
L’AQUILA – Come ogni anno l’Arcivescovo Metropolita dell’Aquila S. E. Cardinale Giuseppe Petrocchi anche questa volta è stato ospite negli studi di Radio L’Aquila 1 per parlare del messaggio rivolto alla comunità ecclesiale e civile.
Di seguito i primi passaggi del testo dal titolo “La Pasqua di Gesù: evento, divino e umano, che genera la speranza” che vi proponiamo come invito alla lettura integrale del messaggio.
“Credere alla Risurrezione significa accendere nel cuore una speranza che illumina ogni scelta e conforta ogni sofferenza. Una speranza incrollabile, poggiata sulla consapevolezza che «la Risurrezione non è una cosa del passato; contiene una forza di vita che ha penetrato il mondo. Dove sembra che tutto sia morto, da ogni parte tornano ad apparire i germogli della Risurrezione. È una forza senza uguali» (EG n. 276)
Il seme della Risurrezione è stato già deposto in ogni situazione, dal Signore. Non sta a noi, dunque, “piantarlo”, ma scoprirlo e farlo germinare, con il concorso dello Spirito.
La fede nella Pasqua di Gesù ci dona certezze essenziali, sul piano della fede e della corretta ragione:
- La certezza che, in ogni situazione, per quanto oscura e intricata, la Provvidenza apre sempre una “via d’uscita” e ci offre la forza per percorrerla (cfr. 1 Cor 10,13).
- La certezza che facendo il bene si può sconfiggere il male ( Rm 12, 21). Anzi, con l’aiuto della grazia, il credente può ricavare il bene anche dal male.
- La certezza che il bene fatto non è mai vano (cfr. 1Cor 15,58), poiché il bene ha sempre l’ultima parola. Ecco perché san Paolo invita a non stancarsi di fare il bene (cfr. Gal 6,9) ed esorta autorevolmente: «guardatevi dal rendere male per male a qualcuno, ma cercate sempre il bene tra voi e con tutti» (1Ts 5, 15).
- La certezza che, nonostante le diversità culturali, caratteriali e i difetti personali, la comunione è possibile e dovuta: essa possiede sempre un vigoroso slancio missionario, come dimostra l’evento di Pentecoste (cfr. At 2,1-36).
- La certezza che la “carità samaritana” inaugura il Regno di Dio, attraverso la testimonianza della “prossimità solidale”, specie verso le persone che soffrono la povertà e vivono in condizioni di marginalità.
– La certezza che la croce, portata con Gesù, è sempre fruttuosa ed apre orizzonti di pienezza e di gioia. Questo evento possiede una “energia” divina che consente di utilizzare anche gli eventi più avversi per cambiarsi in meglio e per ottenere esiti spiritualmente favorevoli: sempre, qualunque cosa accada. Quando parlavo ai giovani, per spiegare la forza “trainante” della Pasqua ricorrevo ad un esempio: quello di una barca a remi che avanza faticosamente in un mare mosso da flussi d’aria impetuosi; ma se l’equipaggio di quel natante possiede una vela e sa utilizzarla (alzandola ed esponendola in modo appropriato), consente alla barca di sfruttare a suo favore l’energia del vento, che prima agiva come forza contraria. In modo simile, quando navighiamo sulle acque turbolente di eventi avversi, se alziamo la “Vela della Pasqua” sull’ “albero maestro” della nostra anima, veniamo sospinti in avanti dal “Soffio dello Spirito”, come anche dalle correnti tumultuose delle difficoltà, raccolte però e trasformate – attraverso la novità rigenerante della Risurrezione – in dinamiche evangeliche “migliorative”, nella dimensione cristiana ed umana. Si impara così ad amare Dio, se stessi e gli altri, con autenticità fattiva e ampiezza crescente.
Qui il testo completo del messaggio alla comunità del Card. Giuseppe Petrocchi.











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