L’AQUILA – Tante novità, alcuni aggiustamenti e anche qualche cancellazione. Il riordino del gioco online voluto dal Governo ha riscritto il funzionamento della filiera del gambling, il gioco pubblico e legale italiano, e ridisegnato il ruolo dei concessionari. Un cambiamento profondo, che riguarda tanto le regole tecniche quanto l’esercizio e la raccolta del gioco online.
Partiamo da alcune cancellazioni, come quella che riguarda l’abolizione delle skin. Si trattava di modalità di affiliazione che consentono agli affiliati di avere a disposizione un sito di gioco online con il proprio brand utilizzando la piattaforma e la licenza di un altro concessionario. Il motivo dalla loro cancellazione è stato spiegato tempo fa dal direttore generale dell’Agenzia Dogane e Monopoli, Roberto Alesse, secondo cui “la possibilità di ottenere l’attivazione di skin, collegati alla singola concessione, seppur a pagamento, eliminerebbe ogni convenienza del concessionario nell’acquisizione di più concessioni”.
Come si legge su Gaming Report, all’interno dell’articolo “Riordino gioco online: Addio alle skin e nuovi sistemi“, altro aspetto fondamentale del nuovo Decreto sul gioco online riguarda la nuova rete del gioco online. Ogni concessionario, infatti, sarà obbligato a indicare il dominio di primo livello nazionale su cui viene reso disponibile il sito internet, direttamente gestito dal medesimo, collegato alla propria concessione e utilizzato per l’accesso dei giocatori all’erogazione dei servizi dedicati all’offerta di gioco. Ogni stakeholder, insomma, dovrà istituire un proprio sistema di gioco. Diversa invece la questione delle lotterie, come ha spiegato lo stesso Responsabile Match Fixing dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Costanzo Mattia: “queste rimarranno dei punti vendita come adesso. Anche in questo caso la certificazione del sistema del concessionario sarà solo una. Creeremo un’anagrafica dove saranno censite le varie applicazioni di gioco, mentre quelle identiche avranno un unico identificativo”.
Ma l’obiettivo del decreto legislativo era anche quello di “razionalizzare e aggiornare” il sistema dei giochi pubblici a distanza, con l’obiettivo di aumentarne il valore delle concessioni. È per questo che a cambiare è proprio il sistema delle concessioni, che dovranno essere pagate sotto forma di 3 canoni. Il primo è da pagare solo una volta, ma passa dai 250 mila euro dello scorso anno a ben 7 milioni (un amento di quasi 3 mila punti percentuali). Poi troviamo due canoni minori: uno pari al 3% dei ricavi e infine uno dello 0,2%, da reinvestire in campagne informative di comunicazione per il contrasto alla ludopatia.
“Si tratta di una riforma che l’intera nazione aspettava da mezzo secolo – ha spiegato il Viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo – Stiamo ridisegnando completamente l’architettura del fisco italiano”. Altra novità importante è quella dell’istituzione di una Consulta permanente dei giochi pubblici ammessi in Italia, con il compito di monitorare le attività di gioco, soprattutto quelle illecite e non autorizzate. È così che si prova a intervenire su una materia complicata, vasta e rimasta per troppo tempo nel dimenticatoio. Dopo questo riordino, che non può essere di certo l’ultima parola ma il primo passo verso l’ammodernamento del gambling italiano, il comparto inaugura una nuova stagione. All’insegna della sicurezza e della responsabilità.











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