
PESCARA: – Nel 2014 l’Abruzzo ha fatto registrare un aumento dell’export del +2,9 per cento rispetto al +2 per cento italiano. E’ quanto emerge dallo studio messo a punto dal Centro Estero Abruzzo e presentato, questa mattina, in Camera di Commercio a Pescara.
L’iniziativa e’ stata organizzata in collaborazione con la Direzione allo Sviluppo Economico della Regione Abruzzo.
Presenti all’incontro con la stampa il presidente del Centro Estero, Daniele Becci, e Stefano Cianciotta, giornalista economico, il quale ha sostenuto che “il 2015 sara’ l’anno della ripresa per le regioni dell’Italia centro settentrionale, ripresa favorita dall’accelerazione della domanda mondiale e dal deprezzamento dell’euro”.
Segno positivo anche per i seguenti comparti: farmaceutico (+18,1 per cento), mezzi di trasposto (+8,1 per cento), gomma e plastica (+2,7per cento),agroalimentare (+3,3 per cento), mentre ha subito un calo il settore tessile-abbigliamento (-17 per cento).
Per quanto riguarda le imprese, da segnalare la diminuzione delle imprese registrate -0,6 per cento, il calo delle nuove iscrizioni -5,2 per cento, la flessione delle cancellazioni -11,6 per cento, e il tasso di sviluppo 0,2 per cento (inferiore a quello italiano).
Manifatturiero e costruzioni (-5 per cento) sono invece i settori con maggiore sofferenza. “Ma l’Abruzzo e’ una regione votata all’export – ha sostenuto Cianciotta – con un valore pari al 25 per cento del PIL regionale. Nel 2014 l’Abruzzo ha fatto registrare un aumento dell’export del +2,9 per cento rispetto al +2 per cento italiano. E nello specifico – ha illustrato – nei Paesi UE e’ stato del 74,5 per cento contro il 54,6 per cento italiano e la quota di export nel continente asiatico del 5,9 per cento contro il 14,8 per cento del resto d’Italia. Questo è un dato significativo perche’ ci indica come l’export abruzzese sia preponderante in Europa e ancora poco sviluppato nei Paesi asiatici”.
Gli andamenti nelle quattro province sono cosi’ classificati: Teramo +3,4per cento, Chieti +7,6 per cento, Pescara -20,7 per cento e L’Aquila – 10,6 per cento.
“Andamenti crescenti per Teramo e Chieti – ha spiegato Cianciotta – il cui export costituisce rispettivamente il 69,1 per cento e il 17,5 per cento del totale abruzzese. Il dato pescarese si giustifica con l’assenza di una componente industriale forte” . “Dati incoraggianti – ha sostenuto Becci, che arrivano in un momento ancora difficile. Le nostre aziende hanno fame di crescita e di internazionalizzazione e noi continuiamo, in quest’ottica, a svolgere il nostro lavoro consapevoli dell’importante ruolo che assume il Sistema camerale per il mondo impresa”.










