L’AQUILA – di Nando Giammarini – La violenza di genere è una grave problematica sociale, pervasiva, aberrante e distruttiva, consistente non solo nella violenza fisica ma anche in quella psicologica e verbale che mettono praticamente a terra le malcapitate. Una vera e propria piaga sociale che deve impellentemente essere debellata prima che provochi altri misfatti come la tragedia della povera Giulia Cicchettin che ha lasciato l intero Paese con il fiato sospeso. Fino al ritrovamento del cadavere.
L’OMS (organizzazione Mondiale della Sanità) definisce la violenza di genere: “un qualsiasi atto di violenza fondato sul genere che comporti, o abbia possibilità di comportare, differenze o danni fisici, sessuali o mentali per le donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia che si verifichi nella sfera pubblica che in quella privata“.
Dobbiamo , purtroppo con rammarico, ammettere che la violenza di genere è una dinamica diffusa nella maggior parte del globo terrestre ed affonda le radici in un lontano passato dove coesistono, e sono mantenuti in vita pregiudizi, atteggiamenti e schemi sociali superati dalla storia. Tanti sono i reati e le tipologie di violenza contro le donne. Essi vanno dalla violenza domestica, allo stalking, allo stupro, alle molestie sessuali, discriminazioni sul posto di lavoro ed, in alcuni casi ben più gravi, il “delitto d onore”.
Recenti dati attendibili forniti dal dipartimento di Pubblica Sicurezza parlano di 285 omicidi dall’inizio dell’anno di cui 192 vittime sono donne. In aumenti i delitti perperati in ambito familiare: da 120 a125 mentre si è verificata una sensibile diminuzione di vittime femminili passate da 88 nel 2022 a 82 nell’ anno in corso. Di questi 53 sono stati commessi da partener attuali o precedenti della vittima. Usciamo da questo freddo contesto delle cifre e cerchiamo di capire quali sono gli strumenti più adatti a fermare questo drammatico problema, avvilente e distruttivo, agli inizi del terzo millennio per una società civile degna di essere definita tale.
La violenza di genere si contrasta con un impegno di massa fondato su un lavoro culturale, educativo, sociale partendo dalla scuola che deve inculcare agli studenti le più elementari norme di educazione e di rispetto verso il gentil sesso e, più in generale, per tutti. Occorre necessariamente, al contempo, rafforzare le iniziative di sensibilizzazione intensificando le azioni di repressione e di contrasto. La violenza contro l universo femminile è strutturale; la si può rappresentare come una piramide che all’apice ha il femminicidio e lo stupro ma si manifesta in molte forme quotidiane che tutti abbiamo l obbligo ed il dovere morale di ostacolare. Dobbiamo essere tutti perfettamente convinti che non basta indignarsi alla violenza ma occorre necessariamente lavorare, uniti e coesi, contro ogni forma di omertà e rassegnazione. In qualsiasi modo.
Ricordiamo, per dovere di cronaca, che la particolare ed importante giornata fu istituita, dall’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1999 in memoria delle sorelle Mirabal: tre attiviste politiche uccise dalla sanguinaria dittatura di Trujillo nella Repubblica Domenicana nel 1960.
In conclusione di questo articolo credo di fare buona cosa ricordando a tutte le donne in difficoltà che è a loro disposizione il numero gratuito Anti Violenza e Anti Stalking 1522 attivo h 24. Lo stesso può essere istallato con l’app sul cellulare. Dall’ estero il numero per le emergenze è il 122. Vi sono poi le case famiglia e le case rifugio, ad indirizzo segreto, cui si accede tramite segnalazione dei servizi sociali, forze dell’ordine e su richiesta personale. Sostenere persone in difficoltà, soprattutto mamme con bambini piccoli al seguito, fiaccate da periodi di vessazioni, più o meno lunghi, che minano il sistema nervoso di chiunque, non può significare solo aiutarle ad uscire dalla condizione di violenza contingente che stanno vivendo. Bisogna accompagnarle a recuperare la loro autonomia ed indipendenza. Ciò attraverso percorsi di formazione scolastica, lavorativi, psicologici legali e, per chi ne avesse bisogno, anche economici.
Dobbiamo purtroppo registrare che nel nostro Abruzzo i reati sono in aumento tanto che, da notizie riportati dalla stampa locale, nell’ultimo mese sono stati aperti 20 fascicoli. Per contrastare il fenomeno la procura dell’Aquila ha istituito un pool di magistrati specializzati sul “Codice Rosso”. Si tratta di una procedura speciale, introdotta 4 anni fa, volta a contrastare con urgenza i reati di violenza domestica e di genere. Con il poll collaborano investigatori della polizia giudiziaria dei Carabinieri e della Polizia di Stato. Intanto oggi la fontana luminosa dell’Aquila è illuminata, e resterà accesa per i sedici giorni successivi, di arancione come simbolo di un futuro senza violenza di genere. Al contempo sarà illuminata dello stesso colore la Stanza presente nella Caserma dei Carabinieri dell’Aquila costituita a seguito del progetto “una Stanza Tutta per Se” nata con il fine di sostenere le donne nel delicato e particolare momento della denuncia della violenza subita.
La Stanza verrà accesa oggi alle 17 30, con una cerimonia alla presenza del Comandante Provinciale Colonnello Nicola Mirante che ringrazio pubblicamente per la sensibilità dimostrata nell’affrontare, con decisione e coraggio, questa problematica che impatta direttamente nella vita delle persone











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