L’AQUILA – di Paola Retta – Un sold out annunciato, quello per la serata conclusiva della Perdonanza, il 30 agosto al Teatro del Perdono, con lo sfondo della Basilica di Collemaggio. Seimila biglietti venduti in una manciata di ore. Puntualissimi entrano cantando “Amici per sempre”, brano che dà il titolo ad un loro album, ma anche a questo tour, che ha L’Aquila come tappa finale. C’è anche Riccardo Fogli, nella formazione, per questa canzone, ma, ci dice che tornerà più tardi.
“Abbiamo accettato di fare questo tour nei posti più belli d’Italia e quando ci hanno detto che l’ultima tappa sarebbe stata qui, abbiamo firmato subito. Dedichiamo questo concerto ai nostri poeti Valerio Negrini e Stefano D’Orazio, sempre con noi e partiamo, con i vostri seimila cuori che battono insieme ai nostri” Dodi Battaglia, Roby Facchinetti e Red Canzian proseguono l’uno le frasi dell’ altro prima di iniziare a cantare.
Ad accompagnarli, sul palco, l’orchestra del Conservatorio “A. Casella” diretta da Leonardo De Amicis.
Iniziano con “Dove comincia il sole” e “L’Aquila e il Falco” che racconta la storia di una relazione amorosa tra due figure potenti, simboleggiate dall’aquila e dal falco con un linguaggio metaforico e simbolico per trasmettere l’intensità e le sfide della loro relazione.
Poi con “La donna del mio amico” scritta da Stefano D’ Orazio, “L’altra donna” e “Stare senza te” inizia una tranche di testi dedicati agli amori difficili, se non impossibili, e travagliati.
Le loro voci che si inseguono, si lasciano, si riprendono, si accordano e coinvolgono il pubblico, sono la prova tangibile del loro affiatamento che dura, con alterne vicende e qualche cambio nella formazione, dal 1966. Voci ancora intense, potenti e fresche.
“Come sta andando il viaggio? – chiede Red Canzian – Questo concerto è un viaggio, ma anche la vita lo è ed è fondamentale avere persone meravigliose accanto con cui farlo. Ed io ne conosco una a cui voglio molto bene, non perché andando via dai Pooh ha lasciato il posto a me, ma perché è un’anima gentile “.
Questa è la premessa per presentare Riccardo Fogli, che torna sul palco per cantare “Fuori dal mio cuore” ,”Quando una lei va via” e “Storie di tutti i giorni “. Poi spande amore sul palco spendendo parole che grondano stima per gli altri componenti dei Pooh, unendo all’affetto la sua verve toscanaccia. Alla batteria, in sostituzione del compianto D’Orazio, ci presenta Phil Mer (all’anagrafe Philipp Mersa) che da Vipiteno, ha suonato sui palchi di tutta Europa, diventando uno dei batteristi italiani più quotati.
Molto bello e potente l’assolo musicale di Parsifal insieme all’orchestra che ha fatto sciogliere il pubblico in un lungo applauso.
Toccante il ricordo del loro paroliere Valerio Negrini autore di “Tu dov’eri” “Notte a sorpresa” e “Cercando di te” per i quali cambiano le sonorità musicali, affidate solo a pianoforte e chitarra a supporto dell’orchestra.
La coda del concerto è affidata a “Ci penserò domani” , “Pronto buongiorno è la sveglia”, “Pierre” e “Uomini soli”, con Riccardo Fogli tornato sul palco a cantare.
Poi tutti in piedi per gli ultimissimi brani, i più conosciuti, suonati uno dietro l’altro per salutare un pubblico entusiasta e coinvolto: “Non siamo in pericolo”, “Dammi solo un minuto”, “Tanta voglia di lei”, “Non restare chiuso qui pensiero “, “Piccola Ketty’ , “Dimmi di sì” e “Chi fermerà la musica”
Sui maxi schermi, video di Stefano D’Orazio a ricordare che è sempre parte dei Pooh.
Noi abbiamo visto un bel concerto, ma loro si sono divertiti più di noi.











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