L’AQUILA – Il processo di globalizzazione della filiera dell’intrattenimento coinvolge anche il gaming, che sta diventando un settore sempre più importante per le economie nazionali e per la crescita occupazionale degli stati.Se il mondo del gaming è passato da essere un settore di nicchia, appannaggio di pochi, spesso nerd e quasi sempre esclusivamente giovani, a un fenomeno di massa, capace di coinvolgere milioni di appassionati in ogni parte del mondo è merito anche del processo di globalizzazione che ha investito questo comparto.
Ormai i videogame non hanno più confini e grazie a internet, ai social, alla rete e alla rivoluzione tecnologica riescono a superare le barriere geografiche, anagrafiche e sociali per costruire un vero e proprio impero. Ed è proprio di impero che si deve parlare se si guarda alle grandi multinazionali del settore, nomi che spesso neanche conosciamo o che associamo a console e videogame ma che nascondono giri d’affari da sei zero e centinaia di posti di lavoro creati.
Tra Stati Uniti ed Europa: Microsoft e gli altri
Partiamo dall’area che conosciamo di più, dal nostro continente. Per farlo non possiamo non partire dalla Ubisoft. Fondata in Francia, oggi è nota soprattutto per aver creato “Assassin’s Creed”, “Far Cry” e “Tom Clancy’s”, titoli che hanno permesso al brand di diventare tra i leader del gaming mondiale. Stessa parabola che sta seguendo la polacca CD Projekt, conosciuta principalmente per la serie “The Witcher” e il gioco “Cyberpunk 2077”. Altri nomi poco noti sono la svedese Paradox Interactive, specializzata in giochi strategici, “Crusader Kings”, “Europa Universalis” e “Stellaris”, oppure la tedesca Deep Silver.
Nel mondo del gambling, invece, meritano una menzione le slot machine IGT, titoli di una software house che ha la sede principale a Londra, ma ormai è diffusa anche in Nuova Zelanda e Australia, Sud Africa e Stati Uniti e si sta ampliando anche in America Latina. Prodotti di qualità e vocazione tecnologica, oltre 450 licenze globali o internazionali, per un colosso del gambling che rappresenta bene il processo di globalizzazione del settore.
I colossi asiatici
È impossibile, poi, non parlare dell’Asia, forse la vera culla del gaming. Qui i nomi forti sono quelli di Tencent, uno dei più grandi produttori e diffusori di hardware e software del mondo, che possiede anche partecipazioni ad aziende come Riot Games ed Epic Games. Forte soprattutto in Cina, negli ultimi anni si sta diffondendo anche in Europa e nel Nord America. Lo stesso percorso che ha fatto, ormai anni fa, la Sony, che dal Giappone ha conquistato il mondo grazie alla sua PlayStation, oppure la Nintendo, la cui risonanza è globale da ormai molti anni. Basti pensare al successo della Nintendo Switch, solo per fare un esempio.
È così che il mondo del gaming si è preso la scena, è così che la globalizzazione ha investito anche questo settore. Un settore che ha smesso di essere una semplice passione, ma sta diventando un lavoro, una forma di investimento, un volano di crescita per paesi interi.











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