anni, non esista ancora un piano per chiudere i Moduli ad Uso Scolastico Provvisorio (MUSP), si preferisce parlare di nuovi fondi e inaugurazioni future.
Chi governa la città da otto anni dovrebbe chiarire, con trasparenza e responsabilità, lo stato effettivo della ricostruzione scolastica. L’analisi dei dossier sulle scuole evidenzia infatti continui rinvii delle date di completamento dei lavori. Prendiamo, ad esempio, i cantieri delle scuole di S. Barbara e S. Elia-Gignano, entrambe citate dal Sindaco come di prossima inaugurazione nel 2025: da piani ufficiali, i cantieri avrebbero dovuto essere terminati rispettivamente entro luglio e gennaio 2024. Eppure, a metà settembre, non sembrano ancora vicini al completamento. Nonostante ciò, il sindaco promette inaugurazioni delle due scuole nel 2025.”
“La scuola è speranza, è il luogo dove si coltivano i sogni“, ha scritto quest’anno il Sindaco agli studenti. “Anche noi vogliamo continuare a sperare, abbiamo il sogno che questo impegno venga mantenuto e saremo felici di festeggiare insieme quando, e se davvero, a settembre 2025 le scuole di S. Barbara e Gignano saranno aperte alle alunne e agli alunni per il nuovo anno scolastico.” – scrivono.
“Un’altra questione che il sindaco ha sollevato riguarda le scuole del centro storico, a suo parere impossibili da localizzare di nuovo nel centro storico. Tuttavia, da anni, diverse scuole private hanno riaperto in questa zona, mentre molte strutture scolastiche pubbliche rimangono abbandonate e danneggiate, come quelle su viale Duca degli Abruzzi. Se ci fosse veramente stata la volontà politica, un ciclo di scuola pubblica dell’infanzia e primaria avrebbe potuto essere già attivo da anni nel centro storico. Ma, evidentemente, le priorità sono state altre.” conclude la nota.










