Puntata n. 05 del 28 Marzo 2024:
Accordo sul regolamento imballaggi: esulta il “sistema Italia”.

L’AQUILA – Lo scorso 4 marzo i rappresentanti permanenti dei 27 Paesi dell’Unione Europea hanno approvato all’unanimità l’accordo sulla revisione direttiva chiamata ad “affrontare l’aumento dei rifiuti di imballaggio, armonizzando al tempo stesso il mercato interno e promuovendo l’economia circolare”. Dopo il TRILOGO (negoziato informale tra Parlamento, Commissione e Consiglio) anche il Coreper conferma all’unanimità l’accordo sulla revisione della direttiva UE sul packaging e sui rifiuti da imballaggi da cui l’Italia ottiene importanti deroghe sugli obiettivi di riuso. Il testo, frutto di trattative estenuanti tra le istituzioni UE, con il governo e gli eurodeputati italiani in prima linea, passa anche l’esame del Coreper. L’ultimo step sarà l’approvazione formale della plenaria del Parlamento europeo e dei ministri dei 27 Paesi.
Il COREPER è il Comitato dei Rappresentanti Permanenti, composto da ambasciatori e riveste un ruolo chiave per i lavori del Consiglio dell’Unione Europea.
Il “regolamento imballaggi” introduce obiettivi di riduzione degli imballaggi del 5 per cento entro il 2030, del 10 per cento entro il 2035 e del 15 per cento entro il 2040. E chiede in particolare ai Paesi membri di ridurre la quantità di rifiuti di imballaggio in plastica. Con il nuovo decennio saranno vietati diversi tipi di imballaggi in plastica monouso, come quelli per frutta e verdura fresca non trasformata, gli imballaggi in plastica per alimenti e bevande riempiti e consumati in bar e ristoranti (ad esempio condimenti, salse, panna, zucchero, per i quali sono però ‘salve’ le bustine di carta). Dal primo gennaio 2030 saranno vietati anche gli imballaggi in miniatura per i prodotti da toilette e la pellicola termoretraibile per le valigie negli aeroporti.
Il punto maggiormente discusso in Italia era quello relativo agli obiettivi di riciclo e riuso. Una contrapposizione superata nel testo finale, con la facoltà per gli Stati membri di concedere deroghe agli operatori dei settori coinvolti se i singoli materiali di imballaggio abbiano superato di almeno il 5 per cento gli obiettivi di riciclo definiti da Bruxelles. In questo modo è stata riconosciuta e premiata la virtuosità del nostro sistema che ci vede ai primi posti nel quadro europeo come capacità di riciclo.
Non solo: l’Italia ha ottenuto l’esclusione dagli obblighi di riuso del take away, del cartone, di bevande come latte e altre altamente deperibili, vini e altre bevande alcoliche, oltre ad una deroga orizzontale per i materiali di imballaggio. A patto sempre di mantenere alti tassi di riciclo.
L’Italia ha “fatto sistema” per cambiare profondamente la proposta iniziale della Commissione. Abbiamo ancora una volta dimostrato che non dobbiamo scegliere tra economia e ambiente e soprattutto che l’Italia che non si arrende a soluzioni che penalizzano la nostra industria.
Inoltre, va sottolineato anche che gli emendamenti proposti dall’Italia e approvati in sede europea incentivano tecnologie in cui stiamo investendo, come il riciclo chimico e salvaguardano settori in cui le nostre aziende hanno accresciuto la riciclabilità degli imballaggi, in cui siamo all’avanguardia, come quello delle plastiche compostabili, o in cui esportiamo prodotti di eccellenza, come vini, spumanti, vermouth e distillati.
Ricordiamo che il riciclo chimico, detto anche riciclo terziario, consiste nella decomposizione dei polimeri di cui sono composti gli scarti attraverso il calore o agenti chimici, e punta al recupero totale dei polimeri.











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